Mastella indagato dal Pm De Magistris nell'ambito dell'inchiesta Why Not. Paradosso?

Indagato dallo stesso magistrato di cui ha chiesto il trasferimento cautelare d'urgenza

Indagato dallo stesso magistrato di cui ha chiesto il trasferimento cautelare d'urgenza. Il ministro della GiustiziaClemente Mastella finisce nell' inchiesta 'Why not', nell'ambito della quale il pm di Catanzaro Luigi De Magistris ha gia' iscritto nel registro degli indagati (lo scorso 13 luglio) il presidente del Consiglio Romano Prodi. Oltre all'abuso di ufficio contestato al premier, a carico del Guardasigilli sarebbe ipotizzata anche la violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. L'iscrizione nel registro degli indagati sarebbe datata 14 ottobre, e a controfirmarla non e' stato il procuratore capo di Catanzaro Mariano Lombardi (anche per lui Mastella ha chiesto al Csm il trasferimento), bensi' l'aggiunto Salvatore Murone.

Circostanza questa a riprova - se mai ce ne fosse bisogno - di un clima 'avvelenato' all'interno della stessa procura di Catanzaro e non solo tra politica e magistratura. Mastella ostenta ''serenita''' e torna a ribadire di ''non aver mai partecipato a comitati d'affari o a singoli affari'', o di esser mai stato iscritto ad alcuna loggia massonica, ne' in Italia n'e' all'estero''.

Anzi, di una loggia ha sempre rivendicato di far parte: quella di Ceppaloni (dove e' nato) e di avere la tessera n. 52947 (giorno, mese e anno della sua data di nascita). Chi lo collega ad associazioni segrete verra' denunciato perche' l'accusa - afferma - e' ''infamante, ridicola e ignobile''.

Ma la tranquillita' del Guardasigilli viene letta, da alcuni a lui vicini, come la presa d'atto di una mossa tatticamente errata di De Magistris, quasi potesse interpretarsi come una sorta di 'ritorsione' del pm nei confronti di chi ne ha chiesto il trasferimento. ''Se avessi voluto rabbonirmi il pm non avrei chiesto al Csm di mandarlo via'', e' il ragionamento fatto da Mastella ai suoi.

Vero e' che la cronologia degli eventi puo' essere letta sotto diverse chiavi. Risale allo scorso giugno la pubblicazione, da parte del quotidiano 'Il Giornale', di alcune intercettazioni telefoniche tra Mastella e l'imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria e personaggio centrale nell'inchiesta 'Why not'.


Con un comunicato ufficiale del 20 giugno il procuratore capo Lombardi precisa che ''nessuna attivita' investigativa e' in corso nei confronti del ministro della Giustizia''. Nel frattempo gli ispettori del ministero - al lavoro da circa tre anni negli uffici giudiziari della Calabria - allargano il loro raggio di azione anche alla fuga di notizie sull'iscrizione nel registro degli indagati di Prodi e sul ''clima del sospetto'' nella procura di Catanzaro che indaga su alcuni magistrati di Potenza. Gli ispettori consegnano una prima relazione a Mastella che il 21 settembre avvia un'azione disciplinare nei confronti di De Magistris e Lombardi e chiede al Csm di trasferire d'urgenza i due magistrati.

Il 22 settembre la procura di Catanzaro incomincia a ''valutare'' le intercettazioni dei colloqui telefonici di Mastella con Saladino, oltre che con l'ex giornalista Luigi Bisignani e con il costruttore Valerio Carducci. Il 4 ottobre De Magistris (assieme al gip di Milano Clementina Forleo) interviene alla trasmissione 'Annozero' di Santoro, dicendo di aver subito ''pressioni'' da ambienti istituzionali. Mastella, furibondo, il giorno dopo contrattacca puntando il dito contro il Cda Rai e, prima di partire per New York, firma un'integrazione dell'atto d'incolpazione, addebitando al pm altri ''comportamenti gravemente scorretti'' nei confronti di colleghi e superiori e un ''disinvolto rapporto'' con la stampa''. L'8 ottobre la sezione disciplinare del Csm rinvia al 17 dicembre la decisione sul trasferimento.

De Magistris torna a lavorare sull'inchiesta 'Why not' passando in rassegna, assieme al superconsulenteGioacchino Genchi, le intercettazioni che riguardano il ministro. Il 17 di ottobre un proiettile viene recapitato a De Magistris e uno al gip Forleo. Tre giorni prima, vale a dire il 14 ottobre, il pm di Catanzaro decide di iscrivere nel registro degli indagati il ministro della Giustizia. La notizia si viene a sapere solo oggi, quando il quotidiano 'Libero' titola a tutta pagina 'Mastella indagato?'.

Al Guardasigilli non e' arrivato alcun avviso di garanzia, peraltro non previsto dal codice se non per atti per i quali e' necessaria la presenza di un avvocato (perquisizioni, interrogatori, etc). Mastella si definisce ''sereno'' perche' consapevole di essere ''una persona perbene e pulita''. Ma per la prima volta dice basta e chiede che si torni alle urne in primavera.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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