Multiutility: possibili acquisizioni e fusioni nel mercato energetico italiano sempre più effervesce

Utilities in continuo fermento a Piazza Affari

Utilities in continuo fermento a Piazza Affari. “La fusione fra Brescia e Milano ha scosso il settore” ha rilevato Renzo Capra, presidente di Asm Brescia. La fusione con Aem “darà vita ad una grande società mista con risultati in crescita, circa 90 milioni di euro all’anno in più” ha precisato Capra, il quale ha ricordato che Asm sta “trattando con Enel per lo scorporo di asset del 20% di Endesa Italia” in suo possesso. “Stiamo negoziando per una quota del 26-27% di Endesa Italia, pari a 1600-1700 megawatt”. L’operazione è relativa agli accordi nell’ambito dell’Opa di Enel-Acciona su Endesa secondo i quali Endesa Italia verrà smembrata e la partecipazione del 20% di Asm Brescia venga tramutata in asset.

Ma il neonato colosso se la dovrà vedere con le altre società del settore che non stanno d certo a guardare. Qualora infatti andasse in porto il piano elaborato da Unicredit che prevede la creazione di un una megaazienda attraverso la fusione di Hera con la romana Acea e con la piemonteseligure Iride, nascerebbe un big player con una capitalizzazione di 8,4 miliardi contro gli 8,1 di Aem-Asm ed un margine lordo di 1,2 miliardi rispetto al miliardo dell’asse tra Milano e Brescia. Si tratterebbe inoltre della più grande società italiana nel gas e nei rifiuti, peraltro leader europeo nell’acqua. Il matrimonio a tre tuttavia non sorride al sindaco di Torino, il quale ha ammonito che “solo dopo la fusione con Hera” si potrà trattare con altri. “È già arduo unire due aziende, figuriamoci tre” ha sottolineato Chiamparino.

Anche la piccola Enia cerca di difendersi. La multiutility di Parma, Reggio Emilia e Piacenza non ha presentato risultati brillanti: il primo semestre dell’anno si è concluso con ricavi consolidati pari a 590,6 milioni di euro, in calo del 9,5% rispetto allo stesso periodo del 2006. Anche l’utile netto ha evidenziato una contrazione, scendendo a 19,6 milioni dai 24 milioni dell’analogo periodo dello scorso anno, il che porta il margine sui ricavi dal 3,7% al 3,3%. Tuttavia la società ha annunciato un importante accordo di fornitura: CEA Centrex Energy & Gas AG, con la partecipazione delle società del Gruppo Gazprom e appunto Enia, ha concluso un accordo che prevede la compravendita di circa 700 milioni/m3 di gas naturale dalla Russia per il periodo che va dal primo ottobre 2007
al 30 settembre 2008. L’operazione è volta a sviluppare attività di piu’ ampio respiro e a più lungo termine con il Gruppo Gazprom sul mercato energetico italiano, stando alle parole del management.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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