Costi trasporti pubblici in Italia: le città più care e quelle con le tariffe minori

Regione che vai tariffa che trovi! Viaggiare lungo lo Stivale con i servizi pubblici ha dei costi molto diversi a seconda del comune di appartenenza

Regione che vai tariffa che trovi! Viaggiare lungo lo Stivale con i servizi pubblici ha dei costi molto diversi a seconda del comune di appartenenza.
Firenze è la più cara, Palermo la più economica. Questo il risultato di un’indagine delSole-24 Ore del Lunedì sulle tariffe dei biglietti ordinari urbani dei mezzi pubblici nei 20 capoluoghi di Regione.

L’autobus più caro d’Europa viaggia per le strade di Firenze ad 1,20 Euro per 70 minuti (parti a 1,03 euro all’ora). I palermitani spendono invece la metà: un euro per 120 minuti, ovvero cinquanta centesimi all’ora. Se però decidono per un abbonamento mensile devono sborsare ben 48 euro per viaggiare sull’intera rete, il doppio degli abitanti di Perugia. La fidelizzazione premia a Potenza: 22 euro per un mese di bus e scale mobili.

Un’era dei comuni dunque per il trasporto pubblico che a seguito del decreto Burlando del 1997 si articola con nuove tariffe e proposte di fidelizzazione. A ciascuno, dunque, il suo biglietto, con la convenienza che si misura caso per caso.
E mentre i sindaci dell’hinterland milanese chiedono pari dignità tariffaria per i pendolari, si scopre che il “biglietto unico” è ancora un miraggio per tutti i capoluoghi di regione ad eccezione di Napoli.

I biglietti

Un’ampia gamma di ordinari urbani che nonostante il conto del costo orario più o meno elevato non raggiunge certo i livelli di Londra. E’ tutto inglese il primato per la corsa più cara d’Europa al modico prezzo di 5,80 Euro per la tratta urbana. Il prezzo medio dei biglietti nostrani si aggira intorno ai 98 centesimi portandoci l’alloro per il sistema di trasporto pubblico più economico dell’Unione. Ad abbassare la media sono i comuni come Trento, Catanzaro, Bari, Aosta, e soprattutto a Potenza, che non ritocca il listino dai primi anni Novanta. Qui una corsa singola costa ancora 52 centesimi, l’equivalente delle vecchie mille lire. A Genova il biglietto è valido 90 minuti dalla prima timbratura e consente anche un viaggio in treno in seconda classe da Nervi a Voltri e da Acquasanta a Pontedecimo. A Palermo una corsa nell’area del centro storico costa solo 52 centesimi. Campobasso dimezza il prezzo da 1,20 a 60 centesimi per chi deve percorrere una sola tratta.
Mentre sono in deciso aumento gli spostamenti nelle grandi metropoli.
Dal primo settembre anche Torino si unirà ai dieci centri che già hanno un biglietto ordinario a un euro, dopo l’aumento del 10% su tutti i titoli di viaggio. In questa fascia figurano anche le grandi città come Roma e Milano.


Gli abbonamenti

La vera caccia al cliente si gioca sugli abbonamenti. L’autobus costa solo 13 euro al mese a Campobasso per gli studenti della scuola dell’obbligo. A Potenza il mensile sale a 16 euro ma vale fino all’università. Sconti anche per gli anziani: a Venezia gli ultrasettantacinquenni viaggiano gratis e pagano solo una tessera annuale da 10 euro. Stesse agevolazioni anche a Genova, ma solo per i pensionati con una fascia bassa di reddito.

Formule convenienza

Il vaporetto di andata e ritorno dallo stadio a Venezia costa meno per i tifosi lagunari che pagano 1,60 Euro anziché 3 Euro.
A Bologna sono favoriti gli studenti della storica università a cui l’Atc, azienda locale dei trasporti, propone un abbonamento risparmio a 24 Euro fino ai 30 anni.
A Firenze si inaugurano le vie dell’arte con ilBigliettone che dietro il pagamento di 10 centesimi aggiuntivi sul prezzo del biglietto da 120 minuti consente di viaggiare per 4 ore gli amanti di mostre e musei.
Sempre alla Toscana il merito per l’iniziativaPegaso, rivolta ai pendolari della regione che hanno notevoli facilitazioni per autobus e treni urbani nonché extraurbani grazie ad una convenzione con Trenitalia.

A Torino si privilegiano gli anziani che dopo i 60 anni pagano l’abbonamento circa la metà (da 32 a 18 Euro mensili) mentre oltre gli 80 solo 11 Euro. Sempre nel capoluogo piemontese si inaugura la nuova formula “Shopping” con cui con soli 2 Euro dalle 9 alle 20 si può salire su tutti i mezzi per 4 ore…insomma l’economia gira non solo a piedi!
Ancora un’iniziatva torinese quella che cerca di limitare il traffico nei fine settimana con un biglietto cumulativo per 4 persone a 4,40 Euro per tutto il week-end.

Sconti per disoccupati in tram a Roma e Palermo e ai militari a Trento (21 Euro anziché 25,50 mensili). Nel capoluogo trentino gli studenti pagano il giornaliero 1,90 anziché 3,20 Euro.
Nella città dell’Aquila il comune sorride alle casalinghe cui propone la Carta Viaggi, un abbonbamento mensile da 15 Euro utilizzabile tra le 9-12, le 14-18 e dopo le 20,30.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su