Elezioni Governo in Spagna: Zapatero cavalca il no al terrorismo con arresto dei membri del Batasuna

Con la nuova offensiva giudiziaria nei confronti della sinistra abertzale, lo Stato intende dichiarare definitivamente chiuso il periodo di dialogo con il terrorismo basco

Le detenzioni di esponenti della Mesa Nacional di Batasuna, ordinatelo scorso giovedì nei Paesi Baschi dal Giudice Baltasar Garzón, si sonotrasformate, per la quasi totalità, in arresti con reclusioneincondizionata. Per 17 dei 23 fermati, infatti, il Giudice ha dispostola prigione, con l'accusa di appartenenza all'organizzazioneterroristica basca ETA.
Secondo l'istruttoria in corso,l'organizzazione abertzale, al momento dell'irruzione della polizia,stava svolgendo una riunione strategica per riadeguare il proprioprogramma di copertura "sociale" alla nuova fase di scontro che l'ETAstarebbe approntando contro lo Stato. Sembra che, a questo proposito,la formazione avesse elaborato un apposito manuale per aprire unacampagna di formazione/informazione della sua base. L'accusa sarebbe,perciò, che ETA e Batasuna stiano affrontando due processi diriorganizzazione analoghi e paralleli.

Non vi è molto di nuovodunque, perché questo considerare Batasuna come parte integrantedell'ETA è il vecchio motivo già utilizzato nel 2002 da Garzón, perdichiarare l'illegalità della formazione abertzale. Semmai, a distanzadi tanto tempo, e con le speranze frustrate dal fallimento del processodi pace, fa una certa impressione, ora, tornare a quel tipo diargomentazioni.
L'ordinanza del Giudice individua come discriminanteun prima e un dopo, relativamente al processo di pace tentato per lasoluzione del conflitto basco; per cui, pur trattandosi sempre diun'organizzazione illegale, farebbe differenza la partecipazione dirappresentanti di Batasuna a riunioni indette in vigenza di tregua -con l'obiettivo, quindi, di conseguire la cessazione della violenza -piuttosto che nella fase successiva alla rottura della tregua - conl'unico fine, in questo caso, di sostenere l'ETA nella sua rinnovatacondotta terrorista.
E' evidente, comunque, che con questa nuovaoffensiva giudiziaria nei confronti della sinistra abertzale, lo Statointende dichiarare definitivamente chiuso quel periodo di dialogo conil terrorismo basco, apertosi con la tregua del marzo 2006.

Naturalmentetutto questo è principalmente frutto della rottura della tregua daparte dell'ETA, prima con l'attentato di Barajas del dicembre 2006, poicon la dichiarazione formale di cessazione della tregua nel giugno diquest'anno. Risultato, anche, dell'incapacità di Batasuna diemanciparsi dall'organizzazione terrorista.
Tuttavia, anche a volerforzare un paragone con il conflitto nord-irlandese, ha ragione chi -come il lehendakari Juan José Ibarretxe - afferma che nel Regno Unito anessuno mai sarebbe venuto in mente d'incarcerare il Sinn Fein, neppurenei momenti di maggior crisi del negoziato di pace.
L'Esecutivo diJosé Luis Rodríguez Zapatero sostiene politicamente l'azione ultimadella magistratura e non scarta la possibilità, se saranno provati icollegamenti con Batasuna, di aprire un procedimento contro il PartitoComunista delle Terre Basche e ANV.

Non può sfuggire lacoincidenza di questo irrigidimento del Governo nei confronti dellasinistra abertzale con l'apertura di una lunga campagna elettorale,nella quale l'accusa a Zapatero di cedimento al terrorismo, vienecostantemente agitata dall'opposizione del PP.
Può darsi che ilGoverno spagnolo sia a conoscenza di elementi tali da far prevedere abreve un'escalation dell'azione terrorista dell'ETA e cerchi, perciò,di risultare inattaccabile dalla destra sul terreno della lotta alterrorismo. Oppure, può darsi che il Governo, con le diverse operazionimilitari nei confronti dell'ETA e la stretta giudiziaria nei confrontidi Batasuna, stia dettando le condizioni di forza per l'apertura di unnuovo processo di pace nella prossima legislatura.

Ciò che ècerto, però, è che questa strategia non aiuta a rasserenare il climapolitico nei Paesi Baschi, proprio nel momento in cui il confronto,nello stesso PNV, tra indipendentisti e fautori dell'autogoverno,sembra farsi così aspro e il lehendakari va avanzando un pacchetto diproposte per realizzare l'autodeterminazione del popolo basco. Né èprobabile che sia il miglior viatico per conquistare la sinistraabertzale e la popolazione tutta di Euskadi, all'obiettivo del rifiutodella violenza e alla costruzione di un futuro di pace.
Epurtroppo, l'attentato di questo pomeriggio, avvenuto in una localitàvizcaína, con l'esplosione di una bomba collocata in una macchina, nelquale sarebbe rimasto ferito Gabriel de Giner, uomo della scorta delconsigliere del PSE Juan Carlos Domingo Galíndez, non lascia presagirenulla di buono per il futuro.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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