Registrazione siti e blog obbligatoria al ROC, tasse e bolli. Ma il Governo sembra fare dietrofront

E' giustificato l'allarme suscitato dalla norma sulla registrazione dei siti internet inserita nel disegno di legge di riforma dell'editoria proposto da palazzo Chigi

"Un errore da correggere". Con queste parole Paolo Gentiloni,ministro delle Comunicazioni, ammette sul suo blog che è giustificatol'allarme suscitato dalla norma sulla registrazione dei siti internetinserita nel disegno di legge di riforma dell'editoria proposto dapalazzo Chigi. Una presa di posizione che segue le assicurazioni dateieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Levi sulfatto che l'esecutivo non intende in alcun modo censurare internet.

"L'allarmelanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog ègiustificato", scrive Gentiloni, aggiungendo che la correzione ènecessaria perché la norma in questione "non è chiara e lascia spazio ainterpretazioni assurde e restrittive".

Il ministro riconoscepoi, come ha fatto anche il titolare delle Infrastrutture Antonio DiPietro nel suo blog, la propria fetta di responsabilità nell'accaduto"per non aver controllato personalmente e parola per parola il testoche alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri". Il disegnodi legge è stato approvato la settimana scorsa dal governo e già neiprossimi giorni dovrebbe essere preso in esame alla Camera. "Pensavo -prosegue Gentiloni - che la nuova legge sull'editoria confermassesemplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì unaregistrazione ma soltanto per un ristretto numero di testategiornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avereaccesso ai contributi della legge sull'editoria".

Quindi, ilministro delle Comunicazioni spiega che "va bene applicare anche aigiornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un graveerrore estenderle a siti e blog. Ho sempre sostenuto questa tesi, siain Parlamento che nei dibattiti pubblici, anche martedì scorso,rispondendo a una domanda del verde Fiorello Cortiana (in occasione delFestival Eurovisioni di Roma, ndr). Il testo, invece, è troppo vago sulpunto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebberolimitare l'attività di molti siti e blog". In definitiva, "meglio,molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo puntohanno funzionato. Riconosciuto l'errore, si tratta ora di correggerlo.E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levia volerlo fare".

Ironico il commento affidato da Beppe Grillo sulsuo blog:"Oggi mi sento più tranquillo. Un signor Nessuno, eletto danessuno, che si chiama Ricardo Franco Levi ci ha rassicurato. Ildisegno di legge Levi-Prodi per imbavagliare la Rete farà il suopercorso, ma sarà sereno. In caso di dubbi sulle finalità di un sito odi un blog ci penserà l'Autorità per le Comunicazioni".


"Questalegge va cancellata. Se volete, cari amici dell'Unione, discutetevelatra di voi nel nuovo loft del Partito Democratico, ma non fateciperdere tempo". Si legge ancora sul sito. "Rete 4 abusiva da mandaresul satellite: non pervenuta. Legge sul conflitto di interessi: nonpervenuta. Corruzione di giudici per l'acquisto della Mondadori: nonpervenuta. Televisione pubblica occupata dai partiti: non pervenuta. WiMax regalato alle società di telecomunicazioni: non pervenuto. Evoi-incalza Grillo- dipendenti infedeli che avete tradito il vostroelettorato, vi occupate, senza alcun mandato, di mettere sottocontrollo la Rete? Ma chi siete? Chi vi autorizza?"

"Ilprossimo V-day -annuncia Grillo- sarà dedicato all'informazione, stodecidendo la data. Chiederemo due cose: l'abolizione del finanziamentopubblico all'editoria e l'abolizione dell'ordine dei giornalisti. Staytuned".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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