Incendi in Italia: quale strategia adottare per prevenirli

Il fenomeno degli incendi può essere contrastato attraverso un accrescimento dei velivoli con risorse che potrebbero essere stornate dal settore della Difesa

In questi giorni abbiamo assistito all'ennesima emergenza: l'Italia è nuovamente a fuoco. È una situazione che purtroppo si ripete ogni anno e regolarmente ogni anno alimenta le stesse polemiche sui ritardi, sul mancato coordinamento di chi dovrebbe intervenire, sulle competenze delle Regioni, dei Comuni e così via. Alla luce di questo contesto critico credo sia utile soffermare l'attenzione su alcuni aspetti importanti perché, come testimonia anche la scelta odierna del Consiglio dei ministri di dichiarare lo stato di calamità nazionale per le regioni devastate dal fuoco, il fenomeno degli incendi estivi ha raggiunto proporzioni preoccupanti e il conteggio dei morti merita attenzione.

Ritengo che il primo problema da affrontare sia quello del coordinamento tra la Protezione civile, il Corpo forestale dello Stato, i Forestali regionali, i Vigili del fuoco e l'Esercito. Si deve verificare se negli ultimi interventi vi siano state delle responsabilità e se si siano verificati problemi di coordinamento: soltanto chiarendo questi aspetti si potrà operare per evitarli in futuro, visto che appare piuttosto difficile superarli con un approccio puramente volontaristico.

Altro elemento di riflessione dovrebbe essere l'insufficienza dei mezzi antincendio a disposizione della Protezione civile, la quale può attualmente contare solo su 17 Canadair, tanto che, da quanto si è saputo, anche in questi giorni la scarsezza dei mezzi ha reso necessaria la richiesta di prestito alla Francia di altri velivoli, tra cui gli elicotteri spegni-incendio.
Non a caso l'emergenza degli ultimi giorni, proprio per questa scarsezza di strumenti, ha reso necessario il ricorso anche agli uomini e ai mezzi dell'Esercito: un fatto eccezionale, che dovrà essere meglio precisato ed inserito nelle norme sul coordinamento con le Regioni.
Data la situazione e il suo ripetersi ciclico, al di là degli strumenti della prevenzione, sarebbe opportuno ampliare il parco dei mezzi a disposizione della Protezione civile, impiegando a questo scopo risorse che potrebbero essere stornate dal settore della Difesa.
La legge n. 353 del 2000, inoltre, affida anche alle Regioni, anzi soprattutto a queste, compiti fondamentali contro gli incendi boschivi e prevede la possibilità che anch'esse si dotino di flotte regionali di elicotteri, che, però, devono trovare finanziamenti attraverso il bilancio dello Stato, con il supporto decisivo, come competenza tecnica, del Dipartimento della protezione civile. A questo vorremmo arrivare quanto prima. La prossima finanziaria potrebbe davvero essere l'occasione da non perdere per introdurre per la prima volta finanziamenti a tale scopo. D'altronde, le Regioni hanno realizzato iniziative importanti e significative dal 2000 a oggi: le sale operative a disposizione, ad esempio, hanno funzionato.
Tuttavia, il sistema di sorveglianza del territorio risulta insufficiente. Non ci sono mezzi adeguati e uomini schierati, a parte i forestali, capaci di poter intervenire previamente e non solo a cose fatte per la riforestazione.

Le cause di queste situazioni che si ripetono costantemente sono prevalentemente da ricercare o tra chi agisce per la speculazione, o nell'organizzazione del lavoro precario nei boschi. Per i primi, per gli speculatori, vi è un disegno strategico e doloso chiarissimo, individuato anche dalla citata legge del 2000: gli speculatori fanno affari sui terreni bruciati, che poi possono edificare.
Qui si deve accelerare - è una richiesta precisa - un intervento diretto del Governo sulle amministrazioni comunali perché applichino immediatamente la legge n. 353 del 2000, che impedisce di costruire sulle aree bruciate. Si badi bene - ed è giusto che il Governo rifletta su questo - che solo il 6 per cento dei Comuni ha dato vita al catasto degli incendi, che sicuramente porrebbe fine una volta per tutte agli scempi estivi. A tale scopo, insieme al presidente della Commissione Ambiente del Senato Tommaso Sodano, abbiamo stabilito di presentare una proposta di legge con cui si richiede, in caso in cui non venga applicata questa legge relativa alla non edificabilità sui terreni bruciati, di nominare nei comuni interessati dal fenomeno un commissario che ne garantisca l'attuazione.
Per combattere i piromani infatti non servono nuove norme, basterebbe imporre il rispetto di quelle esistenti, visto che la citata legge del 2000 per la prima volta ha introdotto il concetto del reato autonomo e punito, nell'articolo 423-bis del codice penale, con la reclusione da quattro a dieci anni. La legge del resto c'è, ma non basta. Ci vuole una corretta gestione del territorio: Comuni e volontariato in accordo con i corpi dello Stato.

Parlavo di precarietà del lavoro come seconda causa da superare. Infatti, in caso di incendio, ovviamente, non si tratta di premiare i comportamenti illeciti, ma di introdurre una gestione virtuosa del territorio che eviti, attraverso la prevenzione, il verificarsi degli incendi stessi.
La strada corretta da seguire è stata già tracciata da alcuni Comuni della Sardegna e della Calabria, soprattutto in Aspromonte, dove la vigilanza delle aree boschive è stata affidata ad associazioni di volontariato e a cooperative di giovani, i quali hanno interesse e lavorano ad evitare che il fuoco intacchi le aree verdi sulla base del meccanismo per cui i Comuni pagano per intero quanto stabilito dalle convenzioni solo nel caso in cui le foreste non brucino, mentre attuano una detrazione per ogni incendio che si verifica.
In sostanza, si deve puntare alla prevenzione e, invece di finanziare la riforestazione, vero male di questi anni, si deve incoraggiare la vigilanza. Questo è un modo virtuoso che il Governo dovrebbe far proprio ed estendere a tutto il Paese. Questo è l'impegno con cui cercheremo di dare il nostro contributo per sostenere con la legge finanziaria questi progetti.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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