Rinnovo dipendenti pubblico aumento stipendi, contratti sblocco statali,docenti,forze ordine,militari: novità settimana e riunioni

Sale il livello dello scontro tra le forze sociali e la maggioranza sull'aumento degli stipendi per i dipendenti pubblici.

AGGIORNAMENTO: Non ci sono al momento ancora le condizioni secondo le forze sociali per firmare l'intesa e sembra che i docenti al momento rimangono fuori della trattive. Si vorrebeb cercare di raggiungere l'accordo, ovviamente, prima della consultazione popolare

C'è stata una decisa accelerazione nella partita del rinnovo del contratto degli statali. Ministero della Funzione Pubblica e forze sociali di categoria sono seduti attorno a un tavolo per discutere dell'entità dell'aumento e delle modalità di assegnazione. Le coordinate sono chiare: l'aumento medio sarà di 85 euro (verosimilmente lordi), è da considerare come media e non spetterà a tutti. Ma c'è un aspetto di cui tenere conto un eventuale surplus di 85 euro lordi porterebbe a oltrepassare il tetto dei 26.000 euro entro il quale rimanere per percepire il bonus di 80 euro. Insomma ne uscirebbero 80 per farne rientrare 85 e sarebbero coinvolti anche militari e forze dell'ordine.

Per le forze sociali, invece, l'aumento di 85 euro deve essere considerato la base da cui partire. E in questo contesto vorrebbero far rientrare anche i docenti della scuola. A rendere incerto il futuro mettendo in discussione la stessa riforma della pubblica amministrazione è stata l'Alta Corte con una sentenza che sta facendo molto discutere. Molti decreti sono adesso in bilico. Dirigenti a tempo, con incarichi di quattro anni rinnovabili al massimo solo per altri due anni. E poi la possibilità di essere licenziati se si è rimossi a seguito di una valutazione negativa e dopo un anno in stand by non si ottiene un nuovo incarico.

Sono questi alcuni dei punti principali del decreto sulla dirigenza pubblica che adesso rischia di saltare. Tra i decreti censurati c'è anche quello ribattezzato furbetti del cartellino. Si tratta delle norme che permettono alle amministrazioni pubbliche di sospendere entro 48 ore i dipendenti colti in flagranza a timbrare il cartellino e disertare il lavoro o a farsi timbrare da altri il badge. Il governo ha in preparazione anche una riforma complessiva del pubblico impiego. Si tratta di un Testo unico che, nelle intenzioni, dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri entro il prossimo mese di febbraio. In questo caso le perplessità potrebbero essere superate proprio attraverso una intesa con le Regioni.


La riforma delle partecipate pubbliche è un altro dei pilastri della riforma Madia. L'obiettivo dichiarato è quello di ridurre le 8.000 società controllate dagli enti locali a soltanto 1.000. Il provvedimento è già in vigore. Secondo le stime, grazie alle norme contenute dovrebbe anche consentire una riduzione delle poltrone di 24.000 unità. La pronuncia è arrivata a un anno e qualche mese dall'entrata in vigore della legge Madia, il ricorso della Regione Veneto era stato presentato infatti nell'ottobre dello scorso anno.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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