Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41 novità certe, novità probabili e novità che non si faranno sicuramente

Ci sono ancora tante incertezze sulle novità per le pensioni, più di quante inizialmente immaginate.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:33): Più sicure tra le novità per le pensioniquota 41 anche se potrebbero cambiare per almeno due elementi distinti ovvero le apsettative di vita scritte come possibile clausola, ma da non considerare salvo incredibili soprese almeno fino i prossimi 3 anni e le priorità per accedere che si decideranno in DCMP come confermato nelle ultime notizie e ultimissime

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:03): Partiamo da quello che non assolutamente certo, che sicuramente non si farà per le novità per le pensioni anche se in molti ci speravano fino all'ultimo e d è considerato il sistema migliore per le novità per le pensioni e che anche nell ultime notizie e ultimissime è stato ripreso da importanti esponenti ovveroquota 100 che anche ora si è volta sottolineare come un modello equo e che avrebbe fatto ridurre le spese.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:17) Ci sono delle novità per le pensioni che possono definirsi certe dalle ultime notizie e ultimissime le quali, però, ci danno un orientamento anche su quelle assolutamente non fattibili e incerte. E nello scenario attuale le novità per le pensioni incerte o meglio per come saranno fatte sono le prevalenti.

C'è ancora molto da lavorare sulle novità per le pensioni perché di certo ci sono solo le intenzioni, ma mancano ancora quei dettagli vitali indispensabili ai lavoratori per comprendere se i cambiamenti sono di segno positivo o negativo. Insomma, in ballo c'è la convenienza dei provvedimenti: è meglio continuare a lavorare o smettere anzitempo? Iniziamo dall'elenco delle questioni irrisolte ovvero quelle per cui occorre attendere un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri per comprendere come possano essere risolte. In prima battuta occorre decidere in maniera precisa gli interessi da corrispondere nel caso delle mini pensioni onerose.

Dovrebbero aggirarsi tra 4,5 e 4,7% per ogni anno di congedo, ma la bozza del documento ufficiale rinvia ad accordi quadro tra il Tesoro e il dicastero dell'Occupazione da una parte e tra l'Associazione bancaria italiana, l'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici e altre imprese assicurative primarie dall'altra. L'altro grande tema senza risposta è relative le modalità di concessione delle mini pensioni nel caso in cui il numero di domande presentate sia maggiore del budget stanziato. Quali criteri saranno seguiti? Varrà l'ordine di presentazione delle domande? Crediamo di no, altrimenti sarebbe stato chiaramente indicato e non ci sarebbe stato bisogno di alcun rinvio.


Semaforo giallo anche rispetto alle modalità di attuazione delle disposizioni, gli ulteriori criteri, le condizioni e gli adempimenti per l'accesso al finanziamento, i criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento del Fondo di garanzia e della garanzia così come alle regole nel caso di estinzione prima del tempo delle stesse mini pensioni. Dal punto di vista procedurale, mancano i modelli per la richiesta delle mini pensioni, siano essere onerose o non onerose e quindi a carico dello Stato, con cui smettere anzitempo rispetto ai requisti adesso in vigore. Considerato che la sperimentazione delle mini pensioni dovrebbe essere avviata solo il primo maggio e alla luce dell'indeterminatezza dei tempi di emanazione del decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, non sembra esserci molta fretta.

Di certo ci sono soprattutto i requisiti anagrafici e gli anni di contribuzione che vengono richiesti ai lavoratori per smettere anzitempo. Almeno sotto questo punto di vista non sono da mettere in conto sorprese. In relazione alle mini pensioni non onerose, sono sempre necessari 63 anni di età e 30 anni di contributi per un trattamento previdenziale fino a 1.500 euro mensili sino al raggiungimento della pensione vera e propria. Stabilite anche le quattro macro categorie che possono richiederla: coloro che sono senza occupazione, i lavoratori con invalidità di almeno il 74%, lavoratori con parenti di primo grado conviventi con disabilità grave, lavoratori impiegati in attività faticose. Per quanto riguarda le mini pensioni onerose sono invece necessari 63 anni di età e 20 anni di contributi e, anche su questo aspetto, non ci sono incertezze.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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