Monte dei Paschi acquista Antonveneta e il titolo azionario crolla. Quesiti da risolvere.

Il record di oggi è il minimo del titolo a 3,56 euro: era dal settembre del 2005 che non si vedevano questi prezzi. Certo il fuoco di bocciature e downgrade da parte delle banche d’affari a inizio giornata non poteva portare niente di buono

A Piazza Affari la prima giornata del Monte dei Paschi dopo l’annuncio dell’acquisizione dell’Antonveneta è stata disastrosa.

Pesanti vendite sul titolo hanno portato alla sospensione delle contrattazioni in avvio di seduta, quando le azioni perdevano il 10% del proprio valore. Il riavvio delle negoziazioni non è stato però più generoso e il resto della giornata è trascorso con il titolo in affanno a dieci punti percentuali sotto i prezzi di ieri.

Il record di oggi è il minimo del titolo a 3,56 euro: era dal settembre del 2005 che non si vedevano questi prezzi. Certo il fuoco di bocciature e downgrade da parte delle banche d’affari a inizio giornata non poteva portare niente di buono, ma si sperava che la terza banca d’Italia nascesse sotto auspici migliori.

Il mercato non ha creduto alle promesse di Giuseppe Mussari, presidente del Monte dei Paschi, e ha giudicato eccessivi quei 9 miliardi di euro offerti al Santander per l’Antonveneta (al netto di Interbanca). Anche se, a far due conti, la cifra di 8,5-9 milioni di euro a sportello di questa valutazione, per quanto esorbitante, è ancora inferiore a quella pagata dal Credit Agricole a Intesa San Paolo che raggiunse i 9,5 milioni di euro per sportello.

La struttura dell’operazione è stata però chiarita già ieri sera quando un secondo comunicato della banca senese ha precisato che metà della cifra sarebbe stata reperita con un aumento di capitale da 4,5 miliardi di euro, mentre il resto sarebbe provenuto dal funding e dalla cessione di asset non strategici del gruppo (come le quote di Hopa e Finsoe). Un progetto che evidentemente non ha convinto investitori e analisti, che si sono affrettati a tagliare le proprie stime sul titolo e sulla sua redditività.


Mps sale così a una quota del mercato retail del 9,2% e, come evidenziava il Sole 24 Ore di oggi, in un sol colpo aumenta di un terzo i propri aggregati patrimoniali. Le cifre del nuovo gruppo parlano di 3.200 dipendenti per una banca da oltre dieci miliardi di capitalizzazione di borsa, con un utile vicino agli 1,3 miliardi di euro, con sinergie di costo da 220 milioni di euro e ricavi addizionali da 140 milioni. A incoraggiare le prospettive del nuovo gruppo concorrono infatti la totale assenza di sovrapposizioni territoriali e il fatto che Mps-Antonveneta diventa un gruppo con una solida presenza che dal Veneto scende verso il Centro Italia e giunge fino alla Puglia.

Il solido appoggio della Fondazione Monte dei Paschi, che da subito si è detta pronta ad appoggiare la ricapitalizzazione, e di altri soci importanti come Francesco Gaetano Caltagirone garantisce che il progetto andrà avanti.

Al fianco della nuova Mps da subito si è schierato anche Axa, il colosso assicurativo francese che già distribuisce i suoi prodotti in tutte le filiali del gruppo e che, con la sua quota del 2 per cento, è stato definito da Mussari un partner strategico (ma niente di più per il momento).





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su