Finanziamenti per studenti: detrazioni per affitti per fuori sede e tasse universitarie

Piovono finanziamenti per i giovani universitari! Dopo fosche proiezioni su un sistema di istruzione decadente e oneroso finalmente una buona notizia per i martoriati studenti

Credito agevolato sulle tasse universitarie

Piovono finanziamenti per i giovani universitari! Dopo fosche proiezioni su un sistema di istruzione decadente e oneroso finalmente una buona notizia per i martoriati studenti!

E’ stato ratificato dai ministeri per le Riforme e Innovazioni della Pubblica Amministrazione, delle Politiche Giovani e dell’Università e della Ricerca il protocollo d’intesa 2007-2008 per lo stanziamento di complessivi 10 milioni di Euro in favore dei giovani universitari indigenti.

“La collaborazione tra i ministri, si propone di promuovere tutte quelle iniziative che, con l’intento di favorire l’accesso alla cultura e alla formazione, si vogliono attivare per agevolare il credito per il pagamento delle tasse universitarie, delle spese di iscrizione ai corsi master post laurea e per la partecipazione al programma Erasmus. La leva del credito agevolato sarà finalizzata anche all’acquisto di personal computer con connettività WiFi e per consentire ai giovani studenti universitari una maggiore mobilità sul territorio, anche in questo caso mediante finanziamenti garantiti per il pagamento delle spese di intermediazione immobiliare per i fuori sede”, si legge sulsito del Ministero delle Politiche gioanili.

Istituito il 2 luglio scorso con decreto legge n. 81 il “Fondo per il credito ai giovani” intende favorire tramite il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari, l’accesso al credito dei giovani di età compresa tra i diciotto e i quaranta anni.


Questi nel dettaglio gli interventi finanziabili:

Detrazioni per studenti fuori sede

Il caro affitti è una realtà uniformemente diffusa sul territorio e in parte legata alla cronica inadeguatezza dell’offerta alloggi rispetto alla domanda. Secondo recenti studi Roma e Milano sono le città più care. Nella capitale si va da un minimo di 310 euro a un massimo di 480 euro a persona (v.articolo). Il trend degli ultimi anni vuole però che ci siano picchi di prezzo impressionanti nei pressi delle Università private. A Roma vicino alla Luiss e nella zona Trieste - Nomentana - Bologna, si arrivano a sfiorare i 650 euro per una camera singola e 400 per una doppia. A Milano c’è più uniformità tra le varie zone ma i livelli medi sono più alti. Si oscilla tra i 325 euro e i 550 euro mensili. Le città più economiche sembrano essere Napoli e Bari. Sotto il Vesuvio si trovano alloggi che oscillano tra i 138 e i 188 euro, mentre nel capuologo pugliese si parte da una base più che accettabile di 110 € fino ad un massimo risibile (rispetto al Nord) di 190 euro .

Visto l’onere di mantenersi gli studi e contemporaneamente l’alloggio arriva dal Ministro Melandri un atto di clemenza verso una generazione di studenti “squattrinati” e con traballanti prospettive professionali. E’ stato infatti approvato con la Finanziaria di quest’anno un provvedimento che dovrebbe agevolare la messa in regola del mercato degli affitti.

Comma 319

(Detrazioni per studenti fuori sede)

La disposizione in esame, nel modificare l’articolo 15 del T.U. delle imposte sui redditi, ha previsto la possibilità di portare in detrazione il 19% delle spese,
per un importo non superiore a 2.633 euro, sostenute per i canoni derivanti dai contratti di locazione, stipulati e rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, dagli studenti (o dalle loro famiglie) iscritti ad un corso di laurea presso una università ubicata in un comune diverso da quello di residenza, distante da quest’ultimo almeno 100 Km e comunque in una provincia diversa,per unità immobiliari situate nello stesso comune in cui ha sede l’università o in comuni limitrofi.

In cosa consiste la misura? Con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno, si possono detrarre fino a 500,27 euro, ossia il 19%, calcolato su un importo massimo di 2.633 euro.
La detrazione riguarda qualsiasi tipo di contratto (purchè relativo ad un immobile ad uso abitativo) da quelli ad uso transitorio alla locazione di un posto letto, ma soprattutto non solo i locatari ma anche i proprietari di appartamenti.

I vantaggi per i proprietari - Per quel che riguarda i proprietari, invece, per chi affitta a studenti universitari fuori sede con un contratto a canone concordato, c’è un ulteriore sconto del 30% sul canone da dichiarare in sede Irpef: in pratica il proprietario indicherà nella denuncia dei redditi un po’ meno del 60% dell’importo del canone annuo, contro l’85% di un contratto libero. Inoltre si ha diritto ad una riduzione del 30% dell’imposta di registro sul contratto. Diversi comuni, poi, prevedono l’applicazione di un’aliquota Ici più bassa nel caso in cui si dia in affitto l’appartamento agli studenti. Inoltre, in tutti i casi in cui nel canone fossero comprese anche voci quali condominio, luce, acqua, gas, portiere, ascensore, riscaldamento e simili - cosa che accade, ad esempio, quando si affitta la stanza con uso di cucina - la parte relativa a questi importi non va dichiarata ai fini fiscali. Insomma, fare un contratto agli studenti alla fine può risultare molto più conveniente rispetto ad un contratto libero.

Requisiti del contratto

L’agevolazione fiscale spetta ai genitori per chi è ancora a carico, oppure può essere fatta direttamente sui propri redditi. Per averne diritto, il contratto deve essere stipulato o rinnovato in base alla legge sulle locazioni (431/98): può essere dunque un contratto specifico per studenti (durata da sei a 36 mesi rinnovabile automaticamente con canone concordato a livello locale), oppure un contratto per uso transitorio. E’ più facile trovare contratti di questo secondo tipo perché in questo caso il canone non è prestabilito sulla base di accordi territoriali, ma di fatto è libero, con una durata minima di uno e massima di diciotto mesi e nessun rinnovo automatico. In ogni caso il contratto deve essere registrato, altrimenti si tratta di un pezzo di carta che non ha alcun valore. (v.articolo)

Totalmente indifferente ai fini fiscali il tipo di corso universitario che si intende seguire: pubblica o privata, basta che l’università si trovi in una città distante almeno 100 chilometri dal comune di residenza e comunque in una provincia diversa.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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