Nuovo Trattato europeo: accordo per l'Unione Europea a 30 nazioni. Si firmerà a Lisbona. I dettagli

Ad oltre due anni dal voto negativo nei referendum popolari di Francia e Olanda sul testo di Costituzione, si chiude finalmente la crisi aperta nell'Unione, sul futuro del progetto europeo

Poco dopo le 2 di notte, il Primo Ministro portoghese, JoséSocrates, Presidente di turno dell'Unione Europea e José Manuel DuraoBarroso; Presidente della Commissione Europea, hanno annunciato ilraggiungimento dell'accordo tra i leader dei Ventisette paesi della UE,sul nuovo Trattato europeo. Così, ad oltre due anni dal voto negativonei referendum popolari di Francia e Olanda sul testo di Costituzione,si chiude finalmente la crisi aperta nell'Unione, sul futuro delprogetto europeo.
Il nuovo Trattato - che sostituisce il fallitoprogetto costituzionale - verrà firmato a Lisbona il prossimo 13dicembre e assumerà il nome della capitale lusitana. Non essendo unaCostituzione, non sostituirà i Trattati già esistenti, ma si aggiungeràa questi, modificandoli in parte. Perciò, sarà sufficiente la ratificadei soli Parlamenti nazionali. Dipenderà, allora, dai singoli Stati: laFrancia ha già deciso di non sottoporre il testo a un referendumpopolare; anche Gordon Brown si orienterebbe in questa direzione, mal'opposizione preme invece per il referendum e il Premier britannicoha, in questo momento, qualche problema di consenso in casa; la stessaOlanda sembrerebbe intenzionata ad un'approvazione solo per le vieparlamentari.
Se, dunque, non s'incontreranno nuovi problemi sullavia della laboriosa ratifica interna ai Ventisette, cosa non del tuttoscontata, il Trattato di Lisbona entrerà in vigore nel gennaio del2009, appena prima della celebrazione delle elezioni europee, previsteper la primavera di quell'anno.

Il testo dell'accordo che saràoggetto del nuovo Trattato, conferma sostanzialmente i terminidell'intesa già raggiunta nello scorso mese di giugno, che rese allorapossibile sbloccare la situazione e realizzare il risultato odierno.
Siconferma, perciò, la figura del Presidente della UE stabile, in caricaper due anni e mezzo e l'istituzione della figura di AltoRappresentante per la politica estera europea, che presiederà leriunioni europee dei Ministri degli Esteri, resterà in carica cinqueanni e ricoprirà la funzione di Vice-Presidente della Commissione.
Apartire dal 2014 - o più esattamente dal 2017, considerando laprevisione di un regime transitorio di tre anni - entrerà in vigore ilsistema del voto a doppia maggioranza (secondo cui si richiede, nelledecisioni assunte a maggioranza, il sostegno del 55% degli Stati membriin rappresentanza del 65% della popolazione). Su questo punto, l'ultimapretesa polacca era che il cosiddetto "meccanismo di Ioannina", cheprevede una tutela per lo Stato che sia messo in minoranza su unadecisione d'interesse nazionale, fosse inserito nel Trattato. A finetrattativa, i polacchi l'hanno più o meno spuntata, con l'inserimentodel meccanismo, se non nel testo, almeno in un protocollo allegato alTrattato. D'altronde, si è alla vigilia delle elezioni politiche inPolonia e i gemelli Kaczynski avevano bisogno di un buon risultato dagiocare nei confronti dell'opposizione, attualmente in testa neisondaggi.
La carta dei Diritti Fondamentali dovrebbe godere divalore giuridico vincolante nei diversi Stati dell'Unione, con unrichiamo esplicito nel testo del Trattato (e la Carta in un protocolloallegato). Gli inglesi e, ultimi aggiuntisi, i polacchi godrannocomunque dell'applicazione della clausola "opt-out" (che consente dichiamarsi fuori da un accordo); le loro legislazioni, dunque, nonsaranno vincolate dalla Carta.

Nel vertice notturno, però, veraconvitata di pietra è stata la nuova distribuzione dei seggieuro-parlamentari, votata dal Parlamento Europeo, negli scorsi giorni.Formalmente, infatti, su questa materia non era richiesto alcunpronunciamento nel nuovo Trattato; ma è finita con l'entrare lo stessonel gioco della trattativa complessiva. E in modo rilevante.
Ilfatto è che la nuova configurazione dell'Euro-Parlamento che era stataapprovata, prevedeva una nuova ripartizione dei seggi sulla base delprincipio della residenza, anziché della cittadinanza, entro un tettodi 750 euro-parlamentari. Come conseguenza, l'Italia avrebbe ottenuto72 seggi, perdendo dunque la storica parità di seggi nei confronti diFrancia (con 74 seggi) e Gran Bretagna (con 73 seggi). Alla fine dellatrattativa, il Governo italiano ha realizzato un compromesso dignitoso,che consente all'Italia di mantenere la parità di seggi con la GranBretagna (per 73 seggi), ma non con la Francia (comunque a quota 74),con l'impegno ad una verifica della ripartizione, nel 2014, sulla basedel criterio della cittadinanza. L'escamotage sarebbe stato quello diliberare un seggio in più per l'Italia, non conteggiando il seggio delPresidente del Parlamento Europeo, senza perciò alterare il numerocomplessivo fissato a 750.
Il compromesso adottato è probabilmenteil migliore nelle condizioni date, realizzato a valle di una decisionecomunque assunta dall'Euro-Parlamento e bene ha fatto la delegazioneitaliana a pretendere ed ottenere almeno un parziale risarcimento.Tuttavia, da parte italiana, dev'esserci stato un qualche limite digestione lungo il percorso, se si è arrivati solo così tardivamente arivendicare il mantenimento delle condizioni relative dirappresentanza, in seno al Palmento Europeo. Di certo, comunque,l'Italia non ne è uscita rafforzata.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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