Trimestrale Cisco: buoni i risultati, ma le prospettive sul futuro sono neutre

A trainare la trimestrale sono state essenzialmente le attività svolte dal gigante californiano nei Paesi emergenti (pari al 10 per cento del totale), dove l'aumento delle vendite è stato del 91 per cento.

Si continua a parlare di trimestrali con l'annuncio dei risultati di Cisco Systems. Il leader del networking delle tecnologie di rete ha chiuso il suo primo quarto d'esercizio fiscale 2008 registrando un utile netto di 2,2 miliardi di dollari, ovvero più alto del 37 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e una crescita del fatturato del 17 per cento 9,55 miliardi di dollari. A trainare la trimestrale sono state essenzialmente le attività svolte dal gigante californiano nei Paesi emergenti (pari al 10 per cento del totale), dove l'aumento delle vendite è stato del 91 per cento.

Un buon risultato, quindi, che non solo non ha disatteso le previsioni formulate nel trimestre precedente, ma che ha anzi colto impreparato il mercato, che si attendeva numeri inferiori. A disorientare ulteriormente gli investitori è stato poi l'annuncio che il produttore non modificherà le sue proiezioni di fatturato per il 2008: per quanto riguarda il trimestre in corso (che si concluderà a fine gennaio), le stime di Cisco prevedono un aumento delle vendite del 16 per cento a 9,79 miliardi di dollari, ovvero appena al di sotto delle previsioni degli analisti, che si attestano attorno ai 9,81 miliardi.

Proprio la decisione di non ritoccare le previsioni ha deluso gli investitori, e ieri - dopo l'annuncio dei risultati - il titolo ha quindi chiuso al ribasso.

Così, nonostante Cisco riferisca che gli investimenti nelle nuove tecnologie (come i sistemi per videoconferenze o i set-top box) stanno avendo un ritorno economico superiore alle attese, è probabile che l'azienda si troverà presto a dover affrontare gli effetti di una consistente diminuzione della domanda da parte di quei clienti che ridimensioneranno il proprio budget di spesa a seguito della crisi del mercato immobiliare e creditizio.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su