Ibm: risultati record, i più alti dal 2002. Grazie a ricerca e successo nei servizi

L’era Palmisano segna un +12 per cento nei risultati trimestrali, il dato di crescita più alto dal 2002

È dal 2002 che la trimestrale di Ibm non andava così bene, ed è la prima volta in assoluto che si registra una crescita a doppia cifra di questo tenore per il Ceo Samuel Palmisano, sempre nell'occhio del ciclone da quando, proprio 5 anni fa, è entrato in carica a risollevare le sorti del colosso mondiale dell'hi-tech. I risultati del secondo trimestre parlano chiaro: +12 per cento negli utili, +9 per cento per il fatturato. La spinta favorevole arriva soprattutto dai servizi professionali (e consulenze) e dal software.

Anche l'indotto tecnologico naviga in ottime acque, perché secondo le ultime ricerche di Idc e Gartner, nello stesso periodo il mondo dei Pc globali cresce in numero di pezzi venduti con percentuali sostenute. La crescita è del 12,5 per cento secondo Idc, e dell'11,7 per cento secondo Gartner, mentre gli apparecchi totali acquistati si aggirano intorno ai 60 milioni di unità. Un ulteriore segnale della robustezza del settore, a cui si uniscono i segnali positivi che arrivano dal mondo corporate e dalle grandi aziende, i clienti principali di un leader di mercato come Ibm: la spesa tecnologica cresce, diventa cosciente e organizzata, il mercato matura.

E la strategia di Sam Palmisano premia Ibm, segno che, come titola oggi il New York Times, "anche un gigante può essere agile". Dal 2005 infatti il Ceo combatte la crescente concorrenza dei servizi tecnologici in outsourcing a basso costo, forniti da paesi emergenti come l'India. La strategia vincente della squadra diretta da Palmisano è stata quella di fornire servizi a valore aggiunto, con pacchetti personalizzati che uniscano ricerca, servizi e software, spaziando in tutti i campi necessari per la gestione di un'azienda: Crm, Erp, content management, sicurezza e molto altro. Accanto a questo, Ibm ha dirottato parte dei suoi servizi e centri di ricerca proprio in India, per cercare di abbattere i costi di produzione e avvicinarsi a quelli della concorrenza. E ancora, terzo elemento fondamentale dietro al successo dell'era Palmisano, il business si è dato un'impronta molto più locale. Ibm ha iniziato a lavorare nazione per nazione, mantenendo un pensiero globale ma strutturandosi per assecondare i bisogni delle aziende locali, calate nel territorio in cui operano.

La concorrenza indiana resta comunque l'osso più duro per questo management: mentre Ibm cresce del 12 per cento, alcune rivali d'India mostrano anche un 40 per cento in più nello stesso periodo dell'anno. È il caso di Infosys, il cui co-presidente Nandan M. Nilekani dichiara: «Siamo tra i leader, e le aziende della vecchia guardia non possono far altro che copiare i nostri modelli».





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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