Dpef 2008-2011: Aumentano assegni familiari, pensioni minime e diminuzione ici prima casa

Ha solo qualche giorno ma lancia vagiti fragorosi alle orecchie delle famiglie il nuovo Dpef 2008-2011

Ha solo qualche giorno ma lancia vagiti fragorosi alle orecchie delle famiglie il nuovoDpef 2008-2011. All'interno di questo documento ci sono tante novità: dall'aumento della pensione minima alla riduzione dell'Ici sulla prima casa passando per i sussidi alle famiglie (l’ABC del Dpef secondo il Sole 24 Ore). Nasce infatti a miglior vita anche l’assegno familiare, unificato d’ora innanzi alle detrazioni Irpef. Un unico assegno mensile dunque a partire dai cosiddetti "incapienti", cioè da coloro che non possono usufruire delle detrazioni Irpef, avendo un reddito troppo basso.

A questa categoria il corrispondente delle detrazioni ( 900 euro per un figlio di età inferiore ai tre anni, 800 euro per un figlio di età superiore) sarà elargito sotto forma di assegno.
Previsto anche un ritocco dell'entità dell'agevolazione, sempre e comunque inversamente proporzionale al reddito: si parla di 2550/2450 euro annui.

Toccherà prima ai lavoratori dipendenti, poi agli autonomi; per completare la manovra occorreranno circa due anni, necessari sia per il reperimento dei fondi, sia per risolvere problemi tecnico-burocratici, relativi all'unificazione dell'anagrafe dell'Inps e di quella dell'Amministrazione Fiscale.

Assegni e detrazioni di oggi

Per il 2007 rimarrà invariato l’assegno attualmente di 1.650 euro l'anno (livello massimo) il cui importo è decrescente all’aumentare del reddito, fino ad annullarsi a quota 61.700 euro di reddito annui. Inoltre, la detrazione attuale è di 900 euro nel caso di un figlio sotto i tre anni e di 800 euro se è maggiore di tre anni.
La rivalutazione dei livelli reddituali sarà infatti effettuata a decorrere dal 1° luglio 2008.


Assegni e detrazioni di domani

Il nuovo anno fiscale dovrebbe regalare alle famiglie un leggero aumento in assegno addolcendo il dislivello tra fasce reddituali. Tra le novità in previsione anche assegni per lavoratori autonomi e non solo dipendenti.
Il percorso delineato parte dagli "'incapienti", ai quali le detrazioni saranno dunque ridate sotto forma di assegno (800 o 900 euro annui). Poi si passerà all'intervento sul "decalage", che sarà addolcito, sostenendo in tal modo anche i ceti medi. Infine, le due prestazioni (assegno e detrazione) saranno unificate in un "assegno unico". Ma per arrivare a questo occorrerà aspettare almeno un paio d'anni, anche perché, a parte le risorse da trovare, si dovranno anche unificare le banche dati dell'Inps (che oggi eroga gli assegni) con quelli dell'Amministrazione fiscale a cui fanno capo le detrazioni.

Il dramma degli "incapienti"

In sostanza, il governo ha attivato un meccanismo per tentare di risolvere una situazione che per molte famiglie è drammatica: oltre l'11% delle famiglie italiane, infatti, è oggi in stato di povertà (secondo dati Spi-Cgil), una percentuale che si innalza nei nuclei con un capofamiglia pensionato e, addirittura, si impenna fino a superare il 25% nei nuclei familiari del Sud. Il reddito familiare medio delle famiglie più povere, o comunque in stato di grave disagio economico, è indicato dal rapporto come inferiore a 5 mila euro annui, un valore indicato come una «vera e propria soglia di sussistenza» al di sotto della quale non si possono affrontare esigenze-base: pagare le bollette, fare almeno una vacanza all'anno (v.articolo) .








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su