Rischio di mancanza energia per riscaldamento e luce in Italia quest'inverno secondo l'Enel

L'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, ha oggi lanciato l'allarme black out per il prossimo inverno che rischia di essere buio e freddo

L'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, ha oggi lanciato l'allarme black out per il prossimo inverno che rischia di essere buio e freddo. Immediata la replica del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecorarco Scanio, che tranquillizza: "Nessuna riduzione degli stoccaggi, ma garanzie per i cittadini".

Le agenzie di stampa - si legge nella nota del ministero - riportano il giudizio espresso dall'Amministratore delegato dell'Enel dottor Fulvio Conti relativamente ad una presunta 'errata interpretazione' da parte del Ministero dell'Ambiente che avrebbe portato ad una 'riduzione degli stoccaggi di gas' nel nostro paese con conseguente allarme freddo e buio per l'Italia. Se l'amministratore delegato dottor Fulvio Conti si riferisce al sito di stoccaggio di gas naturale di Settala, in provincia di Milano, è bene chiarire quanto segue. Nessuna errata interpretazione né tantomeno alcun atto che abbia ridotto la capacità di stoccaggio di gas nel nostro paese è stato assunto dal Ministero dell'Ambiente. La società Stogit spa ha invece chiesto alla Commissione VIA di essere autorizzata - in esenzione dalla procedure di Valutazione di Impatto ambientale - ad aumentare del 7% la pressione di stoccaggio del gas nel sito (operante dal 1986). Un aumento del 7% nella pressione corrisponde a un forte aumento di gas (decine di punti percentuali) in termini di volume. La Commissione VIA, che è un organo tecnico, lo scorso luglio ha doverosamente chiesto che tale rilevante modifica di esercizio richiedesse una normale procedura di Via così da avere garanzie in termini di tutela ambientale, sicurezza dei cittadini e la necessaria informazione alla Regione, agli enti locali e ai cittadini, così come peraltro prevedono le direttive europee in materia.

Più preoccupata invece Legambienteche definisce reale il problema della fragilità del sistema energetico. Secondo l'associazione bisognerebbe ricordare anche quello che è stato fatto e detto da quando, nel settembre 2003, l'Italia rimase al buio. All'epoca si disse che il problema erano i processi autorizzativi troppo lunghi per la realizzazione di nuove centrali elettriche e si rispose col decreto sblocca centrali che diede l'immediato via libera a una trentina di nuovi impianti. Situazione risolta? Macché. Poi è stata la volta dei rigassificatori e il governo ha addirittura istituito una cabina di regia per farli in fretta. Situazione risolta? Macché. Nel frattempo tutti gli impegni per una maggiore efficienza energetica del Paese, per un contenimento dei consumi e per uno sviluppo delle fonti energetiche pulite o sono venuti meno o sono stati fiaccamente perseguiti sia dal governo che dalle più importanti imprese del comparto. Adesso questo nuovo rischio black-out, lanciato dall'Enel, ci dice sostanzialmente due cose cose e ne conferma una terza: il governo ha fallito il suo obiettivo di aumentare la quantità di gas nel mix di combustibile per la produzione di energia; l'efficienza energetica e il risparmio sono ancora un miraggio; l'Enel ha come primario obiettivo quello di aumentare la quantità di carbone da bruciare nelle sue centrali, riducendo così ulteriormente la possibilità di un drastico abbattimento dei gas serra nel nostro Paese.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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