Contratti a termine: dopo 36 di lavoro in azienda dovranno essere trasformati a tempo indeterminato

Anche il precariato ha un limite! Con il plauso di Confindustria e l’approvazione dei sindacati il nuovo protocollo sul welfare si appresta a ricevere la benedizione parlamentare

Anche il precariato ha un limite! Con il plauso di Confindustria e l’approvazione dei sindacati il nuovo protocollo sul welfare si appresta a ricevere la benedizione parlamentare. Nulla di nuovo per i contratti a tempo determinato, che, come previsto dal Governo Berlusconi, non potranno superare i 36 mesi, dopodichè sarà possibile una sola proroga con la stipula presso la direzione provinciale del lavoro e l’assistenza di un sindacato tra quelli “comparativamente più rappresentativi” a livello nazionale. Nulla di nuovo sul fronte occidentale per tutte le altre forme contrattuali come i contratti a progetto.

Vengono però esclusi da queste nuove norme i lavoratori impegnati in attività stagionali mentre è previsto un periodo transitorio di 15 mesi per coloro che hanno già avuto contratti con la stessa azienda ma non ha ancora raggiunto i 36 mesi complessivi. Il Disegno di Legge, se riconfermato dalle sessioni parlamentari, entrerà in vigore con l’anno nuovo.

Queste in breve le novità per i giovani precari:

Contratti precedenti al 2008

Per quanti abbiano già accumulato precedentemente al 1 gennaio 2008 un certo numero di mesi di contratto a termine e che siano assunti dalla stessa azienda dopo il 1 gennaio 2008 è previsto che le nuove regole siano applicate dopo 15 mesi dall’entrata in vigore della legge, presumibilmente quindi da aprile 2009. Questo per risolvere il nodo di quei lavoratori a cavallo tra vecchie e nuove norme. “Il periodo di lavoro già effettuato alla data di entrata in vigore della legge si computa, insieme ai periodi successivi di attività ai fini della determinazione del periodo massimo, decorsi 15 mesi dalla medesima data”, dice il testo.


Contratti in corso

Rimarrà in vigore la vecchia disciplina invece per quei lavoratori attualmente occupati che hanno già un contratto in essere. In questo caso infatti le nuove norme si applicheranno solo nel caso l’azienda decida di rinnovare il contratto a termine.

Lavoratori Stagionali

Sono esentati dall’applicazione delle nuove norme invece i lavoratori stagionali le cui attività sono ricomprese nell’elenco contenuto nel Dpr del 1963 nonché di quelli che saranno individuati dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali.

Contratti a tempo indeterminato

I lavoratori che nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda abbiano prestato attività lavorativa per un periodo superiore ai 6 mesi hanno diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i succesivi 12 mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine.

Anche i lavoratori assunti a termine per lo svolgimento di attività stagionali hanno diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a termine da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attivtià stagionali. Il diritto di precedenza può essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti in tal senso la propria volontà al datore di lavoro entro rispettivamente sei mesi e tre mesi dalla data di cessazione del rapporto stesso e si estingue entro un anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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