Banca Italease: pubblicati i conti, pesante rosso per colpa dei derivati

Intorno a mezzogiorno le azioni di Banca Italease perdono oltre il 3% portandosi verso quota 15,27 euro per ciascuna. Venerdì notte la banca del leasing ha detto addio al proprio consiglio d’amministrazione e alla terribile stagione dei derivati che

Intorno a mezzogiorno le azioni di Banca Italease perdono oltre il 3% portandosi verso quota 15,27 euro per ciascuna. Venerdì notte la banca del leasing ha detto addio al proprio consiglio d’amministrazione e alla terribile stagione dei derivati che quasi l’ha portata al baratro. Al termine di una seduta durata nove ore il cda ha pubblicatoi dati sull’attività della banca che ha chiuso il semestre con una perdita di 387 milioni di euro in gran parte dovuta proprio alle esposizioni nel settore dei derivati.

Le contrattazioni su questi strumenti finanziari hanno infatti portato nel bilancio un rosso da 685,5 milioni solo in parte ammortizzato da altre voci. La riunione del consiglio d’amministrazione “azzerato” dalla Banca d’Italia precede perciò, secondo molti osservatori, la nomina di un nuovo management da parte di Massimo Mazzega, il nuovo amministratore delegato entrato nella banca al posto del dimissionario Massimo Faenza.

Il prossimo appuntamento ufficiale rimane comunque quello dell’8-10 settembre, quando i soci della banca dovranno esprimere nuove preferenze per il board e soprattutto varare un aumento di capitale da 700 milioni di euro. La maggior parte di questo denaro proverrà ovviamente dal maggiore azionista di Italease, il Banco Popolare, che dovrà sborsare circa 200 milioni di euro per l’aumento di capitale e dovrà dare un taglio di 120 milioni di euro al valore della sua partecipazione del 30% nella banca, dopo i crolli del titolo. A quanto pare a Lodi dopo il caso Fiorani è spettato il caso Faenza.

Senza considerare che qualche maligno ha sussurrato che la reticenza del management sulle esposizioni della banca del leasing sarebbero state dettate dalla necessità di non creare ostacoli inopportuni alla nascita del Banco Popolare.

Nel frattempoBanca d’Italia, per quanto tardivamente, annuncia un giro di vite sul settore e anche la Consob si prepara a nuove ispezioni mentre monta il timore che la mina derivati possa esplodere anchesotto altri portoni. In contemporanea laProcura di Milano apre un fascicolo.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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