Niente vacanze per il 51% degli italiani. Lo rileva Federalberghi

Quasi la metà degli italiani non andrà in vacanza nel periodo giugno-settembre 2007

Quasi la metà degli italiani non andrà in vacanza nel periodo giugno-settembre 2007. Secondo uno studio condotto da Federalberghi, quest'estate il 51% della popolazione resterà a casa. Scende dunque il giro d'affari: dai 21,9 mld dell'anno precedente ai 18,5 mld di quest'anno. Segno, secondo la confederazione degli albergatori, della difficoltà economica delle famiglie.

"Che una improvvisa crisi - commenta il Presidente della Federalberghi e di Confturismo, Bernabò Bocca - stesse per abbattersi sui consumi turistici degli italiani, dovuta alle scelte di politica fiscale del Governo, ne eravamo coscienti. Ma non ci saremmo mai aspettati un crollo di questa entità". "La probabile perdita - prosegue Bernabò - di oltre 1 milione di italiani rispetto all'estate 2006 e quasi il 51% della popolazione a casa, mette in grave crisi il sistema turismo e ci porta a chiedere al Governo una misura coraggiosa ed innovativa nella politica sociale di questo Paese". I dati negativi previsti quest'estate nel settore turistico italiano sono legati, secondo gli operatori, alla crisi economica degli italiani più ai costi degli alberghi.

Ecco nel dettaglio i risultati della ricerca.

LA SPESA PER VACANZE - Quest'anno gli italiani spenderanno in media, per l'intera durata della vacanza estive principale (circa 12 notti complessive), 825 Euro (rispetto ai 935 Euro del 2006, per una flessione dell'11,8%) che determineranno un giro d'affari pari a 18,5 miliardi di Euro (rispetto ai 21,9 miliardi di Euro del 2006 per una flessione del 15,5%). Per la vacanza principale in Italia verranno spesi in media a persona 695 Euro rispetto ai 780 Euro del 2006 (-11%). Per la vacanza all'estero la spesa media pro-capite sarà intorno ai 1.212 Euro, rispetto ai 1220 Euro del 2006.

QUANTI NON IN VACANZA - Ben 23,9 milioni di connazionali (pari al 50,6% degli italiani) rimarrà a casa, rispetto ai 22,4 milioni dell'estate 2006 (quasi il 7% in più). Motivazione principale nel circa 40% dei casi, i problemi economici. Il 22,2% enuncia motivi di salute (probabilmente, considerando l'elevata percentuale, mascherandoli con i problemi economici), il 14,1% dichiara impegni di lavoro e l'11,8% parla di motivi famigliari.


DOVE IN VACANZA - L'Italia si conferma la meta prediletta. Infatti il 74,1% (rispetto al 68% del 2006) rimarrà nei confini nazionali ed il 23,8% (rispetto al 28,5% del 2006) sceglierà l'estero.

META PREFERITA: IL MARE - Il 75,4% opterà per le località marine (rispetto al 71% del 2006). Segue in classifica la montagna con il 15,3% delle preferenze (rispetto al 13,4% del 2006), e le località d'arte con il 2,9% (rispetto al 2,7% del 2006). Crollo nelle località termali dove si attesterà l'1,4% della domanda complessiva italiana, rispetto al 4,7% del 2006. Fra le regioni più gettonate prevale la Sardegna, con il 10,7% di preferenze.

VACANZA ALL'ESTERO - Per le vacanze all'estero, crescono le grandi capitali europee (30,7% rispetto al 28,9% del 2006) mentre calano le prenotazioni nei mari tropicali (13,3% rispetto al 24,8% del 2006).

DOVE DORMIRE - Tra le tipologie di soggiorno, l'albergo rimane al vertice delle preferenze, con il 34,8%, rispetto al 37,1% del 2006. Seguono l'appartamento in affitto con il 14,5%, la casa di proprietà con il 13%, il villaggio turistico con il 9,4%, la casa di parenti o amici con l'8,8%, il campeggio con il 6,6%, i residence con il 4,9% e l'agriturismo con l'1,3%.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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