La protesta dei monaci in Birmania: scesi in piazza muove anche i cittadini e l'esercito

La democrazia in Birmania è sparita nel 1988

La democrazia in Birmania è sparita nel 1988. Fu allora che venneistituito il Consiglio di Restautazione dell'Ordine e dello Stato(State Law and Order Restoration Council o SLORC), sostanzialmente unagiunta militare onnipotente con a capo un militare. Il paese reagìnegativamente, ma una spietata repressione uccise migliaia dioppositori, per lo più studenti, affermando la dittatura nel paese. Ildittatore era allora Saw Maung, che durò fino al 1992 (ignorando irisultati delle elezioni del 1990). A succedergli nel doppio ruolo dicapo dell'esercito e di primo ministro fu il generale Than Shwe, ancoraoggi al potere. Inizialmente Than Shwe venne visto come dittatore piùmorbido rispetto a Maung, ma la sua permanenza al potere s’incaricò didimostrare l’ottimismo fuori luogo di quelle previsioni. Than Shwe haun saldo controllo sull'esercito e lo dimostra il fatto che quando hacompiuto sessanta anni, data prevista per la pensione, ha festeggiatospostando più avanti il limite. Nel 1997 ha intrapreso un'operazione dicosmesi istituzionale, trasformando lo SLORC in Consiglio per Sviluppoe la Pace dello Stato ( State Peace and Development Council o SPDC) elasciando tutto come stava.

Con il passare degli anni, come molti dittatori di estrazionemilitare, ha maturato una serie di paranoie che lo hanno portato adimporre non solo la repressione, ma anche le sue decisioni bizzarre alpopolo birmano. L'uomo è comunque presente a se stesso e per preservareil suo potere non ha mancato di concedere l'accesso alle risorsebirmane a Cina e India (con quest'ultima che collabora anche nellarepressione dei ribelli che operano nel Nord Est del paese e che sirifugiano in Myanmar), contando in tal modo di acquisire quelle spondeinternazionali che gli permettessero di resistere alle pressioni cheUSA e Gran Bretagna (ex protettore coloniale di Burma) hanno perpetuatosenza grossa convinzione in nome dei diritti umani e della democrazia.

La decisione di spostare la capitale del paese da Rangoon all'interno,costruendo dal nulla la capitale quasi-segreta di Naypyidaw nel cuoredel paese, si è fondata sul presupposto che sarebbe meglio difendibilein caso di attacco straniero. Il potere di Than Shwe non sembrava pernulla contrastabile fino a poche settimane fa; nemmeno la concessionedel premio Nobel per la Pace alla signora Aung San Suu Kyi, figliadell'eroe dell'indipendenza birmana Aung San e leader del Movimento perla Restaurazione della Democrazia, aveva scalfito il suo potere. QuandoSan Suu Kyi radunò le folle nel 2002, il governo fu lesto arinchiuderla e a relegarla, fino ad oggi, agli arresti domiciliari.

Pochi giorni fa migliaia di monaci buddisti sono scesi in strada indiverse città per protestare contro l'aumento del prezzo della benzina,che non è precisamente in cima alle loro preoccupazioni, ma a quelledei loro concittadini sì. Nei giorni a seguire si sono unite a loro lemonache e poi i cittadini comuni, determinando un cambiamentonell'oggetto della protesta, che ora ha per obbiettivo il ritorno dellademocrazia. La giunta appare incerta, reprimere i monaci come furonorepressi gli studenti potrebbe risultare controproducente in un paesebuddista che ormai non si può permettere molto di più che la preghiera.

Nel corso dell'ultima dimostrazione monaci e cittadini hanno tentato diraggiungere la casa di Aung San Suu Kyi per renderle omaggio, ma imilitari non lo hanno permesso. La signora è apparsa sulla porta dellasua abitazione, ma ben pochi sono riusciti a vederla dietro al muro deimilitari ansiosi di menare le mani, che non hanno risparmiatoprovocazioni. Tutto questo è trapelato nonostante l'assenza di unastampa libera e l'ossessiva censura di Internet praticata dal governobirmano. Una censura che, come sempre, non ha saputo aver ragione degliespedienti messi in campo da chi Internet la vuole libera e senzacensura. In Myanmar sono pochi i cittadini che ci possono permettere icarissimi provider birmani, ma esistono migliaia di internet point,spesso abbastanza nascosti, attrezzati per evadere la censura epermettere ai propri clienti di navigare liberamente; da qui i video ele notizie delle proteste raggiungono in resto del mondo ancora primache i pochi giornalisti stranieri presenti possano inviarle in patria.


Il destino della protesta è quanto mai incerto, ma il potere di ThanShwe e della sua giunta non sembra realmente in pericolo; le cifreparlano di qualche decina di migliaia di dimostranti (in un paese dicinquanta milioni di abitanti), non tanti da essere una reale minaccia.Si tratta comunque di un'eruzione di malcontento come non se nevedevano da anni nel paese. Solo il tempo dirà se le marce dei monaciavranno dato il via ad una valanga capace di travolgere la dittatura ose questa reggerà l'urto lavando, come consuetudine, l'offesa nelsangue.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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