Elezioni in Pakistan: Musharraf ancora presidente, ma risultato temporaneamente bloccato

Pervez Musharraf è stato rieletto presidente del Pakistan

Pervez Musharraf è stato rieletto presidente del Pakistan. Questo l’esito delle votazioni di oggi, esito che non desta sorpresa negli osservatori e negli analisti, potendo contare il presidente su una maggioranza, calcolata tra deputati e senatori, di 252 preferenze su 257, cui va aggiunto il 99% delle preferenze ottenute nelle quattro province federate.

Tutto secondo copione quindi? Non proprio. Solo poche settimane fa Musharraf aveva ricevuto le minacce di bin-Laden, minacce successive all’assalto alla moschea rossa di Islamadab, assalto nel quale trovarono la morte di 75 miliziani islamisti, tra cui uno dei predicatori a capo della moschea, Abdul Rashid Ghazi.

Le minacce di bin-Laden non vanno prese come un dato staccato da un contesto più ampio. Contesto più ampio che consta di una recrudescenza islamistica nel paese governato dal generale Musharraf, il cui potere quindi è sempre più bersaglio di attacchi da parte di una opposizione via via più pressante ed interessata ad imporre al presidente, salito al potere con il golpe del 1999, l'abbandono della divisa di capo delle Forze armate. In tal senso va evidenziato come il partito Jamaat al Islami, ritenuto vicino ai Taleban, abbia presentato un ricorso alla Corte suprema, guidata attualmente da un rivale di Musharraf, il quale, messo alle strette, promise di dismettere i panni di capo delle forze armate. Nel frattempo, che ne è stato della decisione della Corte su quel ricorso?

Una decisione ancora manca, ma la Corte Suprema aveva sentenziato che l'esito elettorale di oggi sarebbe rimasto ‘congelato’ finché la Corte stessa non si fosse pronunciata sul ricorso. Va sottolineato come il procedimento per stabilire l'eleggibilità o meno di Musharraf, previa appunto la sentenza della Suprema Corte, non sia destinato ad iniziare prima del 17 ottobre e richiederà, com’è prevedibile, alcune settimane per tradursi in una decisione.

Eppure, nonostante il ‘congelamento’, le agenzie di tutto il mondo hanno battuto, rifacendosi alle notizie diffuse dai media pakistani, la strepitosa vittoria di Musharraf. L’atteggiamento dei media e poi della Commissione Elettorale Centrale, che ha confermato la notizia della vittoria del presidente-generale, quindi, stride profondamente con quanto imposto dal potere giuridico.


Al di là della veridicità o meno dei dati diffusi, è evidente come Musharraf abbia utilizzato i media come grimaldello per scardinare l’ostruzionismo posto in atto dalla magistratura, evidentemente legata a doppio filo all’opposizione ed è altrettanto evidente come questo atteggiamento sia destinato a soffiare sulle braci di uno scenario politico che da poco era stato ‘svecchiato’, almeno in superficie, da un accordo di 'riconciliazione' stipulato tra Musharraf e l'ex premier in esilio Benazir Bhutto.

Diego Nannuzzi








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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