De Magistris e Puntata Anno Zero di Santoro: Mastella infuriato e anche Prodi commenta negativamente

«È in corso un vero e proprio linciaggio tanto che ho ricevuto minacce anche molto serie alla mia persona e per questo mi rivolgerò al ministro dell'Interno, Amato»

«È in corso un vero e proprio linciaggio tanto che ho ricevuto minacce anche molto serie alla mia persona e per questo mi rivolgerò al ministro dell'Interno, Amato». Clemente Mastella va al contrattacco nella conferenza stampa convocata d'urgenza per rispondere a quanto si è detto nell'ultima puntata della programma televisivo di Michele Santoro Anno Zero dedicata al caso De Magitris.

Il Ministro Guardasigilli premette di non aver visto la trasmissione di Santoro, «ma la verità è che da quando ho lasciato lo studio diAnnozero per le mie convinzioni (durante una puntata della passata stagione, ndr), sono stato oggetto di un linciaggio». «Non ho mai chiesto censure - aggiunge Mastella -, vengo dalla scuola cattolica per cui il dubbio è permanente. Dico ai consiglieri, e non è una minaccia ma una valutazione, che gli italiani avranno anche le scatole piene se ogni sera si parla di me piuttosto che dei problemi reali. O il Consiglio di amministrazione della Rai dà una regola di comportamento, o attiveremo strumenti parlamentari sfiduciando questo Cda, non abbiamo alternative».

Detto questo il ministro passa a Santoro eTravaglio chiedendosi: «Mi piacerebbe sapere quanto guadagnano». Quanto alla Borromeo: «Una velinista. Io devo pensare a quei sette milioni e mezzo di poveri che, al contrario della signorina Beatrice Borromeo, non hanno famiglie che possiedono ville sul lago». «Ma possibile che io e il mio partito, con il 2%, siamo il capro espiatorio del Paese?» si chiede il Guardasigilli. «Per fortuna non ho sceletri nell'armadio: questa è la mia forza».

Al ministro non sono piaciuti nemmeno "gli attacchi che arrivano da una sinistra gaudente" e «alcuni silenzi della maggioranza». Poi rivolgendosi a Prodi, il Mastella assicura: “dal mio gruppo non arriverà nessuno sgarbo. Siamo politici leali». «Floris (il conduttore di Ballarò, ndr) e gli altri stanno lavorando per il ritorno di Berlusconi. Ma se saltiamo noi - dice Mastella - salta il governo e torna il Cavaliere”.

«Nella puntata di Annozero mi sembra che non vi si possa riscontrare nulla della serietà, della professionalità e della appropriatezza che dovrebbe avere una trasmissione che riguarda la giustizia». Così Romani Prodi nel suo primo commento sulla trasmissione condotta da Michele Santoro.

Poi ne è arrivato un secondo, più pacato, destinato a chi "ha scambiato una semplice critica ad una trasmissione televisiva per un attentato alla libertà". "Credo che la trasmissione - ha specificato Prodi - non avesse quelle doti di concretezza, equilibrio e serenità che deve avere una trasmissione che riguarda i problemi della giustizia. Per il resto nessuno ha pensato mai né a restringere la libertà, né a limitare la trasmissione, anzi ben vengano le osservazioni e le critiche".

Sulla vicenda sono arrivate anche le dichiarazioni del direttore generale Claudio Cappon: "Le valutazioni relative a come è stato il programma anche dal punto di vista editoriale le faremo successivamente in Consiglio, immagino che farà parte dei temi del prossimo Cda". Ma per il consigliere Rai, Sandro Curzi, «quella di Santoro è stata una buona lezione di giornalismo. È stato garantito il massimo pluralismo. Sicuramente non ci sono state violazioni di norme che riguardano la Rai. 

Il diretto interessato è intervenuto ovviamente per difendere la sua "creatura". "Mi auguro che prima di criticare una trasmissione, la si veda. Comunque ci sta anche questo, ci stanno le critiche" - ha dichiaratoMichele Santoro. "Io ho fatto la mia trasmissione - ha poi aggiunto - gli altri sono liberi di commentarla come vogliono, rispetto le loro reazioni". "Se c'è stato un processo? Ma questo è il vocabolario della politica, che usa termini come processo, piazza, linciaggio. La verità è che i politici possono parlare in qualunque momento, dire la loro, ristabilire la verità eventualmente violata, perché sono osannati dai media. Lamentarsi e fare le vittime mi sembra eccessivo. Accetto gli insulti, le critiche, tutto: l'unica cosa che non accetto è il vittimismo, che onestamente mi sembra eccessivo".

Intanto Walter Veltroni a Radio Anch'io non si è sbilanciato perchè non ha visto la trasmissione "ma solo i titoli dei giornali". Si è ripromesso tuttavia "di sentire quanto è stato detto", aggiungendo poi: "Credo che questa sia anche un'espressione del malessere che c'è in Italia: sono saltati i ruoli, la politica invade campi che non sono suoi e viceversa. In altri paesi i confini sono chiari e definiti".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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