Codice Iban necessario per i bonifici bancari a partire da gennaio

Partirà a gennaio 2008 la rivoluzione delle coordinate bancarie che darà un’ulteriore spinta propulsiva all’unificazione di regole e standard nell’Unione a 27

Partirà a gennaio 2008 la rivoluzione delle coordinate bancarie che darà un’ulteriore spinta propulsiva all’unificazione di regole e standard nell’Unione a 27 (allargata per l’occasione anche a Islanda, Norvegia, Liechtestien e Svizzera). Quello che sta già in parte avvenendo è la progressiva sostituzione di Abi e Cab con un nuovo codicillo a 27 cifre, l’Iban.

Lo standard unico per l’identificazione del conto corrente da utilizzare nell’esecuzione dei pagamenti ed incassi anche nazionali e di qualsiasi importo comporterà un risparmio non indifferente.
Il codice si compone nel seguente modo: le due lettere IT (per identificare il nostro Paese), un paio di numeri cosiddetti di controllo internazionale, una lettera per la verifica nazionale (cioè il CIN) e poi le dieci cifre dei vecchi codici Abi e Cab. Infine, dodici cifre con il numero di conto corrente.
Esempio: IT46X0850923400000000401370

Come spiega la stessa ABI (Associazione Bancaria Italiana) “l’IBAN sarà adottato come unico ed esclusivo standard per l’identificazione del conto corrente da utilizzare nell’esecuzione dei pagamenti nazionali (bonifici e incassi), indipendentemente dall’importo di tali trasferimenti, in coerenza
con quanto stabilito a livello europeo per i pagamenti cross-border (transfrontalieri)”.

In molti hanno già probabilmente ricevuto la comunicazione da parte del proprio istituto di credito dell’avvenuta sostituzione de codici. L’unica controindicazione dell’operazione di allineamento elettronico riguarderà lo sforzo mnemonico che ogni correntista dovrà esercitare al momento di operazioni di pagamento. Dall’altra però, come fa sapere il sole 24 Ore di oggi, sarà decisamente conveniente effettuare pagamenti all’estero, per cui pagare la casa in affitto a Londra avrà lo stesso costo dell’operazione di saldo della propria bolletta telefonica. Se dal 2001 i costi per versamenti internazionali si sono ridotti di circa 10 volte (per trasferire 100 Euro si pagavano 24 Euro, ora solo 2,46), con la creazione del favoleggiato Sepa (Single Euro Payments Area) ognuno avrà a disposizione una serie di servizi su scala europea.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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