Manifestazione di piazza a Roma sabato sul welfare: tanti partecipanti ma fiducia ancora al Governo

Un milione come annunciano gli organizzatori, centinaia di migliaia di persone da fonti di polizia

Un milione come annunciano gli organizzatori, centinaia di migliaia di persone da fonti di polizia, comunque numerosissime le persone che sono scese oggi in strada a Roma per manifestare insieme alla sinistra estrema contro le misure sullo stato sociale approvate dal governo, ma la critica che sale dalla piazza non è, secondo gli organizzatori, un "referendum" sull'esecutivo.

La manifestazione, indetta da 'Liberazione', 'Il Manifesto' e dal periodico 'Carta', è partita nel primo pomeriggio da piazza dei Cinquecento, ha dato vita al corteo che in testa esponeva lo striscione "Siamo tutti un programma".

Dietro - scrve l'Adnkronos - diversi esponenti politici tra i quali Giovanni Russo Spena, Oliviero Diliberto e Franco Giordano. Moltissime le bandiere della Cgil che sventolano accanto a quelle di Rifondazione comunista e del Pdci secondo cui "non è una manifestazione contro il governo".

Accolto dall'affetto delle persone, si è unito al corteo anche Pietro Ingrao, leader storico del Pci e della sinistra italiana, che poi, invitato sul palco allestito a piazza San Giovanni, ha salutato i lavoratori e tutti coloro che hanno preso parte all'iniziativa.

E mentre Fausto Bertinotti ha espresso "grande soddisfazione" per l'andamento della manifestazione, la moglie ha partecipato al corteo. "Sono qui - ha detto Lella Bertinotti - a rappresentare unicamente me stessa. Sono una persona libera".

Nella folla colorata di bandiere contro il precariato e la legge Biagi - riporta l'agenzia Reuters - non figurano il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, di Rifondazione comunista, e Alessandro Bianchi, del Pdci, ai Trasporti, che pur si erano astenuti in consiglio dei ministri sul protocollo.

Un'assenza, quella dei ministri, auspicata dal presidente del Consiglio Romano Prodi, e chiesta ieri anche dagli stessi organizzatori della manifestazione, per i quali quello di oggi non è "un referendum sul governo, bensì un promemoria critico su molte scelte del governo che ci lasciano insoddisfatti".

Il corteo, "non è contro il governo perché ne siamo parte e saremmo autolesionisti", ha dichiarato ai tg il segretario del Pdci Oliviero Diliberto, aggiungendo che Prodi "ha molto più da preoccuparsi da Mastella", riferendosi alla stilettata giunta ieri dal ministro della Giustizia e leader dell'Udeur, che ha invocato elezioni anticipate in primavera denunciando che "la maggioranza quasi non c'è più".

"Prodi dovrebbe preoccuparsi di altre parti, qui c'è gente che vuole solo migliorare la propria situazione", ha affermato durante il corteo Gennaro Migliore di Rifondazione, ripreso da Skytg24.

Per il capogruppo di Rifondazione comunista al Senato Russo Spena "è una manifestazione straordinaria e voglio dire a Prodi che questa manifestazione deve essere ascoltata. Il governo si può salvare solo se ascolta questo popolo, e non contrattando con Dini'' - come scrive l'AdnKronos.

 "Gli uccelli del malaugurio sono stati sconfitti", commenta il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, soddisfatto della massiccia adesione e augurandosi che "qualcuno ascolti, magari, almeno la parte moderata della coalizione, le parole del Papa. E se ha parlato il Vaticano speriamo che sul precariato facciano qualcosa di buono".

Sorpreso dell'affluenza anche il segretario del Prc, Franco Giordano: "Sapevamo che c'era una grande voglia di partecipazione ma in questa misura forse non ce lo immaginavamo. Siamo tanti, ed è anche difficile sapere quanti siamo. Il corteo è una risposta a Veltroni? Posso dire solo che queste sono le nostre primarie".

"Raccogli questa lotta contro il precariato, e cancellerai tutti i giochi di palazzo", ha detto il segretario alle telecamere, mentre sfilava in corteo.

Lo spettro di un ritorno alle urne - riporta ancora la Reuters -  lanciato da Clemente Mastella è stato subito rilanciato ieri dal capo dell'opposizione e leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che ha predetto che il governo cadrà nella seconda settimana di novembre sulla Finanziaria in Senato, complice l'instabilità della maggioranza.

Il pensiero di "gettare la spugna" è stato però seccamente respinto oggi da Romano Prodi, che ha risposto "è tutto inventato" ai giornalisti che lo hanno interpellato a Reggio Emilia.

Sempre la Reuters ricorda che il corteo ha sfilato da piazza della Repubblica a piazza san Giovanni, mentre sempre a Roma, presso il Teatro Capranica, il comitato nazionale per la difesa e l'attuazione della legge Biagi sul mondo del lavoro, ha svolto un convegno in memoria del giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Br nel 2002.

"Credo che questa manifestazione che del resto, secondo le intenzioni degli organizzatori dovrebbe essere a sostegno del governo, non potrebbe a mio avviso creare alcun problema (al governo)", ha rassicurato il ministro del Lavoro Cesare Damiano, intervenuto a Napoli a un convegno organizzato dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro.

Il governo non teme la piazza ma il corteo è ''un errore''. "Secondo me  è una manifestazione sbagliata - ha spiegato Damiano - Soprattutto dopo che il sindacato aveva deciso di promuovere un grande referendum democratico fra lavoratori e pensionati". Poi ha precisato: "questo è un protocollo da prendere, senza alcuno scambio, a tutto vantaggio dello stato sociale".

''Non ho ricevuto alcuna notifica dell'avocazione dell'inchiesta. Se quanto riportato e' vero, ci avviamo al crollo dello stato di diritto, il che significa che non si puo' piu' fare liberamente il proprio lavoro''.

"Motivare in maniera chiassosa lede la giustizia come tale: rendo omaggio a moltissimi magistrati seri che nell'anonimato, con umilta' e pazientemente in condizoni difficili, e di questo chiedo scusa, applicano la giustizia". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, a margine del Congresso Straordinario dell'Unione Camere Penali Italiane (Ucpi) che si svolge a Treviso. "Autonomia e indipendenza della magistratura - ha aggiunto Mastella - sono motivi di equilibrio nelle fasi della nostra democrazia".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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