Lettere di dimissione fatte firmare in bianco al momento dell'assunzione: nuova proposta di legge

E' cominciato alla Camera l' iter di approvazione della proposta di legge avanzata da Sinistra democratica contro la pratica di far firmare atti di dimissione senza data al momento dell'assunzione. Un fenomeno barbaro e illegale molto dif

Accade sempre più spesso che al lavoratore o alla lavoratrice, al momento dell'assunzione, venga presentato da firmare un foglio di dimissioni senza data: nemmeno inizi, che già devi fare i conti con la possibile conclusione di quell'esperienza lavorativa a cui ti sei appena affacciato. Un documento che di fatto rappresenta una vera e propria cambiale in bianco, che potrà essere usata dal datore di impiego a suo vantaggio magari in caso di malattia, infortunio o maternità dello sfortunato lavoratore: basta infatti che egli aggiunga a quel documento la data odierna del licenziamento, facendolo così passare, per giunta, per un abbandono volontario. Quale modo migliore per liberarsi di un impiegato che non si vuole più retribuire? Quale miglior espediente, per il datore di lavoro, di questo procedere all'allontanamento dal servizio nella più completa libertà da diritti e leggi, senza lacci e lacciuoli come si dice comunemente?
Contro questo abuso, è stata presentata dalla Sinistra Democratica una proposta di legge, che registra come prima firmataria Marisa Nicchi e che oggi ha iniziato alla Camera il suo percorso in aula.

Titti Di Salvo, capogruppo di Sd al Parlamento, con un passato importante nella Cgil, definisce "il licenziamento in bianco" la "nuova forma di ricatto nei confronti delle lavoratrici in maternità, ma anche dei lavoratori" e ci spiega come sia diffusa questa pratica "vergognosa...ricattatoria, che rende ancora più insopportabile la condizione dei lavoratori e della lavoratrici costretti al precariato, e che cerca soltanto di abbattere i costi della forza del lavoro". In verità, specifica la Di Salvo, "il fenomeno è stato presente soprattutto in passato ma, come un fiume carsico, riemerge con una certa costanza". "La vera difficoltà - aggiunge - è quella di censirlo e stabilirne le proporzioni". Ma è possibile che fino ad oggi non si è avuta nessuna legge a tutela dei lavoratori da questo abuso? "C'è una norma che risale al 2001 e che riguarda però la maternità, ma riesce solo a censire il fatto dopo che è successo e ad intervenire ex post. Diversamente, la nostra proposta è preventiva perché impedisce che il fatto avvenga, e riguarda tutti i rapporti di lavoro, senza esclusioni".

Per questo, specifica Di Salvo, la proposta -per altro priva di costi - prevede che le dimissioni si debbano dare attraverso "un modulo prestampato che ha una numerazione progressiva e, soprattutto, una scadenza", in modo tale da impedire "la pratica di richiedere all'atto dell'assunzione lettere di dimissioni già firmate, senza data", perché questa possa essere apposta dal datore di lavoro "per sbarazzarsi del proprio dipendente in caso di maternità, malattia, infortunio", aggiunge la capogruppo. Il fatto che il modulo abbia un limite temporale, cioè debba essere compilato entro 15 giorni dalla sua richiesta, impedisce falsità cronologiche che, fino ad ora, sono state sfruttate dai datori di lavoro. "Se questa procedura non è rispettata le decisioni sono nulle" spiega la capogruppo di Sd, che ci racconta l'origine della proposta. "E' frutto di un processo largo nel centrosinistra, tutta la commissione Lavoro l' aveva presentata come emendamento in Finanziaria ma era stata respinta come non pertinente. Durante la terza lettura in Finanziaria, l'ho presentata io stessa come ordine del giorno e tutti i gruppi politici l'hanno firmata. Da ordine del giorno è stata messa in agenda dei lavori della Camera come primo atto di Sd". "Oggi - conclude Di Salvo - Forza Italia ha dichiarato che la condivide, ma che intende presentare un emendamento per applicarla solo al lavoro subordinato e a tempo indeterminato. Una posizione insostenibile perché un abuso di potere è sempre un abuso di potere, a prescendire dalla qualifica e dal grado di chi lo subisce o lo compie".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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