Immigrazione in Francia: test del DNA e stretta sul ricongiungimento familiare

Nella nuova normativa è previsto il test sul DNA. E ancora, nuova stretta sul fronte più delicato, quello del ricongiungimento familiare che costituisce la stragrande maggioranza del flusso migratorio

Una normativa che prevede un ulteriore controllo dei flussi diimmigrazione, al centro di dure e lunghe polemiche in Francia, è stataapprovata oggi dal Parlamento. L'opposizione ha annunciato il ricorsoal Consiglio costituzionale, specificamente sulla parte relativa altest sul DNA previsto in alcuni casi di ricongiungimento familiare, ilcentro vero dello scontro tra destra e sinistra ma che ha spaccatoanche la maggioranza, come è emerso nel dibattito e nel voto finale, inseconda lettura, dell'Assemblea nazionale (282 sì e 235 no; il gruppoUMP è composto di 321 membri). In serata è arrivato il via libera delSenato, con 185 voti contro 136.

IlConsiglio costituzionale, presieduto da Jean-Louis Debré, ha un mese ditempo per decidere se chiedere modifiche. In linea con la politica diuna "immigrazione mirata e selezionata" condotta da Nicolas Sarkozyquando era ministro dell'interno, il suo braccio destro di allora,Brice Hortefeux, diventato ministro per l'immigrazione, ha fatto cosìapprovare la quarta legge in materia di immigrazione degli ultimiquattro anni. Una legge contrastata, nel mirino di responsabilireligiosi, intellettuali, politici di destra e di sinistra. Tre exprimi ministri neo-gollisti come Edouard Balladur, Jean-Pierre Raffarine Dominique de Villepin hanno preso le distanze; anche dentrol'esecutivo la scelta ha creato fratture con il ministro per lepolitiche delle città, Fadela Amara, pronta a denunciare il carattere"disgustoso" della scelta del test del DNA. La polemica su questoaspetto ha di fatto cancellato dal dibattito l'insieme delprovvedimento che introduce principi non marginali come la necessità disaper comunicare nella lingua francese, di saper riconoscere icaratteri basilari della legislazione francese in materia di diritto difamiglia, di diritto al matrimonio e alla laicità. O la condizione peril residente di avere un livello di salario minimo per poter chiedereai familiari di raggiungerlo.

La stretta più forte è venutaproprio sul fronte più delicato, quello del ricongiungimento familiareche costituisce la stragrande maggioranza del flusso migratorio.Attualmente l'immigrazione professionale rappresenta il 7% di questarealtà mentre Sarkozy vuole che diventi il 50%. Di qui la scelta direndere più duro il meccanismo del ricongiungimento, così come avevafatto con la legge dello scorso anno quando aveva deciso di allungare itempi per l'acquisizione della cittadinanza, di rendere più difficileottenere permessi di lunga durata e di dilatare il tempo necessario perchiedere il ricongiungimento. Ora questa nuova legge si salda con laprecedente e mira a regolamentare specificamente questo aspetto, dasempre il grande canale dell'immigrazione francese. Hortefeux ha difesoanche oggi in parlamento la normativa, molto addolcita dopo il voto delsenato, ed ha denunciato il fatto che ne sia stata fatta quasi una"caricatura".

"La nuova legge consentirà agli stranieri inbuona fede un diritto nuovo che consentirà loro di portare un elementodi prova del loro legame familiare" ha detto il ministro che ha anchecitato una nota dell'alto commissariato dell'ONU per gli immigrati chesostiene che "il test DNA è una evoluzione logica ed ineluttabile".Comunque sia il test sarà sperimentale per 18 mesi e poi verrà valutatala sua applicazione e una commissione indipendente giudicherà. Per orai francesi sembrano divisi: il 49% è convinta della validità del test,il 43% è contraria. Una conferma del rapporto di forze registrato anchealle presidenziali che premia la linea dura di Sarkozy in tema diimmigrazione.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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