Contributi previdenziali maggiori a partire dal 2008 per lavoratori con contratto a progetto

Questa una delle misure previste dal tanto chiacchierato protocollo sul Welfare ancora in fase di approvazione alle camere. Lo stipendio del nuovo anno sarà dunque probabilmente minore.

Sono 1 milione e 780 mila i lavoratori a progetto che si troveranno a pagare contributi previdenziali più onerosi a partire dal 1° gennaio 2008. Questa una delle misure previste dal tanto chiacchierato protocollo sul Welfare ancora in fase di approvazione alle camere. A stringere la cinghia dal nuovo anno saranno ancora una volta i precari “bamboccioni”, generazione bistrattata da 1.000 Euro al mese.

Aumenterà infatti dal 23,50 al 24,50% l’aliquota complessivamente dovuta per gli iscritti che svolgono esclusivamente l’attività tutelata: collaboratori coordinati e continuativi con o senza modalità a progetto, associati in partecipazione che apportano esclusivamente attività lavorativa, lavoratori autonomi occasionali e venditori porta a porta che superano il limite reddituale di 5mila euro annui, professionisti che non hanno altre forme di previdenza obbligatoria.

Per gli iscritti che non hanno altre forme di assicurazione obbligatoria l’aliquota aumenterà ancora di un punto dal 1° gennaio 2009, per raggiungere nel 2010 il 26,50 per cento. Un trend quello delle aliquote Inps che intende avvicinare i lavoratori precari alla tutela pensionistica dei dipendenti assunti regolarmente

Tuttavia, permangono i limiti che caratterizzano le prestazioni per i lavoratori a tempo, per i quali non opera il principio dell’automaticità che caratterizza, invece, il lavoro subordinato. Il che significa che le prestazioni non spettano se i contributi non sono stati effettivamente versati. In secondo luogo, pur non essendoci alcun limite contributivo, l’accredito dell’annualità avviene solo se i contributi sono pagati su un imponibile almeno pari a quello operante per i commercianti (nel 2007, 13.585 euro).
Nessun cambiamento, invece, per la struttura del contributo, che è ripartito tra committente (due terzi) e collaboratore (un terzo).

Stringere la cinghia dunque sullo stipendio del nuovo anno implicherà assegni pensionistici più corposi in futuro.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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