Russia-Gran Bretagna è scontro: allontanate 4 diplomatici da ambo le parti. Alcune considerazioni

Gelo politico tra Putin e Brown. Dopo l'espulsione di quattro diplomatici russi da Londra, oggi il Cremlino ha allontanato quattro funzionari inglesi, e ribadito il rifiuto all'estradizione dell'ex spia Andres Lugovoi, principale sospetta

Quattro pari. A pochi giorni dall'espulsione di quattro diplomaticirussi da Londra, il Cremlino risponde e allontana da Mosca quattrofunzionari britannici. Ad annunciarlo è stato il portavoce delministero degli Esteri Mikahil Khaminin citato dall'agenzia Interfax.Pomo della discordia è stato il rifiuto di estradare Andrei Lugovoi, ilprincipale sospettato per l'uccisione dell'ex colonnello del KgbAleksander Litvinenko, incriminato dalle autorità inglesi nelle scorsesettimane.

Così,quelle che sembravano scaramucce politiche sullo sfondo del gialloLitvinenko, diventa adesso una vera e propria guerra di spie, cheblocca di fatto i rapporti tra i due paesi ed impone una strettaurgente anche da parte dell'Ue. Non a caso Mosca ha anche definito''una spiacevole sorpresa'' le critiche indirizzate alla Russiadall'Unione europea, stizzita per il gelo dei rapporti diplomatici conil Regno Unito. Già nelle scorse settimane, la presidenza di turnodell'Ue aveva esortato la Russia ad accettare la richiesta diestradizione britannica per Lugovoi, che sarebbe una vera e propriaammissione di colpa da parte del Cremlino, che si è sempre dettoestraneo all'assassinio del Millennium Hotel. E anche oggi l'Ue haricordato la "grande importanza" delle relazioni con la Russia,"augurandosi che non vengano danneggiate in alcun modo". Sul caso èintervenuta anche Condoleezza Rice, secondo la quale Mosca deverispondere positivamente alla richiesta di Londra di estradare Lugovoi,senza usare in nessun modo politico l'arma del petrolio, croce edelizia degli ambienti americani, più interessati ai corridoienergetici asiatici che alla verità sul caso Litvinenko.

AllaRussia non resta quindi che continuare il muro contro muro. Mosca haoggi disposto l'interruzione di ogni forma di cooperazione con Londraanche in materia di lotta al terrorismo, minacciando anche disospendere i visti a tutti i funzionari britannici sul suo territorio."Finché non riceveremo chiarimenti i nostri funzionari non chiederannovisti britannici e le richieste dei loro non sarano esaminate", haspiegato il portavoce del ministero Kaminin. "Non è stata Mosca acercare lo screzio, i nostri passi hanno un carattere ben mirato", haproseguito. E sulla questione dei visti Mosca ha annunciato di voleragire in modo simmetrico, replicando colpo su colpo alle ritorsioniinglesi: "Ciò che fa il governo laburista è basato su tutto tranne chesul buon senso, anche se sono convinto che il buon senso vincerà", haaggiunto Kaminin, memore di una crisi in qualche modo già vissuta. Peril ministro degli Esteri britannico David Miliband si tratta di unareazione "completamente ingiustificata", sproporzionata rispetto allelegittime richieste della Procura britannica che vorrebbe poterinterrogare Lugovoi per sbrogliare l'intricatissima matassa del delittoLitvinenko, nelle cui indagini fu coinvolto anche il faccendiereitaliano Mario Scaramella. La Gran Bretagna aveva già annunciato unaserie di misure che avrebbero pesato negativamente sulla cooperazionecon Mosca a diversi livelli e la Russia non ha tardato a far arrivareuna risposta, per altro in qualche modo già annunciata, e che ricalcauna storia fitta di ruggini e ripicche. Non è la prima volta, infatti,che tra la Russia e il Regno Unito ci sono screzi di tale portata, enon è una novità l'espulsione dei diplomatici. Negli ultimi 36 anniLondra ha fatto accompagnare alla frontiera 158 diplomatici russimentre Mosca, sovietica prima e russa dopo, ha ricambiato rinviando acasa 72 cittadini britannici in quattro distinte occasioni, tuttevicende poco chiare di intrighi, ricatti, spionaggio.  In realtà,dietro la crisi diplomatica e il rifiuto dei consegnare Lugovoi aLondra, c'e anche e sopratutto l'accusa che il Cremlino porta alleautorità inglesi di proteggere gli esuli ricercati, primo fra tuttiBoris Beresovskji, l'oligarca da sempre inviso a Putin. L'esulemilardario, rifugiato da anni a Londra, è stato il principaleaccusatore del regime di aver ordinato l'assassinio dell'ex spia delKgb, e di essere lui stesso nel mirino, dopo che nei mesi scorsi vocimai confermate dal Cremlino avevano ventilato la proposta russa diestradare Lugovoi solo in cambio dello stesso Beresovskji. Proprioieri, il miliardario ha rivelato di essere scampato ad un attentato.Sarebbe stato il premier russo in persona a commissionare il delitto alquale il miliardario sarebbe sfuggito grazie alle preziose informazionidei servizi segreti. Ma il caso farà ancora discutere, se come sembra,Beresovskji ha dichiarato di non sentirsi al sicuro neanche più aLondra, mettendo in guardia gli altri esuli russi nella capitaleinglese, e quasi lanciando un appello a Scotland Yard perchè combattaquesta guerra di spionaggio con tutte le proprie forze, nonostante inquesto momento sia alta l'allerta terrorismo, e a Londra abbiano benaltri pensieri. 








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su