Finanziaria Spagna 2008: tante concessioni e benefici da Zapatero in vista delle prossime elezioni

La manovra finanziaria per il 2008, che ora inizia il suo percorso parlamentare, rischia di far apparire Zapatero come un benefattore più che come il leader di un governo con un progetto di società

Il Fondo Monetario Internazionale ha nelle ultime ore evidenziato quale sarà il probabile scenario dell'economia mondiale, in seguito alla crisi ipotecaria che ha avuto origine negli Stati Uniti e si è poi propagata ai mercati finanziari di mezzo mondo. Le conseguenze non dovrebbero riguardare l'anno in corso ma il 2008, e saranno più pronunciate in America che in Europa. Non avranno una dimensione recessiva, però il ricorso al credito reso più difficile dall'aumento dei tassi d'interesse, finirà con l'avere qualche effetto sull'economia reale, nel senso di decelerarne la crescita, anche nel Vecchio Continente.

Il governo spagnolo non ha comunque ritenuto di dover rivedere la stima di crescita del PIL, per il 2008, prevista al 3,3%. Forte di un attivo di bilancio superiore all'1% del PIL per il quarto anno consecutivo (per il 2007 stimato in +1,8% e per il 2008 in +1,15% del PIL, pari a più di 11 miliardi di euro), l'Esecutivo di José Luis Rodríguez Zapatero ha presentato una Legge di Bilancio per il prossimo anno, ricca di tagli fiscali e aumenti di spesa.
In generale, non verrà messa in discussione la filosofia di politica economica tesa alla stabilità finanziaria del sistema, seguita negli utlimi anni dal governo socialista: la spesa crescerà in linea con il PIL nominale, confermando un certo attivo di bilancio e il debito pubblico continuerà a diminuire. Ma il sapore delle misure prese da Zapatero, marcatamente segnato dall'imminenza delle prossime elezioni generali di marzo, ha suscitato critiche e fastidio diffusi tra i cittadini, i partiti, le Autonomie.

La manovra finanziaria per il 2008, che ora inizia il suo percorso parlamentare, si sostanzia in una riduzione consistente dell'IRPF, l'imposta sul reddito personale, pari a 2,300 miliardi di euro, che si aggiunge a quella già disegnata con la riforma delle aliquote, in vigore dall'inizio di quest'anno. Lo sconto fiscale è composto di un sostegno ai nuovi nati (a partire da quando, nel 2007, non è ancora chiaro) di 2.500 euro, che si realizzerà in sede di dichiarazione dei redditi (le donne esenti da imposta godranno dell'importo sottoforma di trasferimento monetario diretto); da un riadeguamento dei minimi imponibili personali nella dichiarazione dei redditi, cui commisurare le deduzioni (familiari, lavoro, etc.), al tasso d'inflazione prevista, che aumenteranno perciò del 2%; da una deduzione per l'affitto della casa in favore degli inquilini con basso reddito; dal rimborso delle cure dentistiche per i bambini fino ad una certa età. Dal lato della spesa, quella sociale (aumento delle pensioni minime, piano casa) e quella per infrastrutture (investimenti in Catalogna e Andalusia) rappresentano la parte preponderante della voce (con un aumento del 6.7% rispetto al 2007), seguite da un aumento importante della spesa in ricerca e innovazione.

Una manovra, quindi, dove il sotengno alle famiglie (bambini, giovani) appare abbastanza estemporaneo, realizzato attraverso misure prevalentemente monetarie. Che ripara, almeno per il prossimo anno, il deficit di trasferimento, operato originariamente nei confronti della Catalogna, in una precedente lettura restrittiva dell'Estatut da parte del ministero dell'Economia (sollevando richieste analoghe da parte delle altre Autonomie) e che ha fatto crescere l'ammontare complessivo di risorse da ripartire tra le Comunità da 21 a 23 miliardi di euro. Una manovra che, poi, con la proposta del piano per la casa per i giovani, presentato come nuovo e straordinario dallo stesso presidente del Consiglio, si è sottoposta alle critiche di tutta la carta stampata, che ne ha denunciato la somiglianza evidente col progetto del precedente governo popolare e a quelle delle Autonomie, che si sono sentite invase nelle loro competenze esclusive in materia. Anche nel dedicare a innovazione e ricerca un ammontare di risorse significativo, secondo molti non sfrutta però pienamente la possibilità, offerta dalla buona salute dei conti pubblici, di un'effettiva inversione del modello di sviluppo del paese.

Queste le critiche principali che vengono mosse alla manovra finanziaria del Governo per il 2008. Basta scorrere i titoli degli editoriali nei principali quotidiani spagnoli, "Con la mancia elettorale" (El País, 22 settembre), "L'uomo che perse perché dava troppo" (Fernando Ónega, La Vanguardia, 22 settembre), per rendersi conto del clima che sta accompagnando la definizione del Bilancio per il prossimo anno, al di là degli scontati pronunciamenti dell'opposizione. Zapatero rischia ora di apparire più come un benefattore che come il leader di un governo con un progetto di società. Si accusa l'esecutivo di stare dilapidando un progetto di politica sociale ambizioso, con una sua presentazione che appare più interessata all'immagine che alla costruzione di consenso tra l'opinione pubblica. Se al governo si riconosce di essere stato capace di ribaltare il terreno del confronto elettorale, facendolo uscire da quello scivoloso della lotta contro il terrorismo e in parte accantonando la questione territoriale, non altrettanto merito gli si attribuisce nell'aver affrontato quello sulla politica sociale. Perché - si rileva - in realtà il governo non è parso interessato ad aprire alcun dibattito sulla politica sociale per individuare le priorità dell'intervento, essendo queste dettate, piuttosto, dall'obiettivo unico di vincere le prossime elezioni politiche.


E sarebbe un peccato se le ambizioni del progetto socialista, anche per il futuro, si limitassero a tanto, perché questo è il governo che ha innovato la politica sociale, puntando, tra l'altro, a rafforzare il "quarto pilastro" del sistema di welfare, quello dell'assistenza, con l'approvazione di una delle più importanti leggi di questa legislatura, quella riguardante il sostegno all'autonomia delle persone disabili. Nell'immediato, comunque, la preoccupazione di Zapatero è quella di far approvare, dal Parlamento, la sua finanziaria per il 2008.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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