Rimborso Iva Auto: prolungato il periodo fino al 20 ottobre. Spiegazioni e chiarimenti in merito

Slittano ancora e provvidenzialmente i termini per la presentazione di istanza di rimborso dell’Iva Auto, accavallatisi alle incombenze fiscali di settembre gettando i contribuenti nella confusione

Slittano ancora e provvidenzialmente i termini per la presentazione di istanza di rimborso dell’Iva Auto, accavallatisi alle incombenze fiscali di settembre gettando i contribuenti nella confusione.

Ci sarà dunque tempo fino al 20 di ottobre (il 22 ufficiosamente, dal momento che il 20 è un sabato) per presentare la domanda fanno sapere ieri con uncomunicato dall’Agenzia delle Entrate. Oltre alla proroga la comunicazione introduce alcuni chiarimenti sulla procedura di sgravio. Un primo chiarimento, contenuto nella circolare 51/E di ieri, riguarda i non residenti (i due comunicati sono riportati a parte).

Quale regime per la cessione auto?

Per consentire una scelta ponderata è necessario avere tempestive indicazioni sul regime cui assoggettare le cessioni di auto per le quali si è richiesto il rimborso Iva, effettuate dopo il 13 settembre 2006. Secondo Assonime (circolare 51/2007), si dovrebbe considerare imponibile solo il 40% del prezzo, ma questa precisazione non collima con le istruzioni al modello ministeriale, che, per l’analogo caso di vendite fino al 13 settembre dello scorso anno, richiedono l’Iva sull’intero corrispettivo (v.articolo).

Società non operative


Altri interrogativi riguardano la possibilità di presentare l’istanza da parte delle società “non operative”, spesso dotate di auto di costo rilevante. Per tali società, vale infatti, già dagli anni passati, il divieto di richiedere il rimborso delle eccedenze Iva, divieto a cui si è aggiunta, dal 2006, l’impossibilità di compensazione nel modello F24. La proroga potrebbe anche fornire l’occasione per confermare la validità dei particolari metodi forfettari introdotti dallacircolare 28/E/2007 (10% per le imposte dirette e 1% per l’Iva sulla rivendita). L’Agenzia ha infatti stabilito che l’attività di controllo degli uffici si indirizzerà su chi ha indicato importi inferiori alle percentuali della circolare; sarebbe invece preferibile, per dare certezza alle scelte dei contribuenti, che venisse affermato che si tratta di sistemi dotati di piena legittimità, come quello analitico.

Acquisto auto da operatori esteri

Con la circolare 51/E di ieri, ha intanto trovato risposta un primo dubbio, riguardante gli acquisti di auto e di spese accessorie effettuati nel nostro Paese da imprese e professionisti esteri. L’Agenzia precisa che la restituzione dell’imposta spetta anche ai non residenti, purché sussistano le condizioni richieste, in generale, per i rimborsi di tali soggetti, dall’articolo 38-ter del Dpr 633/72. In mancanza di un rappresentante fiscale (o di identificazione diretta in Italia), le imprese straniere presenteranno l’istanza nello stesso termine (22 ottobre) e con lo stesso modello previsto per i contribuenti italiani.

La domanda dovrà essere inviata, su carta, al Centro operativo di Pescara, allegando gli originali delle fatture di acquisto e una attestazione dello Stato estero comprovante la qualifica di contribuente Iva in tale Paese.
Le note diffuse ieri dall’Agenzia

Detrazione al 40%

Secondo la disposizione pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale europea L-165/33 del 27 giugno la detraibilità dell’Iva autovetture utilizzate in modo promiscuo (acquisti, leasing, noleggi, carburanti e manutenzioni), è stata fissata nella misura del 40%. Pertanto, per le fatture emesse dal 27 giugno 2007, indipendentemente dalla data in cui queste vengono registrate, si opererà la detrazione nella nuova misura fissata, mentre i documenti precedenti a tale data resteranno soggetti alla detrazione individuata caso per caso sulla base della percentuale di impiego nell’attività, che già molti contribuenti, per esigenze di semplificazione, avevano stabilito al 40%.

Ricordiamo inoltre che la domanda potrà essere compilata in forma semplificata indicando l’importo totale dell’imposta detraibile, quello delle maggiori imposte dirette ora dovute a seguito del sopraggiunto riconoscimento della detraibilità dell’Iva e il rimborso spettante, come da indicazione dell’Agenzia (circolare n. 28/E del 16 maggio 2007). Per evitare che sull’istanza si concentri l’attività di controllo degli uffici, dovrà essere indicato un totale di maggiori imposte dirette non inferiore al 10 per cento dell’Iva spettante (v.articolo).

Il modello telematico richiede, per la corretta determinazione della somma spettante a titolo di rimborso, di indicare analiticamente i valori relativi al risparmio d’imposta realizzato ai fini della tassazione del reddito e dell’Irap per effetto dei maggiori costi correlati alla ridotta detraibilità dell’Iva prevista dalla previgente normativa, nonché, di specificare l’Iva dovuta per effetto della variazione in aumento della base imponibile delle operazioni di rivendita, effettuate entro il 13 settembre 2006, degli autoveicoli cui l’istanza di rimborso è riferita.

L’Agenzia delle entrate, allo scopo di rendere più agevole la richiesta di rimborso, ha chiarito che i contribuenti per i quali risultasse particolarmente difficoltosa la indicazione analitica dei dati relativi alle imposte dirette, potranno omettere di compilare la sezione “Redditi/Irap” presente nel quadro AR Riepilogo

In tal caso, gli importi che, per effetto della maggior Iva detratta, sono dovuti a titolo di maggiori imposte sul reddito, comprese le addizionali comunali e regionali, e di Irap, saranno indicati nel solo rigo AR42 (Totale maggiori imposte redditi/IRAP).








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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