Aumento depressione post-vacanze: gli uffici e la casa sono i luoghi da evitare

Secondo un’indagine realizzata da Riza Psicosomatica la propria abitazione è causa scatenante di depressione per il 34% degli intervistati appartenenti a un campione di 1000 individui

Casa dolce casa? Secondo un’indagine realizzata da Riza Psicosomatica la propria abitazione è causa scatenante di depressione per il 34% degli intervistati appartenenti a un campione di 1000 individui, uomini e donne, tra i 25 e i 55 anni. Che i luoghi siano strettamente correlati agli stati d’animo e che abbiano effetto sull’umore degli occupanti è cosa nota, ma c’è da restare sorpresi a scorrere l’elenco di quelli che esercitano l’influenza peggiore.

La propria casa è al primo posto, seguita a distanza dal luogo di lavoro, con il 16% di voti, dalle chiese e dai centri commerciali, rispettivamente con il 12% e il 9%. I posti più scontati, come gli ospedali, le sale d’attesa e i cimiteri si collocano a sorpresa nelle ultime posizioni, indicati da un campione compreso tra il 5% e il 2% degli intervistati. La depressione tuttavia non è provocata solo dai luoghi, bensì anche da particolari situazioni sociali, come la solitudine, indicata dal 26% dei partecipanti al sondaggio, lo stress della quotidianità (21%) e le eccessive aspettative di genitori e amici (16%).

Come fare a difendersi da questa insidiosa malattia della mente? Sempre secondo il campione di uomini e donne del sondaggio condotto da Riza Psicosomatica il modo migliore per combattere la depressione è prendersi cura di se stessi, andando in palestra, come indicato dal 24% degli intervistati, o conducendo una vita all’aria aperta (23%). Assolutamente bocciato l’uso di farmaci e la scelta di isolarsi, meglio piuttosto prendersi cura di un animale o fare del volontariato.

Molto importante è anche saper riconoscere per tempo i segni del disagio: il rifiuto di intrattenere rapporti sociali, la mancanza di cura per il proprio corpo e il proprio abbigliamento, sbalzi d’umore improvvisi, irritabilità e svogliatezza generale rappresentano per un campione compreso tra il 25% e il 10% dei partecipanti al sondaggio gli inequivocabili prodromi della malattia.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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