Bush e Putin: situazione ancora in stallo all'incontro dell'Apec avvenuto in Australia

Anche a Sidney - per russi ed americani - si è nuovamente registrata una sottolineatura della continuità di una guerra fredda che resta calda

Anche a Sidney - per russi ed americani - si è nuovamente registratauna sottolineatura della continuità di una guerra fredda che restacalda. Perchè la situazione dei rapporti - sulla base dei risultati delXV incontro di 21 capi di Stato dei paesi dell'Apec, l'Associazione perla Cooperazione Economica Asia-Pacifico - si rivela, nonostante ledichiarazioni di facciata, fluida ed incerta. Restano, nell’agendadiplomatica dei due paesi, tensioni latenti e valutazioni critiche.Bush e Putin, attori principali del vertice australiano, non sonoriusciti a superare la fase di stallo che esiste sin dal momento in cuigli Usa hanno dato il via al loro piano di espansione all'Europaorientale del sistema di difesa anti-missilistica, il cosiddetto“scudo” che Mosca respinge ritenendolo come una aperta minaccia allapropria sicurezza. C’è stato un solo spiraglio distensivo firmatoPutin. E’ stato il capo del Cremlino ad annunciare che alti esponentidella Russia e degli Usa s'incontreranno presto per ispezionarecongiuntamente la base radar di Qabala, in Azerbaigian, data inconcessione dalla Repubblica caucasica alla Russia che, a sua volta, inalternativa all'ampliamento dello “scudo”, ne ha offerto agli Usal'utilizzo congiunto per meglio, e più da vicino, prevenire eventualiattacchi all'Occidente da parte di quegli stati come Iran e Corea delNord che la Casa Bianca definisce “stati canaglia”.

Altripunti all’esame tra Putin e Bush quelli relativi al programma nucleareiraniano, alle questioni relative alla tutela ambientale, all'intentorusso di entrare nella Wto, l'Organizzazione Mondiale del Commerciosotto l’egida dell’Onu, alle questioni coreane e, infine, ai rapportiUsa-Russia. Sul contenzioso esistente tra Washington e Teheran il capodel Cremlino ha ribadito che la posizione russa è quella relativa aldialogo e alla trattativa diplomatica. Ha poi escluso che Mosca forniràall’Iraq attrezzature valide per accelerare il programma nucleare, maha dichiarato nello stesso tempo che la Russia è contro l’adozione disanzioni. Decisa poi la posizione sulle questioni ecologiche. Mosca siimpegna ad effettuare una indagine a tappeto sulle sue aziendeinquinanti per bloccare quelle “emissioni” ritenute pericolose. Ma nonc’è nessun impegno vincolante.

L’Apec, comunque, ha approvato un documento sui cambiamenti climaticiin cui fa proprio “l’obiettivo politico a lungo termine” di ridurre leemissioni di gas serra. E nell’annunciare l’accordo il premieraustraliano, John Howard, ha spiegato che i 21 leader hanno convenutosulla necessità che tutti i Paesi, quale che sia il loro livello disviluppo, contribuiscano, in base alla loro capacità e alla lorosituazione, alla riduzione dei gas responsabili per l’effetto serra.Nella dichiarazione si precisa l’intento di migliorare l’efficienzaenergetica del 25% entro il 2030.

Quanto al processo di adesione alla Wto la Russia - come ha dichiaratoa Sidney German Gref, ministro dello Sviluppo economico del Cremlino -ha buone possibilità (c’è un benestare americano) per essere ammessanel 2008. Subito cominceranno i preparativi per ospitare in Russia unanuova sessione del Wto che dovrebbe svolgersi nel 2012 nella città diVladivostok, un centro dell’Estremo Oriente che registra un notevolesviluppo economico.

Al vertice di Sidney si è parlato anche della Corea. Con Bush che haaffermato che gli Usa prenderanno in considerazione un trattato di pacecon il Nord se Pyongyang rinuncerà al suo programma nucleare. E, semprein tema di nucleare, Putin ha firmato con il premier australiano Howardun accordo di salvaguardia nucleare che consentirà l'esportazione diuranio alla Russia per la produzione di energia.


Infine i rapporti Washington-Mosca, irto di nodi e fratture cheappaiono ancora insanabili. Tutto questo segnato da una dichiarazionerilasciata dal ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov poco primache Putin partisse per l'Australia. Il capo della diplomazia ha messoin guardia gli interlocutori americani sul fatto che per Mosca esistonoquestioni sulle quali va tirata una "linea rossa" da non oltrepassare;Lavrov ha citato espressamente lo status del Kosovo, alla cuiindipendenza dall'alleata Serbia la Russia si oppone strenuamente.

Lavrov prima e Putin poi hanno quindi denunciato ancora una volta ilprogetto Usa di estendere all'Europa orientale il proprio sistema didifesa anti-missilistica, il cosiddetto “scudo”, considerato dalCremlino una minaccia per la sicurezza nazionale. E su questo è calatodi nuovo il silenzio americano. Il che vuol dire che si è in una fasedi stallo.

Ora - concluso l’incontro australiano che avrà sicuramenteripercussioni ovunque, visto il livello planetario dei partecipanti - èla Russia che si trova a dover fare un bilancio relativo alle variemissioni che Putin ha compiuto proprio nel momento in cui aveva inagenda i colloqui di Sidney. Il Presidente della Russia non si èrisparmiato. Ha viaggiato per 40mila chilometri allo scopo didiffondere le idee del “suo” Cremlino e raggiungere anche importantitappe nel campo politico ed economico delle relazioni internazionali.Ma prima di tutto ha voluto occuparsi dei problemi strategici delladifesa. Accompagnato in cielo dal volo dei suoi aerei - che orapattugliano lo spazio aereo russo - si è recato in una delle basistrategiche della flotta: quella della Kamciatka, dove sono all’ancoragran parte dei sommergibili nucleari.

Si è poi decisamente spostato su un altro fronte, quellodell’Indonesia. Segnando così nella storia russa una tappa di grandevalore diplomatico. Perchè l’ultimo esponente del Cremlino ad arrivarea Giakarta - nel 1960 - era stato Krusciov. Da allora contatti normaliche ora divengono strategici con questa missione di Putin. Il quale nonappena atterrato alla base militare “Halim Perdanakusumah” nellacapitale, è stato ricevuto dal presidente Susilo Bambang Yudhoyono chesi è affrettato a dichiarare che la missione russa è un “evento diportata storica”.
Le cronache diplomatiche riferiscono di un incontro caratterizzato daun cerimoniale mai visto con Putin accolto come nessun altropresidente. Anche per il fatto che questa volta la calata russa è statauna vera invasione.

Dall’aereo “number one” della Russia e dagli altri che lo seguivanosono scesi, infatti, oltre cento uomini d’affari e tutti con scopi benprecisi e programmati. Che alla fine della visita si sono concretizzatiin accordi nel settore degli armamenti (affari da 1 miliardo di dollariche permetteranno alle forze armate indonesiane di superare il gapprovocato da anni di sanzioni da parte dell’Unione europea e degli Usa)e in quelli del petrolio e dell’alluminio. Bottino di valore, quindi,per Putin che vede così il suo paese aumentare - nel cuoredell’economia asiatica - l’interscambio del 65% e divenire non solo ilmaggior fornitore di armi per il governo di Giakarta, ma ad assumereanche un ruolo più forte all’interno del mondo musulmano.

Lo ha ammesso lo stesso Putin dichiarando pubblicamente che “grazie alsostegno dell’Indonesia, la Russia è stata accolta a pieno titoloall’interno della Conferenza dei Paesi islamici”. E sul piano deirisultati globali va messo anche quello che porta il Cremlino adassumere un ruolo ancor più avanzato in quella competizione con Cina eStati Uniti relativa alla definizione delle aree di influenza.L’Indonesia, appunto, rientra in questo campo e la Russia, per favorireulteriori avvicinamenti politico-diplomatici, ha deciso anche disviluppare con Giakarta trattative per progetti d’investimento per 4miliardi di dollari circa.

Ma non tutto quello che avviene nel campo delle relazioniinternazionali segna punti di svolta per il Cremlino. Perchè si apre -in queste ore - una pagina densa di pesanti interrogativi che siriferiscono ai nuovi passi attuati dalla Cina di Hu Jintao e venutialla luce dopo il vertice della “Shangai Cooperation Organization”svoltosi a Biskek (Kirghisia) il 16 agosto scorso. Si scopre infattiche Pechino ha siglato un accordo con la Turkmenia (ex repubblicasovietica) per ralizzare un gasdotto che porti il gas turkmenodirettamente in Cina. E questo vorrà dire che Mosca non avrà più ilmonopolio dell’estrazione e della distribuzione del gas che,attualmente, rappresenta il 30% del mercato interno russo andando acoprire quella quota che la Russia esporta in occidente.

Ne consegue che i russi vedono questa azione non come un fattoreeconomico, ma politico e strategico perchè va a scomporre l’attualeassetto. Mosca teme una Cina che si avvia su una sua strada autonomasuperando quegli accordi che storicamente avevano come partner favoritola Russia. E la stampa di Mosca, in proposito, coglie anche alcunedifferenziazioni che si registrano nell’atteggiamento cinese. Perché untempo la Russia veniva vista da Pechino come il “fratello maggiore”mentre ora si parla di un “partner maggiore”. E la differenza non èsolo di carattere linguistico.

Tornando al bilancio generale delle iniziative di Putin c’èl’incursione negli Emirati Arabi - anche questa strategica - tesa adaffrontare la questione del debito che Mosca ha ereditato dall'UnioneSovietica nei confronti del paese arabo. E anche in questo caso ilPresidente russo ha segnato un punto in proprio favore isolvendo moltiproblemi e stabilendo livelli più elevati di cooperazione.

La maratona diplomatica internazionale, intanto, non si ferma. Bush hainvitato in Texas, per un summit, i leader di tutti i membri dell'Asean(l’Associazione delle nazioni del Sud Est asiatico) ed ha volutoallargare l’incontro alla giunta militare del Myanmar, l'ex Birmania,malgrado Washington sia tra i suoi più accaniti detrattori: unicadifferenza rispetto agli altri Paesi della regione, la rappresentanzabirmana all'appuntamento texano non sarà automaticamente a livello dicapo di Stato o di governo, bensì da decidersi in seguito. L’Asia,quindi, ancora una volta al centro dell’attenzione dei grandi del mondoche considerano il continente alla stregua di un gigantesco serbatoioper il business delle multinazionali che vogliono trasformare l’interopianeta in un mercato unico. Appunto, per quelle imprese che dominanola borsa di Wall Street e la City di Londra.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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