Class Action: petizione perchè venga rese possibile al più presto anche in Italia

Basta un prodotto difettoso, un danno alla salute dei clienti, e negli Stati Uniti scattano sanzioni economiche che possono mettere in ginocchio le più grandi multinazionali: dal tabacco all'automobile

Basta un prodotto difettoso, un danno alla salute dei clienti, e negli Stati Uniti scattano sanzioni economiche che possono mettere in ginocchio le più grandi multinazionali: dal tabacco all'automobile. In nessun altro paese la protezione del consumatore è così efficace… si tratta insomma di uno strumento di riequilibrio dei rapporti di forza.

“Uno strumento fondamentale a favore del cittadino-consumatore, che viene messo nelle condizioni di difendersi da soprusi perpetrati ai suoi danni da aziende ed altri soggetti economici e professionali che hanno a disposizione risorse sproporzionate rispetto a quelle che possono disporre i cittadini”. Questa in poche ed efficaci parole la forza della class action, promossa da qualche settimana dalle 16 associazioni di consumatori del CNCU e la Provincia di Milano.

Si tratta di una petizione popolare in formato cartaceo che potrà essere facilmente sottoscritta tramite piattaforma informatica al seguente indirizzo:http://www.petizioneclassaction.it.

La petizione, precisano sul sito, ha lo scopo di spingere il Parlamento a legiferare in modo che venga introdotto nel nostro ordinamento l'istituto giuridico della Class Action.

Sebbene il resto d’Europa abbia introdotto l'azione collettiva risarcitoria, assicurando ai propri cittadini la possibilità di unirsi in un'unica causa civile contro i responsabili dei soprusi subiti, rispondendo così alla domanda di giustizia sociale da più parti avanzata, il Parlamento Italiano ne ha da poco ripreso la discussione per la possibile introduzione in legislatura.


Come funziona la class action?

La class action è uno strumento legale che permette di raggruppare una moltitudine di soggetti che hanno subito un danno provocato da un altro soggetto.
Viene quindi fatta una sola causa, detta appunto collettiva, a nome di tutti i danneggiati contro il soggetto che ha creato il danno, con il vantaggio che la class action ha una forza molto maggiore rispetto a quella della singola causa, e permette di essere tutelati e di ricevere risarcimenti più facilmente dalle grandi aziende e dalle multinazionali.

Solitamente il lead representative e' scelto tra i soggetti che vantano il maggior danno. Nel sistema americano, dove e' consentito il cosiddetto patto di quota lite (parcella degli avvocati proporzionale al risultato conseguito), tutte le spese di causa sono anticipate dallo studio legale che cura il contenzioso, incluse le spese necessarie - per esempio - per perizie o trasferte dei testimoni. Solo in caso di vittoria e recupero di somme, lo studio legale potrà recuperare le proprie spese ed incassare gli onorari per il lavoro svolto.

Alcuni esempi

Una "class action" si concluse con una punizione esemplare nel 2001 contro Ford e Firestone per i pneumatici difettosi dei fuoristrada Explorer, che tendevano a sbandare ad alta velocità. La sola Firestone ha perso dieci miliardi di dollari. Anche la corporazione dei medici è sotto tiro: i pazienti fanno causa facilmente per "malpractice" (errore professionale) e i chirurghi pagano cari i loro sbagli.
Di recente gli avvocati hanno cominciato a studiare un nuovo filone promettente, le cause contro i fast-food per il dilagare dell'obesità infantile. Proprio perché i costi per l'industria americana sono altissimi, il partito repubblicano e l'Amministrazione Bush hanno più volte proposto di riformare la "tort litigation" in senso restrittivo, riducendo la possibilità dei risarcimenti punitivi. Finora non ci sono riusciti. La lobby degli avvocati - al primo posto tra i finanziatori del partito democratico - è un avversario agguerrito.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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