Pubblicità in video Youtube: nuovi formati overlay sperimentati da Google

Google inserirà degli spot nei filmati del suo sito di condivisione video. Con messaggi promozionali semitrasparenti, piccoli e poco invasivi il colosso di Mountain View sperimenta un nuovo format pubblicitario

Ci ha messo 10 mesi, ma alla fine ha tirato fuori dal cilindro un modello di business per il sito di condivisione video più popolare del web. Google, che lo scorso novembre ha acquistato YouTube per la ragguardevole cifra di 1,65 miliardi di dollari, introdurrà oggi un format pubblicitario pensato per essere incorporato nelle clip del sito. Spot video in tutto e per tutto insomma, anche se il più possibile discreti.

I messaggi promozionali – che appariranno dopo 15 secondi dall'inizio dei filmati – saranno infatti semitrasparenti e occuperanno solo la sezione inferiore della finestra video, per poi scomparire dopo 10 secondi; ma l'utente potrà anche decidere di chiuderli all'istante, oppure di cliccarci sopra e guardarli (in tal caso i filmati a cui sono abbinati si fermano per ripartire successivamente).

In questo modo, e dopo mesi di test e di studi sulle preferenze dei consumatori, la società di Brin e Page spera di mettere assieme due obiettivi finora poco conciliabili: mantenere l'elevata popolarità di YouTube e trasformare il sito in una macchina da soldi attraverso la pubblicità. Il problema è che quest'ultima non deve essere troppo ingombrante: ecco perché si è pensato a degli spot dalla consistenza di ectoplasmi e confinati in un angolo dello schermo.

«Quello che abbiamo escogitato è un formato controllato dagli utentiche sia accattivante»,commenta al New York Times Eileen Naughton, direttore per le piattaforme media di Google. Per questo motivo a Mountain View hanno da subito scartato il modello più diffuso, il pre-roll, ovvero quei brevi video pubblicitari che gli utenti sono costretti a sorbirsi prima del filmato. Nei test effettuati da YouTube infatti gli spettatori abbandonavano il contenuto preceduto da pre-rolls nel 70 per cento dei casi.

Individuato il modello, restava comunque il problema di come abbinarlo: oltre all'imbarazzo di mettere uno spot su un filmato inserito da un utente che magari ha violato il copyright di qualcuno, c'era il problema dell'imprevedibilità dei contenuti originali presenti sul sito. Come assicurare all'inserzionista che la sua pubblicità non si sposi con video dai contenuti opposti o discutibili? Ecco perché inizialmente Google piazzerà questi spot solo nei filmati dei propri partner, ovvero delle centinaia di media company che hanno licenziato i loro contenuti a YouTube. E con cui verranno divisi gliintroiti pubblicitari: si parla di 20 dollari per ogni mille visualizzazioni dello spot.


Gli spot video in versione minimalista tuttavia non escono dalla fucina di Mountain View: i primi a utilizzarli sono state piccole start-up come la californiana VideoEgg, che ne hanno sperimentato l'efficacia in combinazione con contenuti video brevi. Proprio come quelli di YouTube. Nei test effettuati nei mesi scorsi da Google, questo genere di pubblicità registra molti più clic (da 5 a 10 volte) rispetto a un normale banner.

YouTube dunque, che lo scorso luglio ha registrato 55 milioni di visitatori unici con una media, per utente, di oltre 49 minuti di permanenza sul sito, potrebbe aprire la strada a un nuovo standard della pubblicità nei video. Poiché questo mercato, secondo eMarketer, dovrebbe raggiungere i 4,3 miliardi di dollari entro il 2011, la decisione di Google non passerà inosservata.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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