Riforma della Giustizia: la proposta di Mastella è pronta ad arrivare in aula

Il ddl Mastella sulla riforma dell'ordinamento giudiziario è stato licenziato oggi dalla Commissione Giustizia del Senato ed è pronto ad approdare in Aula

La riforma della Giustizia è in dirittura d'arrivo. La commissione giustizia del Senato ha oggi licenziato il testo approvando i quattro articoli che compongono il progetto, e per l'inizio della prossima settimana l'assemblea del Senato potrebbe già aver approvato il disegno di legge.

Un'operazione, quella del passaggio in commissione, che già dai giorni scorsi si preannunciava tutt'altro che semplice. E così è stato: per tutta la prima parte della giornata, infatti, è aleggiato lo spettro di una rottura critica tra la maggioranza -riunita per decidere sulle modifiche all'ordinamento da porre in base al testo approvato nei vertici dei giorni scorsi a Palazzo Madama- e i nuovi subemendamenti presentati dal sottosegretario alla Giustizia Luigi Scotti. Emendamenti subito ritirati. "E' stato tutto un equivoco", ha spiegato il Presidente della Commissione Cesare Salvi. "Il sottosegretario Scotti credeva di dover circostanziare le posizioni del governo, ma poi, dopo un confronto anche con il ministro, ha ritirato l'emendamento". Equivoco o no, le proteste dei senatori della maggioranza, la pressione del relatore Di Lello e -pare- una telefonata in extremis di Mastella hanno spinto il sottosegretario a fare un passo indietro, e a rimangiarsi i punti controversi sul collocamento dei magistrati "fuori ruolo" e sulle modifiche al decreto legislativo 240 riguardo le dirigenze amministrative.

Così, delle modifiche presentate dal governo, ne è rimasta soltanto una in grado di far storcere il naso ad alcuni senatori dell'Unione, e far infuriare il senatore Roberto Manzione (margherita) insieme a tutta l'opposizione. Si tratta dell'esclusione degli avvocati dalla partecipazione "di diritto" ai consigli giudiziari, che configura l'impossibilità per i legali di avere voce in capitolo nella valutazione dei magistrati. Una norma che ha spinto il parlamentare (ed avvocato) del partito di Rutelli a scatenarsi contro il ministro della Giustizia ("Mastella fa il gioco delle tre carte"), e a minacciare l'ostruzionismo. Ma la sua astensione non ha impedito al gruppo di marciare spedito: di fronte al ritiro dei subemendamenti di Scotti, anche i parlamentari della maggioranza contrari all'esclusione degli avvocati hanno seguito le indicazioni di voto, "per disciplina di gruppo".

Tra loro c'era l'onorevole Felice Casson, che al telefono ci ha raccontato la discussione: "la commissione ha votato i quattro articoli del disegno di legge Mastella stralciando tutti gli altri: quello che si doveva fare era deliberare su questi articoli per arrivare entro il trentun luglio all'approvazione della riforma dell'ordinamento giudiziario. C'è stato un accordo complessivo abbastanza ampio sui punti più importanti, l'unico punto di disaccordo è stato sulla presenza degli avvocati nel consiglio giudiziario".

E Casson era contrario all'esclusione: "Io, e l'ho detto in Commissione facendo mettere a verbale, ero favorevole all'inserimento degli avvocati nei consigli giudiziari. Anche perché deve essere svelenito il clima di tensione e gli attriti che ci sono per favorire una cultura giuridica comune. Il governo aveva proposto un emendamento diverso, ci sono stati pareri diversificati, poi l'indicazione del gruppo é stata di votare a favore. La maggioranza ha votato in un senso e l'opposizione in un altro, con l'astensione del senatore Manzione. Era un'indicazione del gruppo ed io mi sono attenuto ad essa". Di fatto, il giudizio del senatore ulivista è comunque positivo, anche perché "sono stati raccolti dal governo elementi fondamentali che la maggioranza ha posto. Inizialmente il governo è andato in una direzione, poi ha risposto positivamente alla richiesta dei gruppi di cambiare rotta".


Giudizio positivo esprime anche il senatore Di Lello (Prc), relatore del ddl in commissione: "Si è chiuso tutto nei tempi." Strappi ricuciti?, gli chiediamo. "Si, il governo ha ritirato quasi tutti i suoi emendamenti tranne quello sulla presenza del presidente del consiglio dell'ordine nei consigli giudiziari, per il quale abbiamo aderito alla richiesta dell'esecutivo ma abbiamo in contemporanea rafforzato enormemente il potere del consiglio nella valutazione dei magistrati,  nel senso che il consiglio dell'ordine nella sua interezza potrà avanzare delle osservazioni che andranno poi ai consigli giudiziari e al Csm riguardo la valutazione in positivo o in negativo del magistrato. Non registra un parere decisivo ma può aiutare nella valutazione".

Nel weekend il testo verrà rimesso in ordine in base alle modifiche apportate oggi e preparato per l'Aula, dove per martedì mattina sono previste le dichiarazioni di voto dei gruppi. Mercoledì il voto. Il disegno di legge riprenderà dunque l'iter che in tempi brevi dovrebbe consentire l'approdo alla Camera e l'approvazione definitiva prima del 31 luglio. Ma gli animi sono cauti, dato che nei banchi dell'opposizione ci si prepara a sparare raffiche di emendamenti e a chiedere la fiducia. Una parola che, si sa, ogni volta fa tremare Palazzo Madama.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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