UniversitÓ Sorbona in Francia: decisa la chiusura e sospensione corsi per scioperi violenti

Arriva la notizia che la Sorbona cancellerÓ i corsi e chiuderÓ gli uffici fino a lunedý prossimo.

Arriva la notizia che la Sorbona cancellerÓ i corsi e chiuderÓ gli uffici fino a lunedý prossimo. I violenti scontri tra studenti, scoppiati durante una delle innumerevoli proteste che stanno caratterizzando l'autunno caldo parigino, hanno spinto il rettorato della prestigiosa universitÓ a chiudere i battenti.

"Un gruppo di studenti persiste a bloccare l'accesso all'edificio -si legge in una nota- nonostante i numerosi tentativi di interposizione da parte dei servizi di sicurezza della Sorbona". L'amministrazione universitaria ha dunque deciso la linea dura: "questi studenti fanno ogni giorno uso della forza, e questa mattina hanno fatto ricorso alla violenza fisica contro gli studenti che volevano seguire i corsi", scrivono dagli uffici di boulevard Saint-Michel. "La libertÓ di accesso allo studio non Ŕ assicurata, e la sicurezza delle persone non Ŕ pi¨ garantita. Di conseguenza, Ŕ stata presa la decisione di chiudere la Sorbona fino a lunedý 26". Dunque porte chiuse a tutti, aspettando il ritorno alla normalitÓ.

Ma il movimento studentesco difficilmente starÓ a braccia conserte. La riforma dell'autonomia universitaria del nuovo ministro dell'insegnamento superiore di Sarkozy, ValÚrie PÚcresse, continua a scatenare i blocchi e le manifestazioni. In particolare, la protesta si focalizza sulla Legge 1199/07, relativa alle libertÓ e responsabilitÓ delle UniversitÓ (LRU). Un provvedimento che autorizza le universitÓ francesi a costituirsi come "fondazioni universitarie", capaci di attirare finanziamenti privati, e che suona il campanello della mercificazione dei saperi.

Il movimento degli studenti, lanciato dal Collettivo contro l'autonomia delle UniversitÓ (CCAU), che raggruppa molti sindacati minori, Ŕ partito un mese fa da alcune facoltÓ di lettere, psicologia e sociologia di Rouen e di Toulouse-Le-Mirail, che hanno avviato lo sciopero, e quella di Tolbiac (Paris-I) e di Aix-Marseille, dove sono stati fermati gli uffici. E al weekend scorso aveva giÓ portato al blocco di 43 atenei in tutto il Paese (e di molti licei).

A rappresentare gli studenti al tavolo delle trattative con il ministro Ŕ Bruno Juillard, 26enne presidente del sindacato studentesco Unef. La posizione di Juillard segna la differenza con quella di molti collettivi autonomi: l'Unef infatti non crede che la legge si possa fermare (a differenza di quanto accaduto nel 2006 con il Cpe), ma chiede miglioramenti sostanziali. "La palla Ŕ passata al governo", ha dichiarato Juillard, spiegando che l'Unef non chiede l'abrogazione della legge. Ma aggiungendo che il sindacato e gli studenti sapranno prendersi la responsabilitÓ di un abbassamento dei toni e un "ritorno alla normalitÓ" soltanto se alle attese e alle richieste degli studenti il ministro risponderÓ "nel pi¨ breve tempo possibile".


Sfiorata dalle proteste, lontana dai tavoli di concertazione, la PÚcresse continua sulla sua strada. Il ministro ha annunciato oggi la messa in opera di un dispositivo volto a favorire l'accesso all'alloggio degli studenti, che andrebbe ad accompagnare il giÓ varato GRL (Garanzia del rischio locativo), e che consentirebbe a tutti gli studenti "entro la fine dell'anno" di non aver pi¨ a che fare con le cauzioni sull'alloggio, ovvero quella sorta di tassa di garanzia che molti giovani non sono in grado di coprire. Gli studenti, su questo, non si sono ancora espressi.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su