Rinnovo contratti statali, forze dell'ordine, polizia: in questo momento cosa è sicuro, completamente sconosciuto, incerto

Ecco cosa c'è da sapere sul tema caldo delle trattative per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione.

C'è ancora molto da lavorare sul rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione, forze dell'ordine incluse. Tuttavia il più importante dei punti fermi c'è già: lo sblocco degli stipendi si farà con la legge di Bilancio, dando così seguito alla sentenza della Consulta che obbliga il governo all'azione. Un altro aspetto sicuro è la presenza di 300 milioni di euro nel salvadanaio pubblico, già stanziati con la legge di stabilità dello scorso anno. Dopodiché è quasi sicura l'aggiunta di altri 600 milioni di euro, come previsto dalla bozza della manovra di quest'anno. Ma si tratta ancora di una bozza, per cui molto può ancora cambiare.

Il principale punto interrogativo riguarda le modalità del rinnovo del contratto degli stipendi dei dipendenti pubblici. Che significa che saranno legati a merito, produttività e reddito? In che modo? Le trattative non sono ancora iniziate. Di certo c'è anche che la Cgil ha chiamato a raccolta Cisl e Uil per l'avvio di una mobilitazione che coinvolga tutte le categorie dei lavoratori in attesa del rinnovo contrattuale, dagli statali ai metalmeccanici. Stavolta il sindacato guidato da Susanna Camusso vuole passare all'azione, forse anche parzialmente scottata dal dietro front last minute del governo su alcuni punti fondamentali del pacchetto pensioni.

Dopo l'ultimatum lanciato in estate, "non vediamo avanzamenti nei confronti, né risultati", ha spiegato la leader della Cgil, al termine di una riunione con i segretari generali delle diverse categorie, nella sede del sindacato di Corso d'Italia. Sulle iniziative di protesta, Camusso non si sbilancia. Far partire una mobilitazione "può significare tante cose", ha risposto a chi gli ha chiesto se in agenda potrebbe rientrare uno sciopero, a questo punto generale. Di sicuro si sta pensando, quanto meno, a una "manifestazione nazionale dei lavoratori di tutti i settori".

Dichiarazioni che preparano a un autunno caldo. Anche perché, ha attaccato la numero uno della Cgil, "vediamo la tendenza diffusa da parte delle rappresentanze imprenditoriali a non voler erogare le retribuzioni": girano "vari modelli" ma "tutti hanno la stessa caratteristica, programmare la riduzione dei salari". In questo caso il riferimento della leader sindacale va alla trattativa per il rinnovo del contratti dei metalmeccanici e alla proposta di recupero dell'inflazione ex-post. Per le tute blu novembre sarà decisivo, con una tabella errata di incontri per tentare di trovare l'accordo. Più indietro è appunto la trattativa per lo sblocco dei salari nel pubblico impiego.





di Marianna Quatraro pubblicato il


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