Genocidio Armeni: Usa condanna la Turchia, la quale richiama il proprio ambasciatore. Tensione

Bush auspica rientro ambasciatore turco, minacciando veto su risoluzione

La Casa Bianca si è augurata un pronto rientro alla sua sede dell'ambasciatore turco a Washington, Nabi Sensoy, richiamato in patria per consultazioni dal proprio governo in segno di protesta per la risoluzione non vincolante approvata ieri dalla commissione Esteri della Camera dei Rappresentanti Usa, in cui si condannano come "genocidio" i massacri degli armeni, perpetrati in Turchia negli anni immediatamente successivi alla I Guerra Mondiale.

"Rimaniano contrari alla risoluzione 106 adottata dalla Camera dei Rappresentanti", ha dichiarato in serata il portavoce del Presidente Gordon Johndroe, "per il grave pregiudizio che essa potrebbe arrecare alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Attendiamo un rapido ritorno dell'ambasciatore Sensoy", ha proseguito Johndroe. "Continueremo ad attivarci per mantenere forti le relazioni turco-americane".

Dal canto suo la speaker della camera bassa del Congresso, la democratica Nancy Pelosi, ha ribadito la ferma intenzione di ripresentare il provvedimento in aula, malgrado la minaccia di Bush di opporvi il veto. Un testo analogo è stato nel frattempo sottoposto al Senato.

Comunque, fonti riservate del governo turco hanno precisato che l'iniziativa di Ankara "non va intesa come un ritiro permanente" del diplomatico, giacché questi "rimarrà in patria per alcuni giorni".

Anche il Dipartimento di Stato Usa ha considerato la mossa della Turchia come una "risposta relativamente contenuta". L'ambasciatore stesso ha provato a ridimensionare l'accaduto. "Si tratta - ha detto - di un fatto normale, specie alla luce di certi importanti sviluppi che si sono verificati di recente".


Meno diplomatico, invece, il tono di Mahmout Bilman, portavoce del ministero degli Esteri turco: "E' naturale che l'ambasciatore dovesse essere richiamato per consultazioni, dopo che il Congresso ha adottato una decisione del genere", ha notato Bilman. "Difficile stabilire", ha aggiunto l'alto funzionario ministeriale, "quando l'ambasciatore ritornera' a Washington".

Nel frattempo il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon ha condannato i ''massacri'' degli armeni da parte dell'Impero ottomano nel 1915-16, ma ha rifiutato di pronunciarsi sulla parola ''genocidio''. ''Non faccio nessun commento sulle leggi adottate da qualsivoglia Paese. Si tratta di una questione tra Stati Uniti e Turchia'', ha dichiarato Ban a margine di un incontro con uomini d'affari a Washington. Ma - ha aggiunto - ''e' estremamente triste e tragico aver visto tali massacri durante la Prima guerra mondiale. Cio' dovrebbe costituire un precedente storico, ma, nel momento attuale, non posso fare un commento ufficiale''. ''Impedire i genocidi o le atrocità su vasta scala è una delle più alte responsabilità delle Nazioni Unite'', ha sottolineato.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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