Tav: Torino-Lione il tratto ferroviario ad alta velocità si realizzerà di sicuro. Prodi conferma

La Tav Italia-Francia si farà. La tratta Torino-Lione è stata confermata da Prodi quando manca poco tempo per il ricevimento dei finanziamenti UE, soprattutto, per non rischiare di perderli.

Torna al pettine il nodo "Tav". Manca poco al 23 luglio, data ultima per presentare all'Unione europea la richiesta di finanziamenti per l'Alta velocità Torino - Lione (dall'Europa dovrebbe arrivare un miliardo dei quindici necessari alla realizzazione della parte italiana dell'opera) e il presidente del Consiglio Romano Prodi sfodera ottimismo davanti al primo ministro francese, François Fillon: "Mi sono impegnato sul progetto della Lione - Torino. L'Italia farà fronte ai suoi impegni".

Replica compiaciuta di Fillon, che in patria ha assistito, riguardo alla frazione del collegamento che compete ai transalpini, ha assistito a un dibattito meno burrascoso del nostro: "Mi rallegro che stia andando in porto il progetto Tav".

La sicurezza di Prodi deriva dall'esito che ebbe l'incontro di un mese fa tra il governo e gli amministratori delle zone coinvolte, al quale partecipò anche Mario Virano, presidente dell'Osservatorio apposito che si costituì in seguito alle proteste delle popolazioni locali. Fu avanzata la proposta di evitare la perforazione del monte Musiné (aggirando così i rischi relativi alla presenza di amianto) e si abbozzò un tracciato più lungo ma dal "minore impatto ambientale". Direttive che dovrebbero essere recepite nel progetto da presentare entro il 20 luglio a Bruxelles. Rimangono i contrari, i comitati della Val di Susa, Alta e Bassa.

A smorzare l'entusiasmo del premier ci ha pensato Antonio Ferrentino, presidente della Comunità montana della Bassa Valle di Susa, ribadendo che dal territorio non c'è alcun assenso all'opera e invitando a lasciar lavorare l'Osservatorio tecnico.

"Stiamo facendo un tavolo di confronto per trovare una soluzione - ha sottolineato Ferrentino - e che il presidente del Consiglio ribadisca l'impegno dell'Italia è normale e legittimo, tuttavia noi diciamo che dal territorio non c'è alcun consenso, anzi il 17 luglio tutti i consigli comunali della Bassa Valle delibereranno la non condivisione rispetto al dossier che sarà presentato il 20 luglio alla Ue, anche per un fatto meramente formale, poiché non lo conosciamo. C'è un Osservatorio che sta lavorando, aspettiamo le sue conclusioni".


Poco dopo la diffusione delle dichiarazioni di Prodi e Fillon, Vittorio Agnoletto, europarlamentare di Sinistra europea da sempre al fianco dei valsusini contrari all'Alta velocità, ha rivolto un appello epistolare al movimento "No - Tav", indirizzato "ai sindaci della Val di Susa". Per Agnoletto i passaggi istituzionali attraverso i quali si sta lavorando per arrivare alla realizzazione dell'opera sono un modo per tagliare fuori le ragioni delle popolazioni interessate e la loro contrarietà: "Se l'Unione europea deciderà di destinare delle risorse economiche alla Torino - Lione potremo ancora esprimere tutta la nostra opposizione, ma avremo sempre meno orecchie disponibili ad ascoltarci e ripartirà una fortissima campagna politico - mediatica che con grande demagogia ci accuserà di voler far perdere allo Stato italiano fondi comunitari già assegnati. Saremo costretti in difesa, il confronto diventerà molto più difficile e dall'esito molto incerto". Infatti, secondo Agnoletto "una volta ottenuto un finanziamento dalla Ue, la discussione sarà solo su come realizzare la Tav, ma non più sul se realizzarla".

Agnoletto scrive che la dichiarata disponibilità dei comuni interessati a proseguire il lavoro comune all'interno dell'Osservatorio tecnico - disponibilità che accompagnerà il rifiuto del dossier che sarà inviato nei prossimi giorni alla Commissione europea - rischia di fornire un alibi ai sostenitori del progetto e consenta loro di tagliare fuori i comuni no - Tav: "Il mio timore è che la commissione giudicatrice possa dire: 'Certo fino ad ora non hanno raggiunto un accordo tra governo e comunità locale, ma lo troveranno comunque all'interno dell'Osservatorio dentro il quale continuerà la discussione, come ambedue le parti hanno dichiarato.

Tanto è vero che nelle delibere comunali recentemente votate è scomparso un netto e chiaro rifiuto senza se e senza ma della Tav. In questa situazione è possibile approvare il finanziamento". La conclusione è netta: "Credo però che fra noi comune l'opinione che la TAV continui, anche oggi, ad essere inutile e potenzialmente dannosa. Ed allora penso sia bene scriverlo in modo chiaro e incontrovertibile sulle risoluzioni che saranno votate ed inviate a Bruxelles per togliere ogni alibi alla Commissione europea. Prima che sia troppo tardi e che la nostra battaglia rischi di trasformarsi in pura testimonianza".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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