Elezioni segreteriadel Partito democratico: Rosy Bindi si candida sfidando Veltroni

All'indomani della candidatura alla segreteria del Partito democratico, Rosy Bindi riceve la prevedibile benedizione di Arturo Parisi, che tanto aveva detto e bramato perché qualcuno si opponesse a Veltroni

All'indomani della candidatura alla segreteria del Partito democratico, Rosy Bindi riceve la prevedibile benedizione di Arturo Parisi, che tanto aveva detto e bramato perché qualcuno si opponesse a Veltroni, arrivando a brandire la propria persona nel caso in cui nessuno si fosse fatto avanti. Non è stato necessario, sono arrivate due candidature: prima l'ex direttore dell'Unità Furio Colombo in chiave girontondin - antiberlusconiana poi, a stretto giro, la ministra della Famiglia.

Raggiante Parisi: "Avevo detto che mi sarei candidato se non ci fossero state altre candidature, ma il passo avanti della Bindi mi solleva da quest'obbligo. E sono lieto di sostenere le candidature che con maggiore trasparenza e determinazione rappresentano i nostri valori". Quindi, ha detto il ministro della Difesa "sostengo indiscutibilmente Rosy Bindi, una candidatura autonoma perché Bindi ha alzato la mano indipendentemente e addirittura contro l'indicazione dei partiti superando i limiti di un regolamento pensato con il presupposto che ci fosse il controllo da parte dei partiti". Glaciale il presidente della Margherita Francesco Rutelli che ha commentato le dichiarazioni di Parisi con un secco "ognuno dice e fa, come si vede, quello che vuole".

La pasionaria della Margherita va avanti per la sua strada, e sceglie il GR3 per esporre una prima bozza di programma. "Come donna - ha detto nell'intervista - intendo rivolgermi a tutti quelli che hanno voglia di ridare significato alla politica. Oggi c'è bisogno di tanti nuovi contributi, di persone nuove, di nuova passione ed entusiasmo e di nuove intelligenze". Ringraziamenti di rito a chi la sostiene, ma anche rivendicazioni di autonomia: "'Sono molto contenta delle dichiarazioni di sostegno e di incoraggiamento che ieri sono venute da molti e in maniera particolare da Arturo Parisi che stimo molto e con il quale lavoro insieme da molto tempo. Ma davvero credo che nessuno possa dubitare dell' autonomia di questa mia scelta che da tempo stavo maturando e proprio perché non contro qualcosa o qualcuno, ma per il Pd e perché il 14 ottobre sia una vera occasione di confronto e dibattito".
Critica contro chi si prepara a presentare la soluzione in coppia, il cosiddetto ticket Veltroni - Franceschini: "Ho espresso le mie perplessità sulla presentazione di un ticket, perché credo che quando si mettono insieme storie, biografie e culture diverse chiunque debba avere l'ambizione e debba sentire la responsabilità di rappresentare tutti, senza bisogno appunto di riprodurre le vecchie formule dei ticket che ormai abbiamo superato".

Per quanto riguarda la presenza delle donne ai vertici del partito, Bindi ha definito "condivisibile" la parte del regolamento "che assegna alle donne il 50 per cento dei posti di capolista e che può quindi davvero assicurare che la futura assemblea costituente sia formata dal 50 per cento di donne". Ora dunque, ha sottolineato, "credo che sia arrivato il momento in cui le donne possano competere in prima persona per ricoprire incarichi principali e questa competizione tutta al maschile credo che non aiuti, non motivi chi in questi anni si è tenuto troppo fuori dalla vita politica, i giovani da una parte e le donne dall'altra".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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