Gli italiani si sentono poveri se guadagnano 1300 euro al mese:lo afferma un terzo degli intervistat

Poveri a 1.300 Euro, questo quanto accertato dall’indagine Isae sul costo della vita in Italia

Poveri a 1.300 Euro, questo quanto accertato dall’indagine Isae sul costo della vita in Italia.
Il reddito familiare per gli italiani è assolutamente inadeguato a condurre una vita decorosa (il 74% delle famiglie non ritiene di poter vivere dignitosamente).

Dall'indagine mensile che l'Isae ha condotto a luglio il valore è risultato pari a circa 1.300 euro mensili per i single e 1.800 euro per le coppie, mentre i nuclei più numerosi raggiungono valori più elevati, ben oltre i 2.000 euro.

Di conseguenza, è molto alta la quota di individui i cui redditi familiari sono inferiori a tale soglia, resta da verificare che cosa si intenda per vita dignitosa….

La valutazione dell’istituto tiene in considerazione alcuni fattori di tipo culturale, sociale, psicologico, quali lo stile di vita e le abitudini di consumo, la percezione del costo della vita, le aspettative. Evidentemente, si tratta di un concetto di disagio più ampio di quelli tradizionalmente rilevati dalle statistiche ufficiali, che fanno riferimento alla povertà intesa in senso esclusivamente economico, cioè come scarsità di risorse: ad esempio, secondo gli ultimi dati dell'Istat, la soglia di povertà relativa nel 2005 è pari, per una famiglia di due persone, a 936 euro, e in base a tale definizione l'11,1% delle famiglie è povero.

Oltre alla percezione della povertà ci sono dati seignificativi che rispecchiano fedelmente un quadro economico non tanto rasserenante ma soprattutto non da paese “sviluppato”. Sette milioni di anziani percepiscono pensioni di 500 euro al mese, plotoni di giovani precari passano da un lavoro all'altro, ma soprattutto un esercito di due milioni e mezzo di poveri "in giacca e cravatta", che fino a ieri erano considerati privilegiati, il cosiddetto ceto medio che oggi, già alla terza settimana dallo stipendio, si ritrova a dover contare il centesimo per arrivare a fine mese.


5.100.000 i nuclei familiari (15 milioni di individui) già indigenti o a rischio povertà: il 23% degli Italiani che arranca e si indebita, descritto nello studio dell'Eurispes "Problemi di famiglia", in collaborazione con Federcasalinghe, presentato stamattina a Roma.

Working poors, lavoratori in ristrettezze

un terzo di Italiani appare assolutamente garantito, un terzo vive in decisa indigenza economica e l'altro terzo è rappresentato dalla fascia del ceto medio in condizioni di instabilità e precarietà. Tra loro i working poors, soggetti "normali" che si ritrovano poveri per riduzioni dello stipendio, che non riescono ad arrivare a fine mese, che passano la notte nei dormitori pubblici perché non hanno una casa, che in giacca e cravata mangiano alla Caritas durante l'ora di pausa per il pranzo. Tra il 2001 e il 2005, è stata calcolata una perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni del 20,4% per gli impiegati; 14,1% per gli operai; 12,1% per i dirigenti; 8,3% per i quadri (v. articolo).

Tra debito e usura

Mutui, prestiti e pagamenti a rate hanno fatto lievitare l'indebitamento delle famiglie italiane del 9,8% tra il 2005 e il 2006. Sono i mutui, però, ad assorbire il 56,5% dell'indebitamento complessivo pari a più di 430 miliardi di euro. Napoli, Roma, Milano e Torino le città in cui l'acquisto della casa grava sulle spalle dei cittadini in misura maggiore. Sono sempre di più le persone che si rivolgono agli usurai, anche per mantenere lo stesso tenore di vita di un tempo. E' Napoli la città maggiormente esposta al rischio, Bolzano la più virtuosa.

Tasse e gabelle

E' il 66,3% della popolazione ad affermare che bisogna pagare le tasse per avere migliori servizi pubblici. Tuttavia, il 53,4% non le paga volentieri perché crede poco nella capacità dello Stato di gestire le risorse (30,8%). Più fiducioso, il 40,2%, crede che lo Stato sia in grado di farlo. Un'eventuale riduzione delle tasse, dovrebbe riguardare, per il 67,7%, prima di tutto le classi più povere.

I costi familiari

Una coppia con prole spende mediamente il 3,5% in più (quasi 3.000 euro con un figlio, 3.2000 con due) rispetto a chi non ne ha (2.860 euro). Il primo risparmio per gli Italiani è ridurre le spese per i regali (39,9% abbastanza, 23,1% molto) e acquistare in saldo (40,8% e 23,6%). Inoltre il 56,3% si serve per i prodotti alimentari molto o abbastanza frequentemente ai discount dove la merce, anche se non di marca, costa meno.
Solo l'1,1% del Pil italiano è destinato alla spesa pubblica per la famiglia e l'infanzia, a fronte di una media europea (UE a 15) del 2,4%. Non va meglio per le politiche abitative: in termini di Pil il valore è prossimo allo zero, appena lo 0,06%. L'Italia spende poco anche per il sostegno alla disoccupazione: 2% contro la media europea di oltre il 6% ma di più per gli anziani ai quali è destinato il 50% della spesa pubblica sociale.

L'incidenza della povertà soggettiva è più elevata nelle regioni meridionali, rispetto al Centro e al Nord, tra i single e le coppie (rispetto ai nuclei più numerosi) e, come atteso, tra le famiglie con redditi più bassi.

Inoltre, la percezione di svantaggio è maggiormente diffusa tra i nuclei con capofamiglia con basso livello di istruzione, con un impiego da operaio, oppure tra quelli dei disoccupati e delle casalinghe; allo stesso modo, la povertà soggettiva riguarda più spesso i detentori di un contratto da dipendente a tempo determinato (rispetto al tempo indeterminato) e chi vive in affitto.

Accanto alle stime relative all'Italia, si presentano anche gli ultimi dati disponibili per l'Europa, realizzati dall'indagine EU-SILC per il 2004. La povertà soggettiva è più diffusa nei Paesi mediterranei: soprattutto fra le famiglie greche (76%), italiane (63%) e spagnole (60%), mentre è inferiore in quelle portoghesi (47,5%); nelle nazioni nordiche, viceversa, l'incidenza è minima, ferma tra l'11 ed il 16%.

Se la percezione della povertà è soggettiva possiamo semplicemente considerare che sono 767 milioni le persone che vivono nella trappola della miseria, con meno di un dollaro al giorno.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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