Vendita porta a porta stile Avon di prodotti sessuali per donne: Passion Party, 21 mld di dollari

E’ una bella mattina di primavera a Burleson, graziosa cittadina del Texas. In una delle villette della periferia, un gruppo di signore assiste ad una dimostrazione di prodotti

E’ una bella mattina di primavera a Burleson, graziosa cittadina del Texas. In una delle villette della periferia, un gruppo di signore assiste ad una dimostrazione di prodotti. L’atmosfera è rilassata e sembra quasi di trovarsi ad una riunione dell’Avon, se non fosse che al posto di creme energizzanti e rossetti ci sono dei vibratori rosa dall’inequivocabile forma di pene, oli afrodisiaci, ecc. Questa nuova formula di vendite porta a porta si chiama “Passion Party” ed è nata dalla fantasia di alcuni imprenditori di San Francisco. Secondo gli ideatori dovrebbe educare le donne alla sessualità con l’aiuto di una rappresentante che ha il compito di mostrare alle signore presenti come funzionano alcuni particolari strumenti. In Texas la moda ha subito attecchito e nel 2006 i proprietari del marchio “Passion Party” si sono portati a casa 21 milioni di dollari. In realtà, ci sono ancora signore che arrossiscono quando la rappresentante apre la valigetta del campionario, ma sotto sotto l’immaginazione inizia a galoppare verso mete ardite. Sembra però che la pacchia stia per finire, perché la destra religiosa ha deciso che le donne del Texas devono recuperare la propria moralità.

L’armata delle moralizzatrici, che l’anno scorso fece rimuovere una statua raffigurante un cervo con tanto di attributi davanti al liceo di Burleson, minaccia di far arrestare le rappresentanti della “Passion Party” per “contrabbando di oggetti illegali e diseducativi”. Promotrice dell’operazione è la nuova leader spirituale della Chiesa della Luce, Gloria Gillaspie, che è anche una delle consigliere di Arlene Wohlgemut, deputata repubblicana eletta nel diciassettesimo distretto. Entrambe vedono il sesso come il fumo negli occhi, anche quando la cosa non le riguarda direttamente. Al duo si è aggiunta poco tempo fa Shanda Perkins, figlia di Gillaspie, e i primi a farne le spese sono stati i coniugi Webb, instancabili volontari che operano a favore delle persone più sfortunate.

Chris Webb è titolare di una piccola impresa edile e lavora dalle 12 alle 14 ore al giorno, ma trova sempre il tempo per occuparsi dei concittadini bisognosi. Ripara gratis tetti e grondaie, monta antenne e rasa persino l’erba senza pretendere alcun compenso nelle abitazioni delle persone disabili o nullatenenti. Le moralizzatrici sostengono però che la sua immagine non corrisponde a quella del volontario ideale, perché tempo fa Chris e la mogle Joanne, sposati tra loro da 20 anni, sono stati sorpresi a scambiarsi effusioni in pubblico. Quando poi si è appreso che Joanne Webb era stata arruolata tra le rappresentanti della “Passion Party”, Gillaspie si è rivolta alle autorità per farla bandire da tutte le manifestazioni pubbliche. In una lettera inviata al sindaco, Webb è stata definita una “rovinafamiglie”. La cosa ha sortito i suoi effetti perché due chiese hanno vietato a Webb di partecipare ai riti religiosi. Motivo: la donna era solita presentarsi in un luogo sacro con le gonne troppo corte.

La persecuzione delle moralizzatrici rischia di mandare a gambe all’aria anche l’impresa di Chris Webb. Lo sceriffo di Burleson, Tom Cowan, è anche lui un cristiano rinato e pende letteralmente dalle loro labbra. Basta che le tre signore gli chiedano di indagare sulla morale di qualcuno e si attiva immediatamente. E’ un bel pò che Cowan aspira ad una carica pubblica e non oserebbe mai inimicarsi le tre donne più potenti della città.

A questo punto è doveroso fare una premessa: nel 1998, la città di Burleson aderì all’iniziativa delle “Città di Carattere” che raggruppa quelle municipalità che possono vantare uno stile di vita ispirato ai valori religiosi alle quali il governo Bush ha destinato 800 milioni di dollari di fondi. Gli imprenditori della contea di Johnson, che comprende Burleson, hanno ricevuto lettere che li invitano ad assumere soltanto persone morigerate e a licenziare quelle dalla condotta discutibile. I trasgressori sono infatti visti come veri e propri nemici pubblici. Detto altrimenti, guai ad affrancarsi dalla morale comune, si rischia di perdere il lavoro e di finire sul lastrico. La cosa funziona anche con gli avversari politici e lo prova il fatto che Wohlgemut è riuscita a sconfiggere alle ultime elezioni parlamentari un concorrente scomodo come Sam Walls mettendo in piazza i suoi affari privati. Walls, che tutti davano per favorito, ha alle spalle trenta anni di impegno sociale ed è il fondatore dell’ospedale regionale, costruito con i suoi soldi dalla prima all’ultima pietra.


E’ però bastata una foto in cui compare vestito da donna a distruggerne reputazione e carriera politica. A rendere pubblica la foto era stata naturalmente Arlene Wohlgemut. “Candidarsi alle elezioni significa anche obbedire alla Bibbia”, ha dichiarato Wohlgemut, esprimendo una sua personale visione della politica che però viene condivisa anche dalla Casa Bianca. “Ognuno può fare quello che vuole”, dicono un gruppo di giovani madri, “ma a Burleson nessuno voterà mai per un travestito”. Intanto, Gillaspie e le sue consorelle sono riuscite a far approvare una legge che vieta alle donne della città di mostrarsi in pubblico con gonne più corte di tre centimetri sopra al ginocchio.

Alla prossima sfida elettorale per l’elezione del sindaco si candiderà anche il maschio di casa Gillaspie, Stuart, un impomatato giovanotto che somiglia in modo impressionante alla madre. Il suo non sembra però un programma politico, ma una vera e propria tavola delle leggi assegnatagli dall’Onnipotente. Primo: ogni buon cittadino ha il dovere di rispettare la moralità e l’etica. Secondo: il presidente Bush non ha sbagliato stabilendo che nelle scuole s’insegni anche la moralità”. Fino ad arrivare a “L’obbligo quotidiano di un lavoratore è obbedire prima a Dio e poi al datore di lavoro”. Chissà cosa ne pensano i rappresentanti dei sindacati.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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