Riforma delle pensioni: dal 2008 si andrà in pensione a 58 anni. Nel 2010 a 60 anni

Dopo una maratona notturna, governo e sindacati hanno raggiunto all'alba l'accordo sulla riforma previdenziale che ammorbidisce lo 'scalone' previsto dalla legge Maroni

Dopo una maratona notturna, governo e sindacatihanno raggiunto all'alba l'accordo sulla riforma previdenziale cheammorbidisce lo 'scalone' previsto dalla legge Maroni. L'intesa, chesarà stamani alla prova del consiglio dei ministri, prevede che apartire dal 1 gennaio 2008 si vada in pensione a 58 anni. Dal lugliodel 2009 si potrà andare in pensione a quota '95' (somma tra etàanagrafica e anni di contributi versati); dal gennaio 2011 bisogneràraggiungere quota '96'; da gennaio 2013 bisognerà raggiungere quota'97'.

Il raggiungimento della quota fissata ècomunque vincolato ad una età minima: per quota '95' l'età a cuisommare gli anni di contributi versati è di 59 anni; per quota '96'l'età è di 60 anni; per quota '97' è di 61 anni. L'accordo tral'esecutivo e i sindacati prevede che dall'aumento dell'età dipensionamento saranno esclusi 1,4 milioni di lavoratori impegnati inattività considerate usurantiL'elenco dei lavori usuranti riguardacirca un milione e 400 mila lavoratori.

Per superare lo scalone e alimentare il fondo per i lavori usuranti -ha spiegato il ministro del Lavoro Cesare Damiano, saranno necessari 10miliardi di euro tra il 2008 e il 2017". "La cifra ha una "certamobilità interna - ha sottolineato - ma la somma totale restainvalicabile". In particolare, serviranno circa 7,5 miliardi per lo'scalone' e 2,5 miliardi per i lavori usuranti".

Soddisfatto il premier Romano Prodi, che ha auspicato "che il Consigliodei Ministri approvi l'accordo per dargli immediata attuazione". Esull'atteso giudizio di Rifondazione, su cui oggi è puntata tuttal'attenzione della maggioranza, Prodi ha spiegato: "Questo è l'accordotra governo e sindacati: lo porterò in Cdm senza cambiare neppure unariga".

I conti pubblici non saranno messi in crisi dall'accordo, ha assicuratosubito il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. "Il miocompito - ha detto il minisitro è difendere questo accordo verso chiera preoccupato che l'equilibrio finanziario fosse messo in difficoltà:Almunia, alcuni commentatori critici, qualche esponente dellamaggioranza".

L'equilibrio si ottiene anche grazie ai tre paletti che perPadoa-Schioppa erano "irrinunciabili" e che sono rientratinell'accordo: operazione "fatta interamente con risorse interne alsistema"; intervento sui coefficienti di trasformazione eraggiungimento "dello stesso limite di età per la pensione di anzianitàprevisto dalla Maroni".


E' stato un confronto duro e difficile su un tema delicato", ha ammessoil segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ma alla fine illavoro è stato "proficuo". La Cgil, ha aggiunto, "ha firmato per presad'atto la proposta Prodi, ma si riserva di dare la valutazione sulcomplesso del documento che sarà presentato lunedì mattina. Nellaproposta di questa notte - ha sottolineato Epifani - ci sono elementidi grande novità. Avrei preferito una revisione più allungata ecomprensiva dello scalone, ma ci siamo trovati di fronte un muro didifficoltà finanziarie. Alla fine - ha concluso - si è trattato di unlavoro proficuo, di cui non nascondo questo limite, ma di cui è giustoapprezzare gli aspetti positivi".

Assai soddisfatto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che dà un"giudizio molto positivo". Questo perché l'intesa permette di superareil sistema "rozzo" previsto dallo 'scalone' Maroni. Ma soprattuttoperché "l'insieme delle misure dell'accordo va incontro alle esigenzedei giovani lavoratori e stravolge il sistema in modo positivo".

Parla di "compromesso che dovevamo fare", invece, il leader della UilLuigi Angeletti. Un compromesso che, però, ha portato "complessivamentead un accordo positivo". Il giudizio conclusivo" sull'accordo raggiuntoa palazzo Chigi arriverà comunque "dopo le consultazioni deilavoratori", che "per noi non sono platoniche. Abbiamo buoni argomenti- ha concluso - per spiegare l'intesa ai lavoratori e sostenere che èun buon accordo".








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su