Mercato energetico Europeo: l'UE pronta a difendere l'indipendenza. Il primo problema è la Russia

La relazione di Vidal-Quadras, vice presidente del Parlamento europeo, approvata martedì da Strasburgo in seduta plenaria, difende l'integrità e l'indipendenza dell'Unione nel settore energetico meglio di quanto finora fatto dalla sinist

L'Europa inizia a svegliarsi: meglio tardi che mai. Nella sedutaplenaria del 10 luglio il Parlamento di Strasburgo ha approvato a largamaggioranza la relazione "Sulle prospettive del mercato interno europeodel gas e dell'elettricità".
Uno dei passaggi che riteniamofondamentali di questa relazione recita: "Bisogna proibire a compagniedi paesi terzi di acquistare infrastrutture del sistema energeticodella UE, ad esclusione dei casi in cui il paese terzo non sia dispostaalla reciprocità".


Il relatore della relazione è il vicepresidentedel Parlameto Europeo, lo spagnolo Alejo Vidal-Quadras. Quadras è undemocristiano, ma onore al merito, nella sua relazione ha difeso (o piùesattamente ha ammonito dei pericoli) l'integrità e l'indipendenzaeuropea nel settore dell'energia meglio di quanto spesso abbiano fattoi deputati della sinistra e il suo atteggiamento, onore al merito, èstato più di sinistra della sinistra stessa.

Impedire a paesiterzi che non offrano reciprocità di acquisire le infrastrutture vuoldire sostanzialmente bloccare i fondi di investimento internazionali,entità finanziarie multinazionali (soprattutto statunitensi, ma nonsolo) che sostanzialmente non hanno "nazionalità", che investonoingenti capitali acquistando le infrastrutture di vari paesi a soloscopo speculativo, e mettere un freno a quei paesi, soprattuttoproduttori e proprietari di fonti naturali di energia, che mirano ad uncontrollo dell'intero ciclo energetico, dall'estrazione alla produzioneal trasporto e alla distribuzione e vendita all'utente finale. Anche senon menzionati direttamente, la raccomandazione era riferita a paesicome Arabia Saudita, Venezuela o Federazione Russa qualora volesseroacquisire impianti di raffinazione, sistemi di trasporto, reti didistribuzione sul territorio della UE non permettendo a compagnieeuropee di poter fare lo stesso.

La relazione di Quadras non hasuscitato reazioni negative, se non a Mosca, dove è stata accolta confastidio e criticata aspramente. In realtà il divieto raccomandatodall'eurodeputato iberico è realmente indirizzato a frenare gliinteressi di Gazprom in Europa perché nessun altro paese produttore dipetrolio o gas, a parte la Russia, ha finora acquisito infrastruttureenergetiche (come giacimenti, raffinerie, catene di distributori dibenzina, gasdotti) senza concedere altrettanto sul proprio territorio.
Primari mezzi di informazione russi come il quotidiano economico finanziario Vedomostie l'agenzia di stampa NTV hanno la precisa volontà europea di bloccarel'espansione russa, che altro non è che il tentativo del colossostatale Gazprom di acquisire le reti di distribuzione del gas, o partedi esse, in Europa.
In realtà Quadras non fa altro che trarre leconclusioni più semplici dalla più semplice delle regole dellerelazioni internazionali, la reciprocità.

A giorni alla Duma, ilparlamento russo, dovrà essere discusso e sicuramente approvato ilprogetto di legge che consente alle compagnie straniere di acquisiresolo pacchetti azionari minoritari di aziende del settore energeticoche abbiano all'attivo giacimenti e infrastrutture di interessestrategico. E' un provvedimento più che giusto, che salvaguarda gliinteressi e l'indipendenza russi. Non si capisce allora il perché dellecritiche russe all'Unione europea se questa fa lo stesso.
Ilministro degli esteri russo Sergey Lavrov lamenta che il rifiuto deigoverni della UE di far fare acquisizioni nel settore energia acompagnie russe (ma in realtà solo Gazprom) ha privato l'Unione Europeadi entrate per 50 miliardi di dollari. In Russia non si può dire che lecompagnie straniere vengano interdette da acquisizioni. Avviene peròche esse vengano obbligate a cedere le acquisizioni più valide, comenel caso di Shell per l'isola di Sachalin, BP per la compagnia mistaTNK-BP o Total per i giacimenti siberiani, non sulla base dellarinegoziazione legale degli accordi (che a loro tempo - è indiscutibile- sono stati in diversi casi svantaggiosi per la Russia), ma sulla basedi pretestuose accuse di violazioni della legge che assomigliano inrealtà a vere e proprie estorsioni, oppure che vengano indotte adinvestimenti vantaggiosi solo per chi li propone. E' questo il casodell'acquisizione da parte di Eni di parte delle spoglie della Yukos,l'Articgas e la Uregoil, che hanno sì licenze di sfruttamento, ma là(sotto il circolo polare artico) dove le condizioni di estrazione sonoproibitive e le infrastrutture ancora da costruire, il tutto per lamodesta cifra di quasi . . . quattro miliardi di dollari.
Con larelazione di Quadras l'Unione Europea inizia ad alzare la testa e lavoce con i paesi produttori di risorse energetiche (ed in particolarecon la Russia) e a far capire che i rapporti possono essere soloparitetici. Come al solito, l'Italia e la sinistra sono sempre inritardo.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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