Il presidente dell'Iran Mahmoud Ahmadinejad in visita in Usa: pubblicità di protesta

Polemiche sulla decisione della Columbia University di invitare il presidente iraniano a partecipare a un dibattito con gli studenti

I lettori del New York Times si saranno stupiti nellosfogliare l'edizione odierna del loro quotidiano preferito. Tra unarticolo di politica interna e un servizio di esteri, campeggia infattiuna foto a tutta pagina del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad,sovrastata da una scritta a caratteri cubitali che recita,semplicemente: "Ahmadinejad è un terrorista". Un segno di protestadell'associazione Freedom's Watch,nata per proteggere gli "ideali d'America", che ha acquistato un'interapagina del più noto quotidiano della Grande Mela per lanciare unaffondo contro la decisione della Columbia University di invitare l'exsindaco di Teheran a partecipare a un dibattito con gli studenti.

"LaColumbia University sbaglia a dargli una piattaforma - continuaFredom's Watch -. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad minacciala nostra nazione e le libertà che ci sono care. Il leader haappoggiato gli attacchi contro i nostri soldati e i nostri alleati".Ahmadinejad, si legge ancora, "dovrebbe essere trattato come unterrorista, quale è. Cosa è accaduto a questa prestigiosa università?".Ad essere criticata, in particolare, è la presunta decisione dellaColumbia di non dare spazio presso il campus universitario al ROTC,ovvero al programma militare Reserve Officers' Training Corps:"Chi è favore dell'uccisione degli americani è il benvenuto - siindigna l'associazione - mentre l'esercito che li difende non lo è. LaColumbia University dovrebbe vergognarsi delle sue azioni". Perricordare l'affetto con cui Ahmadinejad guarda agli Stati Uniti,l'inconsueta pubblicità si chiude con una dichiarazione ormai passataalla storia, che il presidente del Paese dei Pasdaran rilasciò alla Cnnil 27 ottobre del 2005: "E se Dio vuole, grazie alla sua forza, prestoavremo un mondo senza gli Stati Uniti e il Sionismo".

Tra l'oltraggiato e l'apocalittico anche i principali tabloid della città, come il Dailynews e il New York Post,usciti nelle edicole con titoli del tenore di: "Il pazzo iranianocammina tra di noi" e "Il male è atterrato a New York". Ma i malumorisulla decisione della prestigiosa università newyorkese di invitareAhmadinejad è iniziato ben prima che il Times decidesse diraccogliere la protesta di Freedom's Watch. La scelta della Columbia èstata caldeggiata dal sindaco Michael Bloomberg e dallo stessopresidente Bush, il cui portavoce Tony Fratto ha tenuto a sottolinearecome l'America sia "un Paese dove la gente può venire a dire la sua:sarebbe meraviglioso se i leader dei Paesi che ne traggono vantaggioqui permettessero le stesse libertà ai loro cittadini". Anche dallefila del partito repubblicano, tuttavia, si sono levate numerosi vocidi dissenso. Su tutte, quella del candidato alle prossime elezioni JohnMcCain: "È inaudito far parlare nelle nostre università un uomo che èresponsabile della morte di tantissimi soldati americani in Iraq", hatuonato McCain, rilanciando l'accusa del Pentagono secondo cui le mineche fanno strage di marines in Iraq provengono da Teheran.

Intanto,però, i 600 biglietti per ascoltare Ahamadinejad, distribuiti gratisonline, sono andati immediatamente esauriti. Quanto al rettore dellaColumbia, Lee Bollinger, questi non si è fatto intimorire dalleproteste annunciate di studenti, professori e associazionidemocratiche: fosse stato per lui, avrebbe invitato anche Hitler atenere un discorso e a confrontarsi con gli studenti del suo ateneo, innome del dialogo in cui, non c'è dubbio, crede fermamente.

Ilpresidente della repubblica islamica è arrivato nella Grande Melapreceduto di una settimana da un'intervista rilasciata alla televisioneamericana Cbs, nella quale ha negato ambizioni nucleari ebellicose dell'Iran. Nel corso del colloquio, il leader iraniano avevaaffermato che "è sbagliato pensare che Iran e Stati Uniti stianoincamminandosi verso la guerra". "Che bisogno abbiamo di una bombanucleare?", aveva sottolineato, aggiungendo che nelle relazionipolitiche la bomba atomica "non sarebbe di alcuna utilità". Come hariportato l'agenzia Irna, prima di lasciare l'Iran alla volta degliStati Uniti, Ahmadinejad aveva anche affermato che ai cittadiniamericani è stata negata una "informazione corretta" e che la suavisita sarebbe stata per loro l'occasione di ascoltare una vocediversa. Quanto alla sua intenzione di visitare Ground Zero,la richiesta del presidente iraniano, che martedì terrà il suo discorsoall'Assemblea Generale dell'Onu, ha invece ricevuto un "no" definitivo:troppo rischiosa per la sicurezza della città.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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