Eni in Kazakhstan: ritorna la tranquillità riguardo al giacimento di Kashgan

Il governo del Kazakhstan abbassa i toni nella contesa con l’Eni sul giacimento di Kashgan

Il governo del Kazakhstan abbassa i toni nella contesa con l’Eni sulgiacimento di Kashgan. La mossa del Governo italiano di sbarcare nellaex repubblica sovietica il 7 e 8 ottobre con al seguito il gotha diconfindustria evidentemente ha funzionato, lasciando intendere adAstana che un atteggiamento più favorevole può fruttare parecchio altrobusiness. Per prima cosa la scadenza del 22 ottobre, finora consideratainderogabile per raggiungere un accordo con il cane a sei zampe, saràpiù elastica. “Cercheremo di risolvere tutti i problemi contrattative”, ha detto il ministro per l’energia e le risorse minerarieSauat Minbaiev.

Insomma niente cause legali. Anche la richiesta di promuovere lacompania petrolifera nazionale KazMunaiGas da semplice partecipante alconsorzio a cooperatore con l’Eni sarà discussa all’interno di un“pacchetto complessivo”. Quello che invece per i kazaki rimane ilproblema numero uno è quello dei costi: “Il piano approvato nel 2005 -ha spiegato oggi Minbaiev - prevedeva un budget di 56-57 miliardi didollari: come ha potuto la cifra, in un anno e mezzo, arrivare a 136miliardi? I problemi erano noti da principio”. Sui tempi, invece, ikazaki sembrano iniziare a farsi una ragione dello slittamentodell’avvio della produzione. A questo punto per l’Eni sembra aprirsiuno spiraglio tra le nuvole che coprono l’impresa di Kashgan.

Ma tappato un buco se ne apre un altro: quest’inverno potremmo di nuovoavere seri problemi con l’approvvigionamento di gas. Visti i recentirisultati delle elezioni in Ucraina, la Russia ha chiesto il saldoimmediato dei debiti pregressi, minacciando di chiudere nuovamente irubinetti. Eventualità che metterebbe in difficoltà anche il Belpaese.

Sul fronte petrolifero però oggi Eni porta a casa un importanterisultato in Algeria: è stata rinnovata con Sonatrach la concessione disviluppo e produzione dei campi del blocco 403 che comprende igiacimenti BRN, BRV e BRSW situati nell’area di Bir Rebaa, nel desertosahariano sud-orientale. Il rinnovo consentirà a Eni di consolidare ilproprio livello di riserve e di produzione in Algeria con circa 90milabarili di olio equivalente al giorno.

Intanto gli analisti di Hsbc hanno migliorato il giudizio sul titoloa “overweight” dal precedente “neutral”. Rivisto al rialzo anche iltarget price, a 30 euro da 29. Il mercato però dà più peso alleincertezze e prevalgono le vendite: il titolo arretra dello 0,8% aquota 25,67 euro.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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