I primi dati sui saldi estivi 2007

I saldi continuano ancora ad esercitare un certo fascino, perché consentono di realizzare sogni a buon prezzo

I saldi continuano ancora ad esercitare un certo fascino, perché consentono di realizzare sogni a buon prezzo. Ai saldi, infatti, partecipa una larga fetta degli italiani che possono acquistare abbigliamento e calzature di qualità a cifre ribassate.

Per i commercianti continuano a rappresentare un’opportunità per liquidare l’invenduto della stagione, per acquisire nuovi clienti e fidelizzare i propri.
Nel corso degli ultimi venti anni i saldi hanno vissuto una vera e propria rivoluzione. Se negli anni Ottanta rappresentavano per la clientela e i negozianti la fine di una stagione, estiva o invernale che fosse, oggi questa situazione è cambiata perché i saldi corrispondono per le famiglie italiane a una stagione di acquisto a basso prezzo.

Il low cost è determinato dalla crisi economica che ha investito l’Italia e si sta trasformando in uno stile di consumo estensibile a tutti i beni.
Per i commercianti i saldi significano una fetta del fatturato annuo. Sono passati quasi dieci anni dal cosiddetto decreto “Bersani” che ha introdotto nuove norme per il commercio, ha definito anche le vendite straordinarie e ha assegnato alle Regioni la definizione del periodo e delle categorie di articoli che possono essere posti in liquidazione.

Fismo-Confesercenti – la Federazione italiana del settore moda – ha effettuato nelle principali città un sondaggio presso gli associati che dà un quadro dell’andamento dei saldi in tutta la penisola. Dal sondaggio Fismo-Confesercenti emerge che la quota dei saldi sul fatturato si attesta al 30% e al contempo i commercianti esprimono una grossa insoddisfazione riguardo le date di inizio per i saldi: la maggioranza si è espressa per una data unica nell’interro territorio nazionale e la Fismo si impegnerà a tutti i livelli per centrare questo obiettivo di vitale interesse per la vita delle piccole e medie imprese che rappresenta.

La Fismo registra ed evidenzia una controtendenza: sarebbe in diminuzione il numero delle imprese del settore moda che effettua politiche di saldo, privilegiando un rapporto costante e personalizzato con la propria clientela.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su