Pignoramenti e ipoteche per multe non pagate? Più tutele e maggior diritti per chi riceve contestaz

Temibili agenti minacciano di pignorarvi l’appartamento o l’auto se non avete pagato una multa?

Il ventre della riscossione tributi non è mai sazio (v.articolo). Temibili agenti minacciano di pignorarvi l’appartamento o l’auto se non avete pagato una multa? Niente paura avete tutti i diritti per far ricorso se non sono state rispettate le fondamentali regole di trasparenza sulla notifica dell’atto. Questo quanto emerge da una recente direttiva di Equitalia, la società attraverso cui l’Agenzia delle Entrate svolge l’attività di riscossione nazionale dei tributi, che stabilisce la soglia minima di 50 Euro per l’attivazione delle fantomatiche “ganasce fiscali” e di 500 Euro per le ipoteche. L’argomento riguarda una consistente fetta di popolazione assediata da avvisi di riscossione, sarebbero infatti più di 950.000 gli italiani costretti a corse contro il tempo per evitare pericolosi fermi amministrativi.

Con queste nuove disposizioni se l’importo dovuto all’Erario non supera i 500 euro, il contribuente riceverà prima un sollecito di pagamento, nel caso delle ipoteche, per debiti sotto i 10mila euro, la procedura dovrà essere preceduta dal fermo e al moroso arriverà prima una diffida. Nessun preallarme, invece, per debiti fiscali sopra i 10mila euro: gli agenti della riscossione potranno iscrivere ipoteca direttamente.

Sulle ipoteche e fermi amministrativi

Va precisato che il limite di morosità per il fermo e l’ipoteca è bassissimo e secondo le disposizioni vigenti, i concessionari della riscossione possono procedere, oltre che al fermo amministrativo dei beni mobili registrati, anche all'iscrizione dell'ipoteca sugli immobili del debitore (articolo 77 del Dpr n. 602/1973).
Tale istituto presenta molte analogie con il fermo amministrativo dei beni mobili registrati. Infatti, anche l'ipoteca:

Il debitore è informato già all'atto della notifica della cartella che il mancato pagamento può condurre all'ipoteca, della cui eventuale iscrizione è, comunque, avvisato, come disposto nelle istruzioni impartite dall'Agenzia delle Entrate.


In sostanza, chiunque riceva una cartella esattoriale per il mancato pagamento di un importo anche minimo per tributi comunali, provinciali e regionali, quali sanzioni per il mancato rispetto del Codice della Strada (pensiamo ad esempio al divieto di sosta), tassa di smaltimento rifiuti, etc, rischia il fermo amministrativo del proprio veicolo o natante nonché il possibile pignoramento di beni immobili.

Prima di disporre il fermo amministrativo e l’ipoteca di un bene però è necessario inviare un sollecito di pagamento, da cui debbano risultare tutte le informazioni utili per il destinatario al fine del saldo del debito, ed in particolare:

Il come e il quando delle ganasce fiscali

Il documento operativo è stato emanato dall’agenzia per tutti gli agenti provinciali di riscossione al fine di garantire l’omogeneità di comportamento. Allegato al disciplinare si trova un documento con le istruzioni operative sui criteri da applicare prima di avviare azioni cautelari. Nel caso in cui il debitore non possieda veicoli o immobili infatti occorrerà analizzarne prima di procedere la situazione economica e reddituale, mentre per debiti compresi tra 500 e 10.000 Euro le azioni esecutive devono avere un impatto limitato, ossia non essere invasive.

Prima di emettere un’ipoteca infatti gli agenti dovranno notificare al debitore un atto di diffida. Due le diverse scadenze per l’adempimento degli obblighi risarcitori: entro 60 giorni dalla notifica della cartella ed eventualmente, nel caso in cui non si sia provveduto entro un anno dalla notifica all’espropriazione, 5 giorni dall’avviso di intimazione pagamento.
Normalmente il fermo amministrativo scatta dopo 20 giorni dalla spedizione al contribuente del preavviso con cui si sollecita la regolarizzazione della propria posizione, senza che il cittadino paghi. E l’agente della riscossione sarà, comunque, tenuto a dare notizia al debitore dell’avvenuta iscrizione. Per i debiti di piccolo importo, invece, ci sarà un passaggio in più intermedio: il fermo sarà preceduto da un invito a pagare al contribuente moroso.

Come regolarizzare la propria posizione

Ricordiamo che le tenaglie fiscali che scattano sui contribuenti insolventi possono essere prevenute tramite accertamenti sulle propri posizioni fiscali pendenti. Basterà infatti presentarsi dall’agente riscossore (ex esattoria) per un chiarimento sulla propria posizione presentando carta di identità e codice fiscale. Vi sarà consegnata una cartella difficilmente decifrabile ma che vi consentirà di capire se siete nel mirino del “grande esattore”.

Valida alternativa potrebbe essere quella di rivolgersi alle associazioni consumatori che stanno portando avanti una campagna di abolizione del provvedimento. Noiconsumatori in particolare si è costituita portavoce di circa 4.000 famiglie a cui è stata ipotecata la casa per multe non pagate. Il monito arriva perentorio: anche le cartelle esattoriali impazziscono spesso!!
Alcuni illustri esempi riguardano cartelle notificate a bambini o a defunti, mentre sono numerosi i casi di cartelle scadute (5 anni dalla data di notifica) o annullate a seguito di saldo di pagamento.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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