Euro al record storico di 1,39 per un dollaro: ma l'Unione Europea non si dice preoccupata

Record storico dell'euro nei confronti del dollaro. La valuta europea ha infatti sfondato il tetto passando di mano a 1,39 contro il biglietto verde

Record storico dell'euro nei confronti del dollaro. La valuta europea ha infatti sfondato il tetto passando di mano a 1,39 contro il biglietto verde. Una cifra che supera ampiamente il precedente primato - 1,3852 - raggiunto il 24 luglio scorso. Sullo sfondo le previsioni degli investitori che indicano un nuovo taglio dei tassi d'interesse negli Stati Uniti da parte della Federal Reserve, nonostante martedi' Ben Bernanke, presidente della Banca Centrale Usa, non ne abbia fatto menzione nel suo discorso pronunciato a Berlino.

L'euro ha dato quindi l'impressione di voler sfruttare appieno le debolezze interne del biglietto verde. Dopo il nuovo record di 1,39 la moneta unica continua a muoversi sopra quota 1,38. Non è mai stata cosi' forte dal varo del '99.

Cosi' i mercati hanno interpretato le ultime dichiarazioni di Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, che ha rassicurato sullo stato di salute del sistema bancario europeo a fronte della crisi dei mutui subprime. Fiducioso anche il Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, il quale ha sottolineato gli effetti positivi dell'adozione dell'euro sull'economia italiana.

Dal vertice dei ministri europei delle finanze in corso a Porto arrivano messaggi rassicuranti. La crociera e il pranzo su di un barcone fluviale lungo il Douro ha fornito al ministro portoghese Teixeira l'occasione per una battuta scontata ma non priva di senso. Siamo tutti sulla stessa barca, ha spiegato.

E in effetti la forza dell'euro sul mercato dei cambi favorita dalla crisi del sistema creditizio americano provocata dai mutui subprime sta rendendo piu facile l'approvigionamento petrolifero. L'iniezione di liquidità con cui si è reagito alla crisi ha poi funzionato in maniera egregia.


"Pensiamo che le stime di crescita per il 2007 e 2008 resteranno sostanzialmente inalterate anche se siamo coscienti che i rischi si sono accresciuti dopo quanto successo sui mercati finanziari" ha spiegato il presidente dell'eurogruppo il lussemburghese Juncker.

L'euro forte si rivela dunque un salvagente che pur penalizzando l'export permette di pagare la fattura energetica senza eccessivi scossoni. L'unica voce fuori dal coro è la Francia per la quale le previsioni di crescita non sono affatto rosee e che
Dal 2,4% della scorsa primavera si è passati adesso all'1,9%.

Certo è che in questo periodo il divario sul mercato dei cambi rende gli Stati Uniti una meta assai abbordabile per turisti e uomini in viaggio d'affari. L'euro che sfiora il dollaro e 40 permette di approfittare al meglio dei servizi e delle opportunità offerte a chi voglia concedersi una vacanza oltreoceano. I prezzi sono alla portata di quasi tutte le tasche.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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