Nuovo Primo ministro in Russia scelto da Putin: Viktor Zubkov. Sarà lui il futuro presidente?

La grande partita per il Cremlino del dopo Putin è definitivamente iniziata

La grande partita per il Cremlino del dopo Putin è definitivamenteiniziata. Dopo giorni in cui si speculava in continuazione su questapossibilità, oggi pomeriggio il primo ministro russo, l'oscuro e spentotecnocrate Mikhail Fradkov, ha deciso di rassegnare le dimissioni sue edel suo intero governo nelle mani del presidente russo, Vladimir Putin,che le ha accettate immediatamente. La notizia è rimbalzataimmediatamente in tutta la Mosca che conta: nei minuti successivi letelevisioni ed i siti web russi sono stati infatti inondati didichiarazioni di analisti politici e parlamentari della Duma che siattendevano a momenti la nomina di Sergei Ivanov, fino ad oggi ilprincipale candidato alla successione di Putin, come primo ministro.Tale prospettiva era stata rafforzata dalle parole di colui che vienedefinito il "Karl Rove del Cremlino", ovvero Gleb Pavlovsky, che allatelevisione russa aveva affermato che il prossimo primo ministrosarebbe stato "inequivocabilmente" anche il candidato presidente allasuccessione di Putin. Si può dunque immaginare facilmente lo shock delmondo politico russo, e non solo, quando Boris Gryzlov, lo speakerdella Duma e segretario del partito filo-Putin Russia Unita, haaffermato dinanzi ai giornalisti che il presidente Putin aveva appenanominato nuovo primo ministro Viktor Alekseyevich Zubkov.

Virtualmente sconosciuto al pubblico russo, Zubkov attualmente è a capo del Rosfinmonitoring,ovvero il Servizio di Monitoraggio Finanziario del governo russo che hail compito di combattere il riciclaggio del denaro e il riflusso deicapitali illeciti. Sebbene Zubkov abbia ottenuto qualche successo intale posizione, è decisamente improbabile che sia stato questo arenderlo così appetibile per Vladimir Putin da decidere di nominarloprimo ministro.

Molto più importante è invece il fatto che Putin e Zubkov sono staticolleghi, all'inizio degli Anni Novanta, nell'amministrazione comunaledi San Pietroburgo, al servizio di uno dei sindaci simbolo delmovimento democratico russo, Anatolj Sobchak. All'epoca Putin era ilvicesindaco e Zubkov era il capo delle relazioni esterne del comune.Una amicizia ed una collaborazione che sarebbe continuata anche dopo lafine dell'esperienza comunale, quando Putin cominciò a scalare le vettedel Cremlino e Zubkov lo avrebbe seguito come suo collaboratore, primaal ministero delle Finanze, in qualità di viceministro e poi alRosfinmonitoring. Ora improvvisamente il salto dall'oscurità alla lucedei riflettori con la nomina inattesa a primo ministro e quindi apotenziale erede dello stesso Putin allo scranno più alto del Cremlino.

Dopo l'euforia del pomeriggio, i commenti relativa alla nomina diZubkov sono stati quasi tutti improntati alla cautela: da parte ditutti, anche degli analisti indipendenti, si riconosce laprofessionalità del personaggio e la sua preparazione, ma sono in tantiche dubitano che alla fine sarà lui il prescelto per le elezioni dimarzo. Una indicazione su quale sia effettivamente la strategia delCremlino potrà venire nei prossimi giorni quando Zubkov, una voltaottenuta la fiducia scontata da parte della Duma, dovrà nominare iministri ed i componenti del suo governo. Il premier uscente MikhailFradkov si è detto certo che buona parte dei ministri attuali rimarràal proprio posto, e su questo concordano tutti.

Ciò non toglie comunque che si tratterà di un momento molto delicato: idue viceprimiministro, Sergei Ivanov e Dmitry Medvedev, sono anchecoloro che fino ad oggi erano stati considerati come i più probabilisuccessori di Putin al Cremlino, sia dai sondaggi che dagliopinionisti. E' evidente che una loro esclusione, o un loro spostamentoad altro incarico, nell'ambito della costituzione del nuovo governo,potrebbe aiutare a capire quale è la reale strategia del Cremlino equale ruolo avrà Zubkov in questa strategia.


Una sua eventuale candidatura al Cremlino, sebbene sia una sorpresacompleta, avrebbe anche un precedente storico di tutto rispetto. Era il9 agosto 1999 quando un Boris Eltsin sulla via del pensionamentoanticipato, sorprese tutti con la nomina a primo ministro dell'allorasconosciuto ai più, Vladimir Putin. In quella stessa giornata Eltsinaffermò, tra le altre cose, che Putin sarebbe stato il suo successore.Furono in tanti a considerarla l'ennesima boutade del "presidenteubriacone": in breve tempo però Vladimir Putin, anche grazie amisteriosi attentati terroristici nel cuore di Mosca e di altre cittàrusse, nonchè alla seconda guerra cecena, divenne l'uomo più popolaredi Russia, riuscendo poi stravincere al primo turno le elezionipresidenziali il 23 marzo 2000.

Inoltre era passata anche allora poco più di una settimana dal decretocon cui il presidente russo aveva ufficializzato la data delle prossimeelezioni parlamentari. Per il resto, però, le analogie si fermano qui:Vladimir Putin è nel pieno del suo potere, a differenza del debole emalato Eltsin del 1999, e soprattutto non ha presentato Zubkov alpubblico come suo successore. Ha invece parlato piuttosto vagamentedella necessità di "garantire il governo e la stabilità nella fase preelettorale".

E' molto probabile dunque che Putin, con la mossa di oggi, abbia inrealtà voluto far capire ai suoi potenziali successori che la loroeventuale elezione dipenderà da lui e solo da lui, e che se essi nongli garantiranno la sua assoluta ed incondizionata fedeltà lui saràpronto anche a candidare un perfetto sconosciuto sapendo che potrebbevincere per il solo fatto di essere il "suo candidato". Putin sabenissimo che questa è la decisione più importante della sua vita e chepuntare sul cavallo sbagliato potrebbe significare la sua fine politicae non solo. Qualcosa in più a tale proposito potrebbe comunque sapersial congresso di Russia Unita, previsto per l'1-2 ottobre a Mosca.

In una "democrazia sovrana" come quella russa, il congresso del partitodi Putin ha una valenza molto simile, in quanto ad importanza politica(ed ai giochi dietro le quinte) di quelli che furono i memorabilicongressi del PCUS di età sovietica. Putin, che non fa mistero di voleressere lo sponsor ufficiale del partito, ha già annunciato la suapresenza sul palco come oratore principale, e sono in molti adattendersi novità per allora.

Quel che è sicuro, comunque, è che la partita a scacchi è appenainiziata, e prima di vedere lo scacco matto, vi potrebbero essere moltealtre mosse a sorpresa in arrivo. Come afferma lo stesso Fradkov, "ilmotivo" delle sue dimissioni "è la volontà di lasciare mano libera aPutin" per gestire "i prossimi eventi politici di rilievo". Una fraseche, se letta bene, può significare tutto ed il contrario di tutto.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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