Dalai Lama in visita in Italia e forse in Vaticano: la Cina protesta fortemente

L'ufficio dell'ambasciatore cinese in Italia Dong ha comunicato l'irritazione di Pechino sottolineando la sua 'contrarietà' per queste iniziative giudicate 'inopportune'.

L'ufficio dell'ambasciatore cinese in Italia Dong ha comunicato l'irritazione di Pechino sottolineando la sua "contrarietà" per queste iniziative giudicate "inopportune".

La notizia arriva dopo le grandi polemiche, nate ieri per la probabile presenza del Dalai Lama a Milano. Dagli uffici del Governatore della Regione, Roberto Formigoni, è stato comunicato che "ci sarà un incontro, ma non al Pirellone". Anche il presidente della Provincia, Filippo Penati, non riceverà il Dalai Lama nella sede di Palazzo Isimbardi: "Faremo una visita privata esterna".

In compenso, la Provincia ha patrocinato una manifestazione di tre giorni al Palasharp, in cui è prevista la presenza del capo spirituale. E c'è il caso di Cologno Monzese, comune dell'hinterland che ospita una delle più vaste comunità buddiste del Paese, dove il Dalai Lama verrà ricevuto l'8 dicembre. Il consiglio comunale aveva deciso di concedere la cittadinanza onoraria a Sua Santità, ma il centrodestra ha votato contro l'iniziativa.

Se a Milano la presenza del Dalai Lama è ancora in forte dubbio, a Torino, oltre alla cittadinanza onoraria, che verrà conferita nella Sala Rossa del Palazzo Civico del capoluogo piemontese, il Consiglio Regionale ha confermato tutte le iniziative organizzate il 16 Dicembre per accoglierlo sotto la Mole.

E così, la guida spirituale dei buddhisti potrà parlare alle assemblee elettive piemontesi. Una decisione bipartisan che va da Alleanza nazionale a Rifondazione Comunista.


In Regione, Tenzin Gyatso sarà l'ospite d'onore di un convegno su "Governace e Compassion", organizzato dall'associazione italiana degli Enti Locali per il Tibet guidata dalla verde Maria Cristina Spinosa e dall'azzurro/ciellino Giampiero Leo.

Confermate anche le iniziative organizzate dall'Associazione per il pubblico che si svolgeranno all'Università (conferenza di medicina tibetana), nella biblioteca della Regione (mostra tematica) e in cinema e teatri torinesi (film, libri e danze).

Il Presidente del Consiglio Regionale Gariglio ha dichiarato: "Non sono iniziative ostili nei confronti della Cina, ma rivendichiamo il diritto di incontrare il leader spirituale indiscusso di un popolo con una storia millenaria".

"Speriamo che non ci siano ritorsioni, anche se potrebbero esserci delle conseguenze economiche", ha aggiunto Gariglio.

"Esiste un problema di rispetto dei diritti civili che non possiamo ignorare. La causa tibetana è la manifestazione più evidente", conclude Gariglio.

Anche il Governatore del Piemonte, Mercedes Bresso, ha sottolineato l'importanza della presenza a Torino del Dalai Lama e gli ottimi rapporti tra la Regione e la Cina. "Desideriamo mantenerli - ha dichiarato la Presso - ma se ci saranno ritorsioni, queste danneggeranno più loro che noi, l'interscambio è più favorevole a Pechino che a Torino.

Un altro punto delicato della visita italiana del Dalai Lama è rappresentato dal Vaticano e per ora non ci sono notizie in merito. La Cina, d'altra parte, non sta a guardare e porta avanti le sue pressioni nei confronti di coloro che aprono le porte a quello che Pechino considera un leader secessionista e rivoluzionario








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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